C’è stato un tempo in cui bastava citare il nome della modella e subito l’immagine del volto, della camminata, del portamento compariva nella mente. Shalom Harlow, Naomi Campbell, Cindy Crawford e altre supermodel degli anni Novanta vivono ancora nell’immaginario collettivo: non solo volti iconici in passerella, ma veri e propri personaggi noti nella cultura pop. Con la loro forte personalità, hanno trasformato il mestiere di modella in forma di celebrità. La moda oggi ha bisogno di nuove personalità polarizzanti che lascino il segno? Quando parliamo delle nuove supermodel si va ad esplorare il valore di un volto e la sua capacità di distinguersi ed emergere oltre l’obiettivo.

Quando le modelle erano più famose degli abiti

Ben oltre al sistema sfilate, fuori dall’industria moda, le supermodel degli anni Novanta erano diventate vere e proprie celebrities con una loro identità riconoscibile. Dominavano le copertine dei magazine, comparivano in campagne pubblicitarie, videoclip e persino negli eventi mondani.

Shalom Harlow supermodelDonne differenti, per caratteristiche, presenza, nazionalità, questa era gran parte della loro forza. Shalom Harlow emergeva per la capacità interpretativa e il portamento tutto personale, mentre Naomi Campbell era presenza scenica potente, Cindy Crawford un’immagine di bellezza americana. Il pubblico riconosceva prima di tutti le donne, i loro volti noti, mentre gli abiti che indossavano si caricavano di ulteriore significato. In questo modo, le maison beneficiavano di una notorietà che si intrecciava all’immagine della modella tra una campagna e l’altra, mentre la comunicazione del marchio acquisiva memorabilità.

La trasformazione dei media degli ultimi decenni

si è intrecciata con l’evoluzione delle modelle: se da un lato le piattaforme digitali hanno moltiplicato le occasioni di visibilità, dall’altro hanno anche fatto crescere il numero di persone in grado di ottenere visibilità internazionale. Influencer e creator si sono affiancate alle modelle professioniste, basti pensare al Victoria’s secret fashion show che ha fatto sfilare volti noti sui social accanto alle modelle Vittoria Ceretti e Bella Hadid. Nel frattempo, la notorietà è diventato traguardo raggiungibile anche tramite percorsi alternativi facendo sì che alcune persone siano diventate famose grazie alla passerella, mentre altre hanno fatto la loro comparsa nel mondo della moda con una popolarità già consolidata.

Bella Hadid Victoria’s secretVa fatta però una precisazione: in uno scenario di questo tipo, la visibilità non coincide necessariamente con la riconoscibilità. Un’immagine può ottenere milioni di visualizzazioni senza rimanere impressa nella memoria collettiva, mentre la riconoscibilità va ben oltre. Essere riconoscibili equivale a possedere caratteristiche inconfondibili, un’espressività forte o un’identità pubblica che, anche se cambia il contesto, continua a rimanere strettamente collegate alla persona.

Perché la riconoscibilità può diventare vantaggio per i brand?

L’identità delle modelle può rappresentare valore aggiunto per il brand e dare forza alla campagna, soprattutto quando l’intento comunicativo ha lo scopo di trasmettere valori o condividere un preciso tipo di immaginario. Un volto riconoscibile che compare in più campagne, oltre a favorire la continuità della narrazione, riesce a rendere memorabile la comunicazione stessa, anche se non è una regola universale. Ci sono, infatti, collezioni che richiedono interpreti dalla presenza marcata, mentre altre privilegiano un casting che sappia valorizzare soprattutto la costruzione degli abiti.

Naomi Campbell runwayDipende dal ruolo che si vuole assegnare alla modella: può essere chiamata a presentare un capo o a interpretarlo, possibilmente dandogli carattere tramite movimento, espressione e presenza scenica, e, in questa seconda ipotesi, la personalità diventa vere e propria risorsa professionale.

Le nuove supermodel

Le nuove top model si muovono in un sistema profondamente cambiato rispetto agli anni Novanta: oggi si diventa riconoscibili anche tramite social media, campagne, sfilate, collaborazioni e progetti personali.

Alex Consani modelAnok Yai e Alex Consani sono esempio di come una modella contemporanea può costruire una presenza riconoscibile sfruttando percorsi alternativi, al di fuori delle immagini prodotte dalle maison. Anok Yai ha costruito un’immagine editoriale d’impatto, mentre Consani ha affiancato una comunicazione social molto personale al lavoro in passerella. In un contesto mediatico radicalmente trasformato, la popolarità passa attraverso molteplici canali. E qui sta la differenza, nella possibilità di costruire un’identità pubblica completamente indipendente dal settore della moda.

Il futuro delle modelle: meno anonimato, più identità?

A influenzare il futuro del modeling può contribuire anche la maggiore importanza che oggi viene data alla capacità d’interpretazione: saper sfilare, posare ed essere espressivi davanti all’obiettivo sono qualità basilari, ma una presenza forte in grado di trasmettere un carattere definito rappresentano un valor aggiunto.

stile anni '90 Naomi Campbell Life&People Magazine lifeandpeople.itNon è detto che ogni modella diventi una celebrity, ma significativo riconoscerne la sua capacità d’interpretare un certo tipo di estetica. Le supermodel sono diventate icone sapevano rendersi riconoscibili tra il pubblico, le nuove generazioni di modelle operano in un contesto differente, dove la visibilità è più accessibile, ma la memorabilità resta ancora una sfida. E qui, il ritorno delle top model consiste nel dare di nuovo valore alla capacità di una modella di rendersi distinguibile da un’altra.

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