C’è qualcosa di radicalmente semplice nella gonna a portafoglio: la “wrap shirt” che si avvolge. Un rettangolo di tessuto, sorretto da nodi e intrecci prima, da zip e bottoni poi. Eppure, in quella semplicità si nasconde una delle idee più sovversive della moda moderna. La sua evoluzione la rende capo “democratico” per eccellenza, non imponendo una forma ideale unica, ma accompagnando la silhouette in tutte le sue forme. La gonna, capo tradizionale sin dai tempi più antichi, nel momento in cui si avvolge diventa simbolo di emancipazione e ribellione, per questo, è tra le tendenze dell’estate per la sua praticità, versatilità, e per la sua particolare struttura adattandosi, con sapiente combinazione di tessuti e stampe, a tutte le fisicità.

Perché la gonna a portafoglio non è solo tendenza (ma simbolo di emancipazione)?

Non solo la gonna, ma in generale il concetto di “avvolgere” (appunto, wrap) è diventato, nel corso del tempo – e nell’abbigliamento femminile moderno – un vero e proprio simbolo di emancipazione. A partire dagli anni Venti la moda inizia a confrontarsi concretamente con la vita di tutti i giorni; assistiamo, così, al tramonto del corsetto e dei busti costrittivi, lasciati invece all’epoca vittoriana. L’abbigliamento femminile inizia a considerare anche la libertà di movimento, e la praticità, sottolineando la fluidità del gesto e la libertà corporea, caratteristiche centrali anche della gonna a portafoglio.

tendenze moda gonna a portafoglio modelli primavera estate - Life&People Magazine Negli anni Quaranta fu il turno delle donne che entrarono a far parte del mondo del lavoro, industriale e gestionale, sostituendo gli uomini al fronte. Per questo gli abiti dovevano essere funzionali, rapidi da indossare e soprattutto meno rigidi rispetto alla sartoria tradizionale, in questo fu fondamentale Claire McCardell, stilista e designer americana, che contribuì allo sviluppo della moda prêt-à-porter. Con lei, per la prima volta, è il capo ad adattarsi alla donna: donna indipendente che indossa abiti avvolgenti con chiusure pratiche, anticipando il concetto contemporaneo di “wrap”.

Gonna a portafoglio: design di libertà

McCardell preparò il terreno per Diane von Furstenberg che, negli anni Settanta, lancia il suo iconico wrap dress. La designer belga, icona della moda americana, consacra ufficialmente la gonna a portafoglio come capo urbano e professionale. Lanciata a metà anni Settanta, questa chiusura arriva in un momento storico dove il movimento femminista conquista non solo (alcuni)diritti fondamentali per le donne, ma accompagna anche la riformulazione della femminilità.

tendenze moda gonna a portafoglio modelli primavera estate - Life&People Magazine Abbandonati i canoni ormai obsoleti del ceto borghese tradizionale, il wrap dress diventa popolare poiché facile da indossare, ma anche regolabile sul corpo, al tempo stesso sensuale senza essere oppressivo. Un successo straordinario: milioni di esemplari venduti negli Stati Uniti in pochi anni dimostrarono, all’epoca, come molte donne sentissero in quel design una nuova idea di libertà. Non più la bella statuina dell’alta società, ma figura mobile, economicamente attiva e padrona del proprio corpo, la gonna a portafoglio eredita esattamente quel significato culturale.

Quali spunti prendere dai fashion show della P/E?

Se l’elemento wrap racconta una storia di libertà, l’estate ne è il capitolo più recente. La gonna a portafoglio è tra le tendenze dell’estate, facendosi strada sulle passerelle come connubio tra sensualità rilassata e una sapiente costruzione sartoriale. L’abbiamo visto, infatti, nelle ultime Fashion Week: Milano, Parigi e Londra hanno confermato il comeback della femminilità ma in maniera decisamente più sottile (complice anche l’ascesa del quiet luxury). Movimenti, sovrapposizioni e il gesto dell’annodare rappresentano una moda che abbandona le rigidità del minimalismo assoluto per riscoprire linee fluide, drappeggi e silhouette morbide.

tendenze moda gonna a portafoglio modelli primavera estate - Life&People Magazine Pucci reinterpreta il wrap in chiave geometrica, come un puzzle che si ricompone sul corpo. Stella McCartney, invece, lo riduce a bianco e nero, togliendo ogni distrazione dalla struttura. Max Mara sceglie un nodo in color ruggine: una forma sensuale, con tono che la smorza. Nodi, asimmetrie e cinture integrate enfatizzano il punto vita dialogando perfettamente con la struttura. Il vero punto di forza di questi modelli? La lunghezza: mini o midi. E, grazie ai tessuti come lino naturale, seta liquida o cotone tecnico, questo capo lavora su una costruzione dinamica che interagisce con volumi, incastri e aperture laterali. Non mancano inserti in pizzo e dettagli trasparenti che richiamano il ritorno dell’estetica lingerie e delle sottovesti anni Novanta. Insomma, il ritorno della gonna a portafoglio nel 2026 non racconta soltanto una tendenza estetica. Racconta piuttosto il desiderio contemporaneo di una moda più fluida, personale e meno costrittiva.

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