Completi sartoriali, colori tenui e classiche polo, sono alcune delle caratteristiche dell’estetica Old Money, che negli ultimi anni ha ricominciato a prendere piede, prima sui social e, anche sulle passerelle della Fashion week; uno stile che rievoca l’immagine di una nobiltà discreta e di una ricchezza che non ha bisogno di ostentazione. La sua riscoperta va a distaccarsi dalle tendenze più appariscenti e consumistiche, per celebrare l’eleganza senza tempo e la raffinatezza, portando con sé un messaggio di sostenibilità e autenticità.

Amato dalla nobiltà

Questa estetica è storicamente legata all’aristocrazia e alle famiglie appartenenti ai ranghi nobiliari, che hanno sempre ricercato l’alta qualità nei tessuti e nella manifattura dei capi, prediligendo gli abiti sartoriali a discapito degli eccessi della moda contemporanea. Uno stile adottato dalle scuole d’élite britanniche che, nel XIX secolo, hanno svolto un ruolo cruciale nel contribuire alla sua diffusione. Non solo: anche personaggi famosi come Lady Diana Spencer, dall’inconfondibile gusto pulito ed elegante, sono diventati un emblema dell’Old Money.

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Old Money e Gen Z: quando il passato incontra il presente

Questa estetica si distingue per la sobrietà e il suo approccio minimalista, i cui capi sono realizzati con materiali di alta qualità, come lana, cashmere e cotone egiziano, e presentano tagli classici e silhouette senza tempo. I colori neutri e le stampe discrete si pongono in contrasto con le tendenze emerse negli ultimi tempi, e dopo anni di moda baggy, è proprio la Gen Z che si sta facendo ispirare dallo stile anni Sessanta e Settanta, perché molte delle icone di questa generazione hanno abbracciato questo modo di vivere. Questo look non è solo una questione di moda, ma riflette valori di tradizione, stabilità, sostenibilità e artigianalità.

Dalla Fashion week al motorsport

Le icone di stile che incarnano questo trend sono figure pubbliche come Kate Middleton e Amal Clooney, esempi perfetti di come l’estetica Old Money possa essere reinterpretata in chiave moderna, mescolando capi classici con tocchi contemporanei. Durante l’ultima fashion week, personaggi come Kendall Jenner sono stati fotografati con look che richiamano questo stile: gonne dai tagli sartoriali e giacche asciutte, a clessidra, che rendono la figura femminile ed elegante. È un dato di fatto che anche nell’ambiente della Formula Uno questa tendenza ha trovato terreno fertile per proliferare; infatti, nel corso degli ultimi due Gran Premi, abbiamo assistito a una fusione tra moda e sport.

Lewis Hamilton, ma anche le stesse compagne dei piloti, come Alexandra Saint Mleux (fidanzata di Charles Leclerc, della Ferrari), hanno iniziato a scegliere abbigliamenti che riflettono l’Old Money, optando per outfit eleganti e raffinati, indossati sia in pista che durante gli eventi di gala, grazie ai quali hanno catturato l’attenzione degli appassionati di moda. Le scelte stilistiche dei piloti, che spaziano da completi sartoriali ad accessori di alta gamma, sono diventate un argomento di discussione tra i fan e gli esperti del world of fashion, mentre marchi storici e designer emergenti scelgono il motorsport come palcoscenico, creando collezioni che vadano a celebrare l’eleganza senza tempo.

Una scelta sostenibile

Un aspetto fondamentale del ritorno dell’estetica Old Money è la crescente attenzione verso la sostenibilità. In un’epoca in cui il fast fashion e l’ostentazione sembrano dominare, il ritorno di questo stile rappresenta una reazione contro la superficialità. Questa tendenza mostra alle nuove generazioni la consapevolezza dell’impatto ambientale nelle loro scelte, e per questo si rivolgono a marchi che offrono capi più durevoli e di qualità, portando alla riscoperta di brand storici e artigianali. Questo approccio non solo si allinea con i principi estetici di questo trend, ma si sposa perfettamente anche con l’immagine di responsabilità sociale che molti team di Formula Uno stanno cercando di promuovere.

Semplicità e discrezione per un futuro consapevole

Il ritorno all’Old Money, quindi, risulta essere non solo una questione estetica, ma anche etica perchè permette alla moda sostenibile di guadagnare terreno incoraggiando anche a un consumo più consapevole e al ritorno a valori come la qualità e l’autenticità. Con il suo fascino intramontabile, ci ricorda che la vera bellezza risiede nella semplicità e nella discrezione, dove il passato si fonde con il presente, creando un futuro di moda che celebra l’eleganza.

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