Per decenni abbiamo consumato moda seguendo un rituale estetico quasi ipnotico: ci siamo lasciati sedurre dalla forma, dal colore, dal prestigio di un logo o dalla convenienza di un prezzo, restando però drammaticamente analfabeti su tutto ciò che accadeva dietro le quinte. Del resto, la storia di un capo rimaneva sepolta tra fornitori invisibili e documenti frammentati. Oggi, questa narrazione opaca sta per finire. Approcciarsi all’universo Renoon significa entrare nell’era in cui il prodotto smette di essere un oggetto inanimato per diventare un’entità intelligente capace di raccontarsi. Non parliamo più solo di shopping, ma di un’esperienza interattiva e consapevole dove il “Digital Product Passport” trasforma ogni acquisto in un atto di conoscenza profonda, unendo la passione per il fashion a una responsabilità ecologica che non ammette più zone d’ombra.
Tubino impossibile e visione globale: la genesi di Renoon
La storia di Renoon ha radici in un’esigenza reale, quasi banale nella sua quotidianità, ma rivoluzionaria nei suoi esiti. Tutto nasce nel febbraio 2020 dall’intuizione di Iris Skrami — oggi CEO e figura di riferimento nel tech-fashion dopo esperienze in giganti come Nike e Luxottica. L’ispirazione scoccò durante la ricerca estenuante del “tubino nero perfetto” che fosse però rigorosamente sostenibile: un’indagine durata un mese e mezzo che mise in luce l’insostenibile frammentazione delle informazioni nel settore. Da quello spreco di energie è nata una missione: trasformare una delle industrie più inquinanti del pianeta attraverso la tecnologia.
L’era del digital product passport: il prodotto, punto di connessione
La vera metamorfosi di Renoon si compie oggi attraverso il Digital Product Passport (DPP). Non si tratta più soltanto di avere “più informazioni”, ma di cambiare la natura stessa della relazione tra brand e cliente. Con l’entrata in vigore nel 2024 dell’Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR) a livello europeo, la trasparenza è diventata un obbligo normativo che sarà pienamente operativo dal 2027. Renoon si pone come il partner tecnologico che aiuta le aziende a raccogliere dati dispersi — origine dei materiali, lavorazioni, certificazioni e impatti — per trasformarli in una storia vera e verificabile. Attraverso QR code e interfacce intuitive, il capo d’abbigliamento smette di essere muto alla cassa; la relazione continua nel tempo, arricchendosi di dati sulla circolarità e sul riciclo, trasformando il vecchio schema “compro, uso, getto” nel virtuoso “compro, uso, riciclo”.
Tracciabilità totale: dalle stelle al denim di Dondup
Il lavoro di Renoon oggi si concentra sulla risoluzione della frammentazione dei dati in contesti produttivi complessi. La collaborazione con brand come Dondup ne è l’esempio perfetto: applicare il passaporto digitale alla filiera del denim significa illuminare passaggi normalmente opachi, rendendo visibile ogni fase della produzione di uno dei tessuti più impattanti. Ma l’innovazione non si ferma alla terraferma. Tra i progetti più visionari spicca la collaborazione con GANNI e l’agenzia spaziale EUSPA, che integra i dati satellitari del programma Copernicus per monitorare la biodiversità e le dinamiche ambientali lungo la supply chain. Queste informazioni, complesse e distanti, vengono tradotte da Renoon in dati strutturati che le aziende possono attivare per comunicare e costruire trasparenza verso i consumatori.
Riconosciuta nel 2026 da The Business of Fashion come leader nell’implementazione dei passaporti digitali e partner strategico della Copenhagen Fashion Week, Renoon sta costruendo la nuova infrastruttura del prodotto moda. L’obiettivo per il 2030 è chiaro: consolidarsi come punto di riferimento globale per le aziende che vogliono trasformare dati di prodotto in strumenti concreti per educare e comunicare con una nuova generazione di acquirenti. Grazie all’uso dell’intelligenza artificiale per organizzare dati complessi e alla collaborazione con istituzioni internazionali come le Nazioni Unite, Renoon sta dimostrando che la compliance normativa può diventare una leva di competitività e fiducia. In un mercato saturato dal greenwashing, la tecnologia di Iris Skrami e del suo team offre l’unica moneta che conta davvero: la verità documentata. I prodotti hanno finalmente iniziato a raccontare chi sono, e il loro racconto non è mai stato così affascinante.

Verso il 2030: nuova infrastruttura della fiducia