Decidere di esistere sottraendosi allo sguardo pubblico è l’affermazione di stile della cultura contemporanea più audace e Mina lo sa bene. A quasi cinquant’anni dal suo definitivo ritiro dalle scene visive, dimostra come l’assenza fisica possa trasformarsi in presenza estetica e musicale persino più potente della sovraesposizione. A 86 anni, Mina continua ad essere fonte d’ispirazione non solo nella musica, ma anche nel mondo della moda e del beauty, “Dilettevoli inedite eccedenze”, è il terzo capitolo di una collana nata nel 2022 e proseguita nel dicembre 2023.
Dilettevoli inedite eccedenze: il nuovo viaggio di Mina
Il nuovo capitolo della sua sterminata discografia, composta da ben 107 album a progetto e oltre 1.400 brani incisi, esce per l’etichetta PDU come terzo volume dedicato ai materiali d’archivio. Presentato a Milano dal figlio e produttore Massimiliano Pani Mazzini, il disco raccoglie dieci tracce registrate tra gli anni Settanta e l’epoca recente. Il titolo ne sintetizza con precisione il valore: si tratta infatti di incisioni “inedite” in quanto mai pubblicate prima su album, e di “eccedenze” poiché nate come brani extra esclusi a suo tempo soltanto per garantire un preciso equilibrio formale ai singoli 33 giri.
La tracklist si configura come un vero e proprio mosaico espressivo che attraversa generi ed epoche differenti. Ritroviamo all’interno l’omaggio a Pino Daniele attraverso le tracce Vento di passione e Yes I Know My Way, affiancato da Settembre di Ivano Fossati. Eleanor Rigby, dei Beatles, riletto in chiave flamenco, è sorprendente. È una versione così particolare da rimanere a lungo custodita, probabilmente perché troppo audace da non essere collocata a un genere preciso.
Il nuovo lavoro di sperimentazione musicale
Se c’è un brano che arriva dritto al cuore, è senza dubbio Carrettieri. Nato nel 1949 dalla penna di Alfonso Gibilaro per Beniamino Gigli, questo pezzo in lingua siciliana diventa nelle mani di Mina incomparabile. Parte a cappella, affidandosi unicamente alla forza nuda e travolgente della sua voce. A completare questo quadro di contrasti, la grazia sofisticata di Dans mon île di Henri Salvador e il romanticismo senza tempo di La mia serenata firmata Jimmy Fontana.
L’album dialoga profondamente anche con l’arte visiva e il cinema. Corredato da dodici fotografie inedite selezionate assieme allo storico fotografo Mauro Balletti, il progetto è accompagnato dal videoclip del singolo apripista Vento di passione, firmato dal regista Ferzan Özpetek con l’interpretazione di Luca Argentero. Nonostante la totale assenza dai palcoscenici, Mina continua ad ascoltare quotidianamente la musica contemporanea — spaziando dal jazz di Jacob Collier ed Esperanza Spalding al pop — dimostrando una curiosità e una libertà d’azione che continuano a renderla un punto di riferimento per le nuove generazioni di artisti.
L’iconica firma beauty di Mina
Se la produzione musicale testimonia una continua ricerca sonora, l’immagine di Mina si focalizza attorno ad un codice beauty diventato icona. Negli anni Sessanta, in una TV in bianco e nero rigida e ingessata che pretendeva dalle cantanti un’eleganza rassicurante e composta, Mina capì subito che per lasciare il segno serviva uno strappo. Trasforma così il suo volto in un gioco di contrasti affilati e indimenticabili. Nasce in questi anni la sua firma inconfondibile: una linea di eyeliner nero, densa e grafica, abbinata alla scura mezzaluna tracciata lungo la piega della palpebra mobile e alle sfumature d’ispirazione caravaggesca curate dal make-up artist Stefano Anselmo.
A rivoluzionare del tutto la geometria del suo volto fu il truccatore Rai Enrico Farina, il quale ebbe l’intuizione di cancellare completamente le sopracciglia dell’artista per concentrare tutta l’espressività sullo sguardo e sulla pelle diafana. Questa scelta audace e anticonformista anticipò una delle tendenze chiave degli anni Settanta, poi adottata da icone mondiali della moda. Un altro elemento indimenticabile del suo stile riguarda la celebre treccia di capelli rossi sfoggiata per la copertina del disco In Studio del 2001, acconciata da Stefano Anselmo utilizzando la Sprite al posto della lacca per fissare lo zucchero sui capelli.
L’immortalità di Mina
Insieme a Mauro Balletti, complice e custode delle sue storiche copertine, Mina ha costruito un vero e proprio mito visivo, un’icona definita da pochissimi tratti, ma tanto potente da travalicare la musica. Non è un caso se giganti della moda come Gucci e Balenciaga continuano a citarla in passerella, o se artisti come Achille Lauro le hanno reso omaggio sul palco di Sanremo. Oggi, pochi dettagli evocano la Diva invisibile: uno sguardo contornato di nero, un’ombra grafica, ancora una volta Mina dimostra che la vera grandezza non ha bisogno di essere costantemente sotto i riflettori per restare immortale.








