Ogni anno, l’industria della moda lancia nuovi modelli di scarpe destinati, almeno su carta, a conquistare il mercato. Di questi, ben pochi riescono a superare il tempo, tornando ciclicamente nei guardaroba e ancora più rari sono quelli che continuano a ispirare stilisti, celebrity e consumatori. La domanda è immediata: perché alcune scarpe diventano iconiche, mentre altre scompaiono dopo una stagione? Dietro una scarpa che lascia il segno non c’è solo un design di livello, ma anche un equilibrio preciso che interseca estetica, storia e cultura così da trasformarla in un accessorio capace di rappresentare un’epoca.

Zendaya Louboutin Life&People Magazine

Un design che si riconosce al primo sguardo

Le scarpe che entrano nella storia hanno quasi sempre un elemento distintivo. Può essere un colore specifico ricorrente, una linea del disegno, un dettaglio ornamentale o talvolta, il logo stesso. Se pensiamo alle Christian Louboutin, la prima immagine che viene in mente è la tipica suola rossa; viceversa, associamo il beige e nero alla Slingback Chanel o, ancora, la punta sdoppiata delle Tabi di Maison Margiela. Insomma, è proprio la forza di un solo dettaglio ben raccontato a rendere queste scarpe immediatamente riconoscibili e l’iconicità nasce proprio da qui, da un’identità visiva che nessun altro modello riesce a replicare.

Quando una scarpa incontra il momento

Di rado, il design da solo basta a rendere iconica una scarpa. Spesso, è una contaminazione tra piu elementi a creare una scarpa iconica e, in modo particolare, lo diventa quando il modello intercetta il contesto culturale del suo tempo. Le Onitsuka Tiger Mexico 66, per esempio, erano già note e apprezzate dagli appassionati di sport, ma è stato Kill Bill di Quentin Tarantino a trasformarle in un fenomeno globale che per anni ha influenzato la generazione millennial. E, ancora oggi, quel modello giallo e nero richiama all’istante l’immaginario del film. Altre scarpe iconiche, le Converse Chuck Taylor che hanno attraversato basket, rock e streetwear, oppure le Adidas Stan Smith che sono passate dai campi da tennis ai guardaroba minimalisti di mezzo mondo e che tutt’oggi restano una delle scelte favorite per sdrammatizzare un look.

Onitsuka Tiger Life&People Magazine

Ci sono scarpe che raccontano una generazione

Ogni epoca ha i suoi modelli simbolo. Chi è cresciuto nei primi anni Duemila ricorda il successo delle Munich, diventate improvvisamente protagoniste dello street style europeo tra 2006 e 2007. Non hanno mantenuto la stessa popolarità delle Stan Smith o delle Converse, certo, ma hanno fotografato in modo impeccabile un periodo ben preciso. Negli ultimi anni è successo qualcosa di simile con New Balance che, per molto tempo sono state considerate scarpe tecniche o da running, per poi essere riscoperte dalla moda grazie al fenomeno delle “dad shoes”. Tramite collaborazioni con designer e brand come Aimé Leon Dore, JJJJound e Miu Miu, sono diventate protagoniste delle passerelle e dello street style e questo dimostra che un’icona può anche rinascere dalle sue stesse ceneri.

 

Celebrità e collaborazioni fanno davvero la differenza?

Oggi un modello di scarpe può esplodere grazie a una collaborazione costruita ad hoc ed è un dato di fatto che sneaker create con designer o maison di lusso riescono spesso a trasformare un modello preesistente in un oggetto del desiderio. Proprio per questo, celebrità e collaborazioni hanno incentivato questo processo negli ultimi anni, con l’intento di dare a respiro globale a modelli già esistenti. È il caso già menzionato delle New Balance o delle partnership tra Nike e Travis Scott, oppure tra Adidas e Yeezy,che hanno generato un’attesa che andava ben oltre il prodotto stesso.

Scarpe Munich Life&People MagazineEppure, nonostante la forte spinta data dalle collaborazioni di successo, spesso non basta a creare un’icona: molti modelli di scarpe registrano vendite record nei primi mesi per poi scomparire dalle scene. Contrariamente a quello che si può pensare, il vero banco di prova arriva quando l’effetto novità svanisce e, se una scarpa continua a essere desiderata anche dopo anni, allora inizia a entrare nella storia della moda.

L’iconicità non segue la moda: la attraversa

Ed è qui che si misura la differenza tra una tendenza e un’icona: le prime rispondono al gusto del momento, cambiano in velocità e spesso vengono sostituite dai modelli della stagione successiva. Le scarpe iconiche, invece, attraversano epoche e generazioni e si adattano ai cambiamenti, mantenendo l’identità intatta. Dopo un secolo dal, loro nascita, le Converse Chuck Taylor continuano a essere indossate e le Birkenstock Arizona, che per anni sono state considerate solo come scarpa funzionale, continuano ad essere protagoniste. Una scarpa di tendenza conquista una stagione, mentre una scarpa iconica crea un legame con la cultura, e l’immaginario collettivo che gli consente di rimanere memorabile anche quando il contesto cambia.

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