Fu proprio un duca di Borgogna, Filippo il Buono, all’inizio del Quattrocento, a imporre il nero come colore più ambito dalle aristocrazie d’Europa. I suoi ritratti, ispirati a Rogier van der Weyden, lo mostrano vestito di scuro, con al collo il classico Toson d’oro, unico punto di luce della tela. Oggi, a sei secoli di distanza, abbinare il colore borgogna significa indossare una piccola vendetta, lasciando che la tinta di quella stessa regione francese spodesti finalmente l’eterna dittatura del nero.

Come nasce la tonalità?

La parola, curiosamente, è nata di recente. In inglese burgundy compare come nome di colore soltanto nel 1881, anche se il claret, il rosso dei vini di Bordeaux, circolava in Europa già da più di tre secoli. Nel 1930 il colore entra con un proprio campione nel Dictionary of Color di Maerz e Paul, repertorio che per decenni fissava i nomi ufficiali delle tinte. La regione francese, a sua volta, deve il nome ai Burgundi, popolazione germanica stanziata alla fine dell’età antica nell’area. Dai vigneti alla tavolozza, il passaggio è avvenuto quando il vino francese ha cominciato a viaggiare – e a dare il nome ai colori dei salotti inglesi.

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L’ombra della porpora: origine del colore borgogna 

La tinta, però, è molto più antica del suo nome, e la si ritrova in una delle sostanze più preziose del mondo classico. La porpora di Tiro, estratta dal murice – un mollusco – e custodita come un segreto per secoli dai Fenici, aveva confini sfuggenti e oscillava tra il rosso, lo scarlatto e il violetto. Plinio ne lodava i riflessi che si accendevano soltanto alla luce tanto che il suo valore superava quello dell’oro. Nell’editto di Diocleziano del 301 d.C. una libbra di seta tinta di porpora costava 150.000 denari – ovvero quanto tre libbre del metallo prezioso. Era il colore degli imperatori, quello che riveste Giustiniano nel mosaico di San Vitale a Ravenna, ma il suo segreto si dissolse con la caduta di Costantinopoli. Abbinare oggi il colore borgogna, con quella vena violacea che lo distingue dal bordeaux, custodisce ancora qualcosa di quella regalità.

Simbolo di potere e neutro d’autunno

Il cammino che porta da quel lusso inaccessibile al guardaroba di oggi è anche la storia di una progressiva familiarità nella produzione dei colori. L’arrivo dei coloranti di sintesi nell’Ottocento permetteva infatti di creare a partire dalla malva le tinte rosso-violacee. In questo modo molti colori smette di essere privilegio e diventa disponibile per chiunque. Molti colori perdono in rarità, ma guadagnano una nuova libertà d’uso.

slingback borgogna tendenze autunnoIl color borgogna, in particolare, eredita dalla sua storia una gravità che gli consente di sostituire il nero senza sembrare un capriccio, grazie anche ad una temperatura calda di fondo, quasi domestica, che il nero non ha mai avuto. Ed è forse per questo che nella luce bassa di ottobre appare così naturale, come se avesse sempre abitato i cappotti, le maglie, le borse di stagione.

La rivincita contemporanea del borgogna

A riaccendere l’interesse per il colore, qualche stagione fa, è stato Sabato De Sarno, che al suo debutto da Gucci ha battezzato Rosso Ancora una tonalità vinosa diventata in breve cifra stilistica della collezione. La tendenza si è poi propagata velocemente attraverso l’intera industria del lusso; da allora quel rosso scuro ha smesso di essere un colore di stagione per diventare qualcosa di più stabile, una specie di neutro inatteso che molte stylist consigliano di inserire là dove, per abitudine, si sceglierebbe il nero. Chiedersi come abbinare il colore borgogna è così diventato un esercizio quotidiano, a partire dal completo da ufficio.

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Abbinare il borgogna: accostamenti fuori dal coro

I compagni più sicuri restano i toni caldi della terra, il cioccolato, il caramello, il cammello, ma il borgogna dà il meglio quando incontra un interlocutore meno scontato. Su un completo di flanella grigia basta una slingback di vernice per accendere l’insieme, mentre una camicia rosa tenue sotto un blazer mette in dialogo due rossi di intensità diversa.

prada uomo 2025Se si preferisce un contrasto più netto abbinare un cardigan color borgogna con un maglia giallo canarino permette al look di guadagna in carattere e personalità. Allo stesso tempo il rigore di una figura interamente immersa nella tonalità si spezza grazie a stivali in pitone dalle venature acide o esplorando incontri tra le profondità del verde oliva e i guizzi dell’acquamarina. La regola aurea rimane una sola: occorre affidare a questa tinta densa il ruolo di tela primaria, concedendo a un singolo, audace lampo di colore il compito di rapire lo sguardo.

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