È andata in scena la sfilata Primavera-Estate 2027 di Schiaparelli, nei sotterranei del Louvre, allestiti per l’occasione come un intimo bistrot parigino con piccoli tavolini da café e note jazz diffuse nell’aria. Dopo anni dominati da una spettacolarità virale e da un virtuosismo scenografico pensato per il mondo dei social media, il direttore creativo Daniel Roseberry sceglie un cambio di rotta radicale intitolando la collezione Going Clear.

Schiaparelli Primavera-estate 2027- Life&People MagazineL’atmosfera che si respira in passerella è intrisa di un’eleganza misurata e contemplativa, dove la solennità dell’haute couture si scioglie nell’agio e nella leggerezza. Ad accompagnare la sfilata, le note della voce di Barbra Streisand che intona Cry Me a River nell’esibizione al Bon Soir del 1962, a evocare una dimensione intima, singolare e del tutto atemporale.

La reinvenzione dei classici: dalla giacca Schiap al revenge dressing

Al centro della costruzione dei look emerge la reinterpretazione dell’iconica giacca Schiap, declinata in otto differenti versioni che ripescano dagli archivi cromatici della maison. Ad affiancarla sono gli abiti della linea revenge dressing, sviluppati attorno all’idea del perfetto little black dress da cocktail. Tra le proposte più affascinanti spiccano i velluti scuri e i sensuali scolli profondi, alternati a tute e abiti bicolore arricchiti da dettagli trompe-l’œil e lavorazioni in broderie anglaise. La passerella si popola di hot pants cortissimi rifiniti da ruches, completi dal taglio dritto con aperture asimmetriche e abiti attraversati da motivi a spirale.

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L’armonia dei dettagli: ruches di tende vintage e ricami vegetali d’archivio

La sperimentazione materica di Daniel Roseberry rivela un dialogo profondo con la storia di Elsa Schiaparelli e i suoi ricordi. Gli elementi architettonici e domestici abbandonano la loro funzione originale per trasformarsi in abito. Notiamo che le ruches e i volant in pelle e lino traggono ispirazione dalle tende che rivestivano le finestre del secondo piano dell’atelier di Place Vendôme ai tempi della fondatrice.

Il momento più poetico della sfilata è segnato dal recupero dei ricami vegetali che Elsa disegnò nel 1941 per schernire le restrizioni del periodo bellico, riproponendo ravanelli e cime di rapa su velluti e camicie trasparenti arricchite da piume. Torna protagonista anche la maglieria con una texture a corteccia sviluppata originariamente negli anni ’30 e rielaborata oggi in viscosa impalpabile, affiancata da sovrapposizioni in crochet e dettagli lace-up.

 

I look chiave della sfilata: sintesi tra archivio, sartorialità e illusione ottica

Nel percorso espositivo tracciato da Daniel Roseberry, ci sono dei look che meglio sintetizzano la fusione tra l’eredità storica della maison e la nuova visione di Going Clear. Ad aprire questa selezione è una fluida composizione in satin nero lucido caratterizzata da un top con scollo profondo e maniche svasate su gonna scivolata in seta, illuminata da scultorei gioielli in ottone dorato a forma di foglie di bambù e completata da eleganti furlane in velluto nero con placca metallica Keyhole. L’anima più eccentrica ed elaborata emerge nel look composto da una camicia in tulle trasparente arricchita da ricami vegetali d’archivio in velluto e badla multicolore dipinta a mano, e shorts oversize in gabardina di seta plissettati e mule in camoscio con tacco a bocca.

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Schiaparelli Primavera-estate 2027- Life&People MagazineRoseberry decide poi di riportare in passerella l’iconica giacca Elsa a collo alto in duchesse di satin rosa ispirata alla collezione del 1948, ricamata con dettagli lucenti e bottoni gioiello ai polsini, indossata su una maxi gonna fluida in tinta e mule dal tacco totem. A coronare i capi da tenere d’occhio è infine l’innovativo top sospeso a spirale, uno straordinario esempio di illusione ottica trompe-l’œil attraversato da pattern circolari che sembra adagiarsi delicatamente sul busto senza alcun sostegno visibile.

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L’immaginario surreale degli accessori e le borse dal manico a bacio

La sezione dedicata agli accessori sviluppa i codici surrealisti della maison con un’ironia sottile e una presa salda sulla contemporaneità. Le borse si distinguono per rigide bocche d’ottone pensate come manici, dove il gesto del bacio si trasforma in un’impugnatura funzionale ed estetica. Nei gioielli, cavalli, delfini, maiali, cani, gatti e ragni in metallo dorato diventano simboli personali, quasi piccoli portafortuna da indossare.

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Per le calzature, la ricerca del comfort e della flessibilità del corpo porta in passerella comode babouche, stivaletti aderenti in maglia e mule a tacco basso impreziosite da una sfera sulla punta, restituendo riposo e naturalezza al passo femminile.

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La palette d’archivio e l’intimità di uno show senza tempo

La tavolozza cromatica sceglie un rigore calibrato che si basa su una triade essenziale: Schiap black, bone (osso) e butter (burro), interrotta con precisione da accenti cromatici d’archivio come il blu martin pescatore, il verde muschio e il rosa salmone.

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Schiaparelli Primavera-estate 2027- Life&People MagazineLa sfilata Going Clear si chiude così come manifesto di matura eccentricità; un invito a spogliarsi del superfluo e a indossare l’alta moda per il puro piacere personale, prima ancora che per lo sguardo altrui.

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