Sembra passata una vita da quel chiacchieratissimo red carpet, steso al Lido tra centinaia di fan adoranti, accorsi alla presentazione di Joker 2: Folie à deux. Era la 81esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, la stessa kermesse che l’aveva vista debuttare assieme al compagno, Michael Polansky, con il solitario da otto carati in diamante a taglio ottagonale in bella vista, gioiello dal valore commerciale di oltre mezzo milione di dollari. Le ultimissime voci sul matrimonio di Lady Gaga non riescono tuttavia a scacciare le critiche incessanti che stanno funestando le prime settimane di uscita della nuovissima pellicola che la vede protagonista, assieme a Joaquin Phoenix, di un viaggio inaspettato e sgradito ai più.
Il film, ragione di ansia e trepidazione per moltissimi fan in religiosa attesa da oltre 5 anni, ha completamente mancato il bersaglio nel cuore dell’audience ma soprattutto al botteghino. Un modesto debutto da 40 milioni di dollari nel primo weekend, le proiezioni al ribasso, l’obiettivo utopistico di riuscire a racimolare 450 milioni e recuperare i costi di produzione e marketing. Un disastro annunciato, dopo la scellerata, boriosa decisione di trasformare il sequel di un fortunato cine-comic in un vero e proprio musical da parte del regista Todd Phillips.
Un piano che prevedeva proprio Lady Gaga,
con la pop-star che è stata coinvolta nel progetto sia per assecondarne la svolta musicale, nonché allo scopo di attirare un più ampio pubblico femminile. Il risultato? 138 lunghissimi minuti, descritti spesso dal pubblico con il più classico ed ingeneroso degli “interminabili“, di cui almeno due terzi consumati (o forse sprecati) in balletti, canti e numeri alla Damien Chazelle, in netta contrapposizione alla propaganda studiata dagli studios per promuovere il progetto, con la Warner e la DC Comics che si erano guardate bene dall’associare al film la temutissima parola “musical”. Persino nel trailer, infatti, le scene di canto sono ridotte al lumicino nel tentativo (vano) di non scoraggiare il pubblico.
Una pubblicità ingannevole, secondo molti, accorsi al cinema con l’errata convinzione di star assistendo al secondo capitolo della saga, e non ad una sorta di musical-DLC. Il film è stato sin da subito etichettato negativamente dalla critica, e rischia di diventare uno dei cine-comic dal più basso punteggio di sempre e dagli incassi più disastrosi della storia. Un passaparola negativo che sta mozzando le gambe al sequel, tarpando le ali ad un franchising partito nel migliore dei modi nel 2019, con un film già di culto che era valso al suo protagonista, Joaquin Phoenix, addirittura il Premio Oscar.
Se le sale di Joker sono vuote,
allo stesso modo anche il matrimonio di Lady Gaga potrebbe non attirare esattamente una folla oceanica. Anzi, forse, proprio nessun invitato per la cantante di Poker Face. Così la cantante italo-americana ha confessato a Jimmy Kimmel di non volere grosse celebrazioni per il suo sposalizio, confermando tuttavia le voci che si rincorrevano da giorni circa il suo engagement. Nessun wedding planner, dunque, e niente festa faraonica per la coppia, che prediligerebbe al contrario “sposarsi in comune e ordinare take-away“.
E pensare che fu proprio la mamma Cynthia Germanotta a consigliare Michael, uno dei più fortunati imprenditori di tutta la silicon valley, a sua figlia: un endorsement che deve evidentemente aver sortito il giusto effetto, visto che la coppia è felicemente unita da oltre 5 anni. Adesso, il momento più atteso, quello di suggellare il proprio amore, sancito da una proposta senza inchino, ormai démodé, arrivata zaino in spalla a margine di una vacanza in montagna. Chissà che non sarà proprio questo momento intimo e personale a rappresentare la vera rivincita di Lady Gaga, rivalsa resasi forse necessaria dopo uno dei rari passi falsi della sua fortunatissima carriera musicale e cinematografica.