Intramontabili, sensuali e con quell’allure boho chic che evoca vacanze al mare anni ’70, i costumi uncinetto vivono una nuova stagione di gloria. Lungi dall’essere semplice revival, il crochet si inserisce nel panorama moda come simbolo di artigianalità, lentezza produttiva e unicità. Una risposta diretta alla serialità dell’industria fast fashion, che riscopre nella trama di un filo intrecciato a mano un linguaggio di stile e identità.

Dal salotto alle passerelle

L’arte dell’uncinetto, conosciuta fin dall’Ottocento, nasce come passatempo domestico e trova il suo apice creativo negli anni ’60 e ’70, periodo in cui diventa espressione di libertà culturale e artistica. Oggi, la tecnica è protagonista di un vero e proprio “craftcore” globale, sostenuto sia da designer emergenti che da maison affermate. La sua peculiarità si nota nella lavorazione manuale: ogni punto, ogni motivo, ogni traforo è frutto di ore di lavoro e di una manualità che non può essere replicata in serie.

Elie Saab SS25 - Life&People Magazine

Elie Saab SS25

Negli ultimi anni, brand come Missoni hanno reinterpretato il crochet in chiave moderna, abbinandolo a filati elasticizzati e pattern vibranti, mentre etichette emergenti come She Made Me dall’Australia propongono bikini interamente realizzati a mano, con filiera che valorizza artigiane locali; la couture del mare, insomma, si vede anche in un uncinetto ben lavorato.

Ganni Costumi Crochet - Life&People Magazine

Ganni

Barrow brand - Life&People Magazine

Barrow

Il boom del crochet da spiaggia

L’interesse per i costumi uncinetto è cresciuto del 40% rispetto all’anno precedente. Le ragioni sono molteplici: dal ritorno dello stile Seventies alle tendenze legate alla moda sostenibile, fino alla voglia di possedere capi unici e personalizzabili. Non è raro, infatti, che le artigiane offrano servizi su misura, permettendo alle clienti di scegliere colori, forme e dettagli. Quest’estate, i crochet swimwear si declinano in due direzioni:

Boho sofisticato, con bikini a triangolo e frange che richiamano lo spirito libero della Costa Azzurra anni ’70.

Minimal contemporaneo, con monokini e due pezzi dalle linee pulite, realizzati in filati sottili e monocromatici, perfetti per chi ama un’eleganza senza eccessi.

Lavorazione e peculiarità tecniche

A differenza dei costumi in tessuto sintetico stampato, il crochet non nasce da un taglio e cucitura industriale, ma da un intreccio di punti che danno vita ad un tessuto direttamente dalla materia prima. Per la moda mare, si utilizzano filati misti – spesso cotone e poliammide – per garantire elasticità e resistenza all’acqua. Alcuni brand di fascia alta, come Magda Butrym e Zimmermann, hanno introdotto dettagli in crochet nei loro costumi, alternando parti in maglia fitta a trasparenze strategiche che esaltano la silhouette. La manualità resta il vero valore aggiunto: un bikini interamente realizzato a mano può richiedere anche 10-12 ore di lavoro. Questo tempo, anziché essere visto come limite, diventa il cuore del prodotto, giustificandone il prezzo e rafforzandone l’esclusività.

In cotone crochet con fiori 3D, Magda Butrym - Life&People Magazine

Magda Butrym

Il crochet come abito da sera

Un’altra tendenza è la trasformazione del costume all’uncinetto in elemento di styling urbano. Basta aggiungere un pareo in seta, una gonna lunga in lino o un blazer oversize e il bikini diventa top da sera. Alcuni designer lo propongono persino in total look crochet, con pantaloni e accessori coordinati, richiamando lo spirito resort wear che cancella i confini tra beach e city style.

Costumi crochet

Brand da tenere d’occhio

Oltre ai colossi moda, vale la pena citare marchi specializzati che stanno facendo del crochet un segno distintivo:

Kiini – noto per l’uso di colori pop e bordature elastiche che rendono il bikini perfettamente aderente.

Hunza G – celebre per i suoi tessuti stretch che reinterpretano il crochet con un twist moderno.

She Made Me – pioniera del crochet etico, con produzione interamente a mano e filati naturali.

Anche in Italia crescono piccoli atelier che producono costumi su misura, spesso venduti tramite Instagram o in boutique estive delle località di villeggiatura.

Hunza G - Life&People Magazine

Hunza G

She Made Me - Life&People Magazine

She Made Me

Kiini - Minikini - Life&People Magazine

Kiini – Mini kini

Il crochet: segnale culturale

Il ritorno dei costumi uncinetto non è solo fattore estetico: è anche segnale del bisogno di rallentare, di riscoprire il contatto con il fare a mano e di sottrarsi all’omologazione. In un mondo di algoritmi e produzione di massa, ogni bikini lavorato all’uncinetto diventa una piccola opera d’arte irripetibile. Molti brand stanno inoltre utilizzando l’uncinetto come occasione di inclusione sociale, formando comunità di artigiane in Paesi in via di sviluppo, creando occupazione e salvaguardando tecniche antiche. È il caso di progetti sostenuti da organizzazioni non profit in Brasile, Kenya e Indonesia, dove il crochet è non solo un lavoro, ma un ponte tra tradizione e opportunità economica.

Come scegliere e curare un costume all’uncinetto?

Se da un lato i costumi crochet regalano un fascino inimitabile, dall’altro richiedono qualche attenzione in più rispetto a quelli in lycra. Dopo ogni utilizzo, è bene lavarli in acqua dolce e lasciarli asciugare all’ombra, evitando l’esposizione diretta al sole che potrebbe scolorire il filato. Inoltre, è consigliabile riporli distesi per non deformare la lavorazione. Chi acquista un bikini uncinetto non sceglie solo un capo moda, ma sposa una filosofia: il piacere del fatto a mano, il tempo dedicato alla creazione, la bellezza imperfetta di una trama che racconta una storia.

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