Antipasti, portate principali, contorni, dolci: la struttura è quella di un menu da ristorante, quello che si ordina però non arriva in tavola, è invece condito dal tempo, da qualche piccolo gesto di accortezza, da momenti di piacere ritagliati per sé. Il dopamine menu prende in prestito il linguaggio più rassicurante che esista, quello del cibo, e lo applica a qualcosa di molto più sfuggente, a quel benessere quotidiano che troppo spesso abbandoniamo al caso o, peggio, allo scroll automatico del telefono.

Neuroscienze e l’ADHD: origini del trend

Il concetto di dopamine menu nasce alcuni anni fa da un video YouTube di Jessica McCabe, creatrice del canale “How to ADHD” e autrice di un libro sullo stesso tema. L’idea originaria offriva un metodo strutturato per le persone con ADHD per godere di attività capaci di generare dopamina durante la giornata in modo gestibile, dando priorità alla cura di sé ed evitando il doomscrolling sui social. Nel video originale, McCabe suddivideva le fonti di dopamina in categorie ispirate proprio al menu di un ristorante perché ogni situazione e stato d’animo può richiedere un tipo diverso di stimolo. Il trend è rimasto per anni una nicchia legata al mondo della neurodivergenza, prima di esplodere con la creator Payton Sartain, che ha descritto questo menu come la lista di cose da fare per sentirsi bene durante la giornata, evitando di finire per default nello scroll infinito.

dopamine menu - Life&People Magazine

La struttura: come si costruisce un dopamine menu?

La stesura del dopamine menu segue una logica gastronomica precisa sostituendo alle pietanze le attività preferite di ciascuno. Tra gli antipasti rientrano i gesti rapidi che aprono bene la giornata, come ad esempio la colazione preferita, una beauty routine speciale, un caffè gustato con calma, tutte attività che richiedono massimo dieci minuti. Le portate principali, invece, comprendono attività più corpose come uscire, dipingere, leggere il capitolo di un libro o anche soltanto regalarsi un mazzo di fiori scegliendone i colori, gli abbinamenti. I contorni sono poi qualsiasi piccolo elemento capace di potenziare un’altra attività già presente nel menu, specialmente quelle noiose. Le specialità restano riservate a occasioni più rare ed esaltanti, come un viaggio, un concerto, uno spettacolo; non è, in altre parole, semplicemente una lista della spesa emotiva, ma un sistema di gerarchie che permette di scegliere l’attività giusta in base al momento, all’energia disponibile, al bisogno.

dopamine menu attività - Life&People Magazine

Differenza tra dopamina vuota e dopamina piena

La dopamina è conosciuta principalmente come l’ormone del benessere, associato alla sensazione di piacere; quando i suoi livelli sono alti si è felici ed energici, quando sono bassi si può provare tristezza, stanchezza e demotivazione. Il problema, spiegano gli esperti, è che molte delle attività a cui si ricorre istintivamente per sentirsi meglio sono in realtà comportamenti poco salutari, il cui effetto è fugace e non rigenera davvero. La pratica risponde al problema offrendo alternative concrete e già pronte all’uso, nel momento in cui la stanchezza e la noia spingerebbero verso lo scroll automatico. Avere la lista già scritta, magari fisicamente, elimina anche la fatica decisionale che spesso porta a scegliere l’opzione più a portata di mano, anche quando non è quella più gratificante.

estate cosa fare attività - Life&People Magazine

Cosa racconta della società che lo crea?

Il successo del trend non è casuale, e va letto come sintomo del disagio più ampio di una generazione che vive connessa, una generazione sommersa da stimoli. Il bisogno di riprendere un controllo consapevole sulle proprie fonti di piacere racconta quindi un’attenzione verso il micro-benessere quotidiano, che supera finalmente la logica della produttività a tutti i costi. Il dopamine menu non ottimizza il tempo libero, non lo trasforma in ulteriore obiettivo da raggiungere; lo protegge, ritagliando spazi per il piacere fine a se stesso, senza produttività né finalità ulteriori; costruire una playlist che rimette in ordine i pensieri, una passeggiata senza meta e un libro ripreso dopo settimane sono gesti piccoli, quasi banali nella sua semplicità ma non per questo meno forti.

 

Condividi sui social