All’aeroporto di Zurigo, nell’inverno 1984, Diana Spencer attraversò il terminal accanto al principe Carlo, diretta verso una vacanza sulla neve. I fotografi immortalano il suo look che oggi non sfigurerebbe in nessuna capitale della moda: una giacca imbottita chiusa al collo, gonna ampia e un paio di stivali dal gambale cadente. Il taglio è alla moschettiera, il tacco misurato: una combinazione che all’epoca sembrava soltanto pratica. A distanza di quarant’anni si rivela in anticipo sull’estetica di stagione, lo stivale camoscio slouchy, torna tra i protagonisti dell’autunno, svela una storia che attraversa decenni con la stessa morbidezza del tessuto che si raccoglie sulla caviglia.
Pirati, festival e it-girl: la versatilità dello stivale camoscio slouchy
Qualche anno prima, nel 1981, Vivienne Westwood aveva presentato la sua prima sfilata, Pirate, in cui stivali dalla linea floscia accompagnavano camicie ampie e cappelli da ammiraglio, nel segno di una moda che sognava di salpare e conquistare il mondo. Quel modello, ribattezzato Pirate boot, sarebbe tornato in auge vent’anni dopo.
Kate Moss lo indossava per le strade di Londra e Sienna Miller costruiva attorno agli stivali scamosciati il suo celebre guardaroba bohémien, fatto di minigonne, cinture borchiate e giacche di montone. Tra il 2000 e il 2010 lo stivale cadente diventa così il segno di una generazione, prima di scomparire dietro silhouette più rigide e sottili.
Il ritorno di un’estetica rilassata e spettinata
Oggi riappare con un’aria più adulta: Chloé e Zimmermann lo hanno scelto come complemento naturale del nuovo boho, mentre Miu Miu lo rilegge con fibbie, gambali sovrapposti e tonalità mattone. Il segnale più interessante arriva però da chi al bohémien è estraneo arriva da Celine che propone il modello sia alla caviglia che al ginocchio sotto pantaloni a palazzo.
A spiegare questo ritorno contribuisce un clima più generale. Negli ultimi anni l’eleganza ha parlato soprattutto il linguaggio del controllo: chignon tirati senza un capello fuori posto, incarnati levigati come porcellana, guardaroba dai toni neutri. Le sfilate dell’autunno-inverno 2026 hanno riabilitato capelli spettinati e trucchi sfumati, segno di un’eleganza che preferisce il vissuto alla perfezione. In quel disordine apparente si riconosce il ritratto di una nuova femminilità, disinvolta e vagamente ribelle, che rifiuta la perfezione costruita a favore di una bellezza più vera. Il camoscio, opaco e destinato ad ammorbidirsi con l’uso, ne è l’interprete naturale.

Il camoscio: materiale da custodire e curare
Icamoscio non è altro che il lato interno della pelle lavorato fino a ottenere quella superficie vellutata che assorbe la luce in maniera particolare, cedendo al tatto. Proprio questa morbidezza lo rende più vulnerabile all’acqua e allo sporco; prima di indossarlo per la prima volta conviene trattarlo con uno spray impermeabilizzante e usare una spazzola specifica, passata sempre nella direzione del pelo. Dopo aver ravvivato la superficie, l’apposita gomma per suede elimina segni e piccole macchie. Se lo stivale si bagna, va sempre lasciato asciugare in modo naturale, lontano da termosifoni e fonti di calore, al massimo con un po’ di carta all’interno per mantenerne la forma. A fine stagione, infine, lo si inserisce un sacchetto in tessuto traspirante lo protegge dalla polvere fino all’autunno successivo.
Come portarlo in autunno?
La lezione di Diana resta probabilmente anche quella più attuale: un pantalone morbido infilato nello stivale, gesto che lo street style ha riscoperto e che funziona tanto con un denim dritto quanto con un pantalone sartoriale leggermente ampio. Con una gonna midi e un abito a balze, il gambale arricciato crea un gioco di volumi che sottrae dolcezza ai capi più romantici, mentre un jeans a zampa lasciato scivolare sopra la tomaia riporta alle atmosfere degli anni Settanta. La sera, accanto a una giacca di pelle, lo stivale assume un carattere più deciso, soprattutto nelle versioni nere e affusolate.
Nocciola, tabacco e cioccolato restano le nuance più facili da abbinare, ideali con maglioni color crema e cappotti cammello. Tuttavia il nero, nelle linee più essenziali, conferisce alla silhouette un rigore inatteso – sempre utile, nonostante i cambiamenti nell’estetica.








