Li vediamo immortalati nelle immagini ed ogni volta immaginiamo la stessa sequenza: la star arriva, si ferma davanti ai fotografi, cambia posa, attraversa il red carpet e svanisce dentro il Palazzo del Cinema, dopo poche ore, quel look compare ovunque: magazine, social, televisioni. Quello che rimane fuori dall’inquadratura, invece, non finisce negli scatti eppure, dietro i look delle star al Festival del Cinema di Venezia c’è una vera e propria macchina creativa composta di stylist, maison, atelier, gioiellieri, hairstylist e make-up artist, e, talvolta, ciò che vediamo apparire in pochi minuti è frutto di un lavoro iniziato mesi prima.

Un look da red carpet nasce molto prima dell’arrivo al Lido

Il punto di partenza per capire come nasce un look sul red carpet è l’idea: può partire dalla star, dal film che sta presentando, dal rapporto con una maison o semplicemente dal desiderio di mostrare un certo tipo d’immagine. Si definisce il mood, si valutano le differenti proposte delle maison e si va a costruire ciò che il pubblico vedrà soltanto alla fine del processo.

Elodie metal dress Life&People Magazine La stylist Ramona Tabita ha raccontato di aver iniziato a lavorare sull’abito Versace che Elodie ha indossato alla 77esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia prima ancora che la partecipazione della cantante fosse confermata. L’idea di partenza era un modello in metal mesh indossato in passerella da Kendall Jenner, successivamente trasformato in abito lungo da sera.

Lo stylist: chi dirige la costruzione dell’immagine della star

L’abito è ciò che vediamo, lo stylist della star è la figura che ne architetta l’immagine. Oltre alla ricerca dei capi, il lavoro comporta la cura ed i rapporti con designer, maison e showroom, con lo scopo di costruire un’identità estetica riconoscibile per il cliente. È importante capire che la scelta non si riduce a quello che “sta meglio”, il look deve amplificare la personalità di chi lo indossa, distinguersi senza diventare travestimento ma capolavoro per l’occasione.

Nick cerioni stylist Life&People Magazine Nick Cerioni, che ha vestito numerose star dello spettacolo italiano, ha raccontato come anche il più classico tuxedo maschile abbia bisogno di un solo un elemento che lo possa distinguere dalla moltitudine di smoking e che, dietro quella scelta, deve esserci un senso.

Maison, passerelle e archivi: da dove arrivano gli abiti?

Gli abiti e i look più belli delle star al Festival di Venezia possono provenire da una collezione ed eventualmente essere modificati rispetto alla versione vista in passerella, recuperati dagli archivi di una maison oppure realizzati su misura. Nel custom made, designer, atelier e stylist lavorano per tradurre l’idea iniziale in abito costruito sul corpo della celebrity, intervenendo su materiali, lunghezze, proporzioni e dettagli. Lo stylist può trovarsi anche al centro di una rete di relazioni tra cinema e fashion system, poiché in certi casi esistono rapporti precisi tra star e maison: alcune sono infatti ambassador, mentre altre costruiscono negli anni collaborazioni riconoscibili con determinati designer.

Il primo fitting e l’ultima modifica: quando l’abito incontra davvero la star

Durante il fitting si controllano proporzioni, lunghezze e vestibilità, si valuta come cade il tessuto, intervenendo laddove qualcosa non restituisce l’effetto immaginato, e si provano scarpe e accessori. Piccoli interventi possono cambiare l’equilibrio finale di un vestito senza che sia possibile accorgersi di ciò che è stato modificato. Un abito destinato a Venezia non deve soltanto apparire bene in foto: chi lo indossa deve anche camminare, voltarsi davanti a decine di obiettivi e muoversi con disinvoltura lungo il tappeto rosso: strascichi, volumi e tessuti devono stravolgere anche e soprattutto in movimento.

Gioielli, scarpe, capelli e make-up

La costruzione dello styling da red carpet non si limita all’abito ma interviene anche sulla scelta accessori. Una collana importante può dare maggiore profondità a una scollatura, così come la scelta di tenere i capelli sciolti o raccolti. Anche la scelta del make up non è mai casuale: può assecondare il linguaggio d’insieme oppure creare contrasto. Il risultato finale nasce quindi dal dialogo fra professionisti diversi: stylist, hairstylist, make-up artist, maison di gioielleria e atelier lavorano sulla stessa immagine, anche se la persona al centro della fotografia rimarrà una sola.

Nina Dobrev look Life&People Magazine

Photocall, première e interviste: perché una star cambia più look nello stesso giorno?

Siamo talmente abituati a vedere il look, da sottovalutare tutto il resto: la giornata tipo di una celebrità a Venezia può comprendere arrivo, incontri stampa, interviste, première e appuntamenti serali. Rebecca Corbin-Murray lavorò su tre look distinti per Stacy Martin, quando presentò Amants alla Mostra: uno per le interviste, uno per il photocall e quello per il red carpet,  nonostante la diversità degli abiti, l’attrice indossava la stessa identità coerente.

Stacy Martin Look premiere Life&People Magazine I look delle celebrity a Venezia, quindi, vanno a costruire una vera e propria sequenza e, a suo modo, la città contribuisce a rendere questa successione evidente: basti pensare all’iconico arrivo in motoscafo, diventato momento ideale per immortalare l’immagine della star.

Moda, cinema e brand: il red carpet è anche macchina di comunicazione

La moda al Festival del Cinema di Venezia genera una quantità enorme di immagini pronte ad essere veicolate  in tutto il mondo, alimentando così un intero sistema. Per una maison, vestire una star significa dare massima visibilità internazionale ad una propria creazione; per una celebrity, la moda può rendere riconoscibile la propria identità pubblica e, per il film, ogni scatto alimenta l’attenzione intorno alla première. Ambassador, collaborazioni e rapporti consolidati tra celebrity e maison contribuiscono allo stesso sistema e ciò che rimane davanti all’obiettivo sembra semplicemente la scelta inevitabile per quella celebrità.

Pochi secondi sul tappeto rosso, settimane di lavoro dietro le quinte

Alla fine, è un lavoro di settimane che ruota tutto intorno ad un movimento di pochi secondi: la star raggiunge il red carpet e per pochi istanti tutto il lavoro precedente scompare. La fotografia non immortala la parte fuori dai riflettori: le selezioni scartate, le telefonate con le maison, le prove, le modifiche dell’atelier, gli accessori cambiati all’ultimo momento o le decisioni davanti allo specchio. Nello scatto solto il risultato finale ed è questo il paradosso più affascinante dietro le quinte del red carpet, una sinergia tra figure specializzate che lavorano per costruire un’immagine che deve apparire quasi spontanea e rimanere impressa nella memoria.

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