Mentre l’estetica maschile contemporanea rincorre micro-trend che nascono e muoiono in poco tempo, c’è un attore australiano che sta costruendo, con la calma qualcosa di molto più duraturo che insegue un’idea di fascino maschile che sembra uscita da una fotografia in bianco e nero anni Sessanta di Capri o Saint-Tropez. Chi è Jacob Elordi, davvero, al di là del sex symbol da teen drama che il pubblico crede di conoscere? La risposta racconta una traiettoria artistica sorprendentemente seria ed unestetica personale che meriterebbe un capitolo a sé nella storia dello stile maschile recente.

Jacob Elordi: dalla Costa Est dell’Australia fino a Hollywood

Jacob Elordi nasce a Brisbane il 26 giugno 1997, terzo di quattro figli con tre sorelle maggiori. La passione per la recitazione sboccia già durante la scuola: tra una partita di rugby e l’altra, coltiva l’interesse per il teatro esibendosi nei musical scolastici. Debutta con un ruolo non accreditato in Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar, ma è il ruolo di Noah Flynn nella saga Netflix The Kissing Booth a farlo conoscere al grande pubblico. Il vero salto di qualità arriva con la serie tv Euphoria, dove interpreta Nate Jacobs, personaggio complesso e provocatorio che gli permette di dimostrare un registro attoriale ben più profondo di quanto la sua fama da teen idol lasciasse presagire.

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La svolta artistica: il film Elvis e Frankenstein

La carriera dell’attore prende una direzione sempre più ambiziosa, sfociando con l’interpretazione di Elvis Presley nel film Priscilla di Sofia Coppola, ruolo che gli vale il salto definitivo nel cinema d’autore. Lo stesso anno recita in Saltburn di Emerald Fennell, ottenendo una candidatura ai BAFTA mentre nel 2025 arriva la svolta, interpreta la Creatura – o il Mostro – in Frankenstein di Guillermo del Toro, performance che gli vale una candidatura all’Academy Award come miglior attore non protagonista e il Critics Choice Award. Nel 2026 torna a collaborare con Emerald Fennell interpretando Heathcliff nella trasposizione cinematografica di Cime Tempestose, accanto a Margot Robbie. Questo ruolo consolida ulteriormente la sua reputazione, lontanissimo dall’immagine da rubacuori adolescenziale con cui il pubblico lo aveva conosciuto quasi un decennio prima.

Uno stile che sovverte i codici maschili

È soprattutto fuori dal set che Elordi costruisce la sua estetica più personale e interessante; l’attore rispetta infatti codici di un abbigliamento maschile alla vecchia maniera mescolando allo stesso tempo caratteri innovativi. I look a cui dà vita mettono in discussione cosa sia strettamente maschile e cosa non lo sia, utilizzando accessori come borse di ogni dimensione, spicca la Andiamo di Bottega Veneta e modelli di Chanel o Burberry, insieme ad occhiali da sole neri di ispirazione vintage e macchine fotografiche.

borse accessori elordi attore - Life&People MagazineQuello che rende il suo stile unico è quindi la nonchalance con cui pezzi di alto profilo vengono abbinati ad abiti semplici. Una giacca Prada dal logo ben visibile accostata ad una t-shirt bianca, pantaloni larghi grigi e sneaker Adidas, con bandana rossa annodata al collo. È lo stesso principio, applicato al guardaroba maschile, che da tempo governa la moda femminile: bilanciare un capo dichiaratamente costoso con qualcosa di deliberatamente ordinario, per restituire invece l’illusione di una naturalezza totale ed evitare look troppo evidentemente costruiti.

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Il fascino del playboy analogico

È in questa combinazione di capi sartoriali morbidi, accessori vintage, un’attitudine rilassata e volutamente distante dalla frenesia digitale che si costruisce l’immagine più seducente di Elordi, quella del playboy analogico, che sembra vivere in un’epoca in cui il tempo scorre più lentamente.

macchine fotografiche - Life&People Magazine

Paradosso interessante dietro questa immagine è il concetto che la rende davvero contemporanea; Elordi è tra gli uomini più fotografati al mondo, inseguito da paparazzi, analizzato sui social, oggetto di attenzione mediatica costante, costruisce la propria identità pubblica attorno a oggetti che rifiutano quella stessa logica di consumo immediato; un uomo iper-visibile dal fascino unico.

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