Tra il disegno iniziale dello stilista e l’abito che vediamo in passerella c’è un passaggio intermedio di cui raramente si parla. È qui che entra in scena il modellista di moda, colui che traduce l’intuizione creativa in costruzione, che decide quale direzione far seguire ad una linea, quanto esasperare un volume e come rendere tridimensionale un disegno così da adattarlo a un corpo e funzionare. Proporzioni, volumi, tagli e comportamento del tessuto passano attraverso il suo lavoro prima che il capo possa esistere davvero.

Cosa accade quando il bozzetto arriva sul tavolo di lavoro?

Il passaggio dal bozzetto al cartamodello è molto più articolato di quanto si possa pensare; esiste un disegno iniziale che comunica un’idea, e il modellista lo trasforma nelle singole parti che, una volta tagliate nel tessuto e assemblate, prenderanno forma in un capo pronto ad essere indossato.

modellissta di moda chi è - Life&People Magazine Il lavoro può partire da una base preesistente da modificare oppure dalla costruzione di un modello ex novo. Il primo passaggio serve a stabilire dove cadranno cuciture e pinces, come ottenere i volumi desiderati, quanto movimento lasciare al corpo e come rendere realizzabile una forma tridimensionale partendo dalle linee guida su carta. In alcune realtà il modellista segue il disegno ricevuto in modo fedele, in altre, dispone di maggiore libertà nel trovare la soluzione più efficace.

Misure, proporzioni e volumi: la parte tecnica della creatività

La modellistica di moda lavora contemporaneamente in due e tre dimensioni: il cartamodello è piatto, ma il risultato finale dovrà avvolgere un corpo fatto di rotondità , articolazioni e movimenti. Misure e geometria hanno lo scopo di costruire equilibrio e, in questo senso, spostare una pince, modificare un giromanica o l’inclinazione di una spalla può cambiare il modo in cui un capo cade sul corpo. Non esiste un solo approccio, nella modellistica piana il modello viene costruito tramite misure e geometrie; con il draping, invece, il tessuto viene modellato direttamente sul manichino fino a trovare la forma, che può essere successivamente trasferita sul piano; quest’ultimo procedimento è tendenzialmente più utile quando si ha a che fare con volumi complessi o molto scultorei.

Dal cartamodello alla tela di prova

Alla realizzazione del cartamodello segue un ulteriore passaggio. Prima di tagliare materiali preziosi o avviare la produzione, il modello deve dimostrare di funzionare, e qui entra in gioco la tela di prova; un prototipo realizzato in un materiale più economico che consente di osservare il capo sul manichino o sul corpo e controllarne volumi, proporzioni, vestibilità e posizione dei dettagli.

La tela viene corretta e modificata, le variazioni vengono successivamente sul cartamodello, e questo procedimento può ripetersi più volte fino ad arrivare al campione definitivo. È il momento in cui ciò che funzionava perfettamente sul piano può rivelare un problema nello spazio.

Perché conoscere i tessuti è essenziale?

Tra le competenze del modellista, conoscere il comportamento dei materiali è molto importante: un cartamodello realizzato in denim, jersey, raso o seta non produrrà lo stesso capo. Un tessuto fluido può assecondare un drappeggio, un materiale strutturato lo renderebbe impossibile, uno elasticizzato richiede di considerare altre variabili come la possibilità di deformazione e recupero. Il modellista deve quindi riuscire a prevedere il comportamento della materia prima ancora che il capo venga confezionato e la forma finale non dipende soltanto dalle linee del cartamodello, ma nasce dal rapporto tra quelle linee e il tessuto scelto.

Modellistica manuale e programmi digitali: com’è cambiata la professione

Oggi, carta, matita, righe e squadre convivono con la modellistica digitale e la qualifica professionale italiana contempla l’uso di sistemi CAD e CAM a supporto delle tecniche manuali. Grazie ai sistemi CAD è possibile costruire e modificare modelli, sviluppare le taglie, gestire archivi e trasferire le informazioni alla produzione in modo molto più rapido. Esistono, poi, software e sistemi di simulazione 3D che consentono di visualizzare virtualmente il comportamento di un capo ed intervenire sul modello prima che sia realizzato fisicamente. Ma la tecnologia non risolve il problema fondamentale del mestiere, ovvero, saper riconoscere che cosa correggere: un software può accelerare una modifica, ma riconoscere perché un volume cade male continua a richiedere competenza modellistica.

Modellista abito Life&People Magazine

Le correzioni possono trasformare completamente la vestibilità

La vestibilità di un abito può cambiare con interventi apparentemente minimi: pochi millimetri sul cartamodello modificano tensioni, equilibrio e libertà di movimento una volta trasferiti sul corpo. Le prove consentono di osservare pieghe indesiderate, punti di tensione, lunghezze e comportamento del capo mentre chi lo indossa si muove. Il modello è corretto sulla base di quanto osservato ed il campione nuovamente verificato; un capo ben costruito dovrebbe apparire naturale sul corpo, senza mostrare correzioni necessarie per ottenere il risultato, il campione messo a punto per verificare aspetti estetici e funzionali prima della produzione.

Quali competenze servono per intraprendere questo mestiere?

A questo punto non resta che chiedersi: come diventare modellista? La professione richiede capacità molto diverse tra loro: geometria e precisione, conoscenza della confezione e dei materiali, capacità di leggere un figurino, padronanza della costruzione del cartamodello e competenze digitali.

Disegno abito Life&People Magazine Si aggiunge, poi,  la capacità di vedere nello spazio, dal momento che il modellista deve riuscire ad immaginare come una superficie piatta cambierà una volta tagliata, cucita e portata su un corpo. Tra l’idea dello stilista e l’abito finito resta un problema che nessun bozzetto può risolvere da solo: trovare la struttura capace di trasformare una linea disegnata in qualcosa che possa essere realmente indossato.

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