Cala il sipario sull’83esima edizione del Festival del Cinema di Venezia cromaticamente orchestrata alla perfezione; la cerimonia conclusiva riesce a condensare in poche ore e pochi scatti l’intera essenza della kermesse dove cinema, impegno civile e alta sartoria si fondono in un’unica visione estetica. I look della serata finale del Festival del Cinema di Venezia convergono quasi tutti verso il nero, tonalità declinata attraverso texture e volumi, si trasforma ancora una volta nel filo conduttore delle serate veneziane.
Greta Scarano: Regina nella serata finale
Greta Scarano conclude il suo percorso da madrina sfoggiando il look più riuscito della serata; sceglie un abito a sirena in velluto, firmato Giorgio Armani Privé, che la avvolge esaltando la sua naturale eleganza. La profonda scollatura a V, illuminata da una cascata di cristalli ricamati, si allunga in un piccolo strascico, un collier di smeraldi e diamanti a sigillare l’intero outfit. Il guardaroba dell’attrice diventa veicolo di comunicazione civile, in primis l’abito rosso della quinta serata e il segno scarlatto tracciato sul volto a favore delle telecamere, contro la violenza sulle donne.

Maupas e Scamarcio: due modi di interpretare lo smoking
Il co-conduttore Nicolas Maupas sceglie uno smoking nero Prada con polsini bianchi; grande classico da red carpet impeccabile ma un po’ troppo ingessato.
Diverso il registro di Riccardo Scamarcio che sfoggia un completo tirato a lucido, sempre Prada, con tanto di papillon. L’attitudine è rilassata, quasi non curante ed è questo il dettaglio che fa la differenza, codice estetico è il nero, taglio classico, ma lo si legge in maniera diametralmente opposta.

Francesca Michielin: sorpresa musicale e statement beauty
Grazie ad un’emozionante cover di Björk, Francesca Michielin domina in un drammatico – e bellissimo – abito nero monospalla di Vivienne Westwood in cui uno spacco vertiginoso ed un lungo strascico dialogano con i riflessi di un prezioso collier a goccia. A catalizzare l’attenzione interviene però un singolare beauty look che si compone di uno chignon elaborato, incorniciato da curtain bangs e repentine schiariture platino ai lati del volto, scelta, forse troppo azzardata che divide il giudizio sul look nel complesso.

Valérie Donzelli: l’eleganza discreta della giuria
La presidente della giuria Orizzonti, Valérie Donzelli, predilige invece un’estetica minimalista, che sussurra la propria eleganza e si esprime in un abito midi. L’outfit in velluto bordeaux viene completato da a un lezioso fiocco tra i capelli, una borsa a spalla e sandali minimalisti. L’insieme rifugge i clamori per abbracciare un’allure coerente con il ruolo di giudice dietro le quinte. Una sobrietà calibrata con intelligenza riesce qui ad imporsi con la medesima forza di un abito principesco, ma forse non riesce benissimo a valorizzarla.

Luca Marinelli e Alissa Jung: la coppia che gioca sui contrasti
Tra le presenze a due, Luca Marinelli sceglie l’essenzialità assoluta di un completo scuro, cedendo deliberatamente il centro della scena alla moglie Alissa Jung. L’attrice risplende in una creazione Giorgio Armani che mescola i toni del blu notte e del verde bosco, come visto nella recente collezione. Le spalline sono sottilissime, si alternano bagliori di luce in una gonna nuvola in tulle a comporre una scultura tessile delicata. Emerge anche qui una precisa strategia visiva, già ampiamente sperimentata in questa edizione: l’uomo fa un passo indietro, lasciando che la figura femminile catturi l’intera energia del red carpet.

Maggie Gyllenhaal e le vincitrici: l’eleganza nella serata finale
La presidente della giuria internazionale Maggie Gyllenhaal conferma la fedeltà al nero, introducendo tuttavia una piccola variazione al tema. Il lineare abito Prada dal taglio dritto si sposa inaspettatamente con una camicia azzurro cielo dalle maniche ampie e riccamente decorate.


A pochi passi sfilano le vere protagoniste della kermesse: la regista May el-Toukhy, insignita del Leone d’Oro che opta per un total black essenziale spezzato da irriverenti sandali infradito. Al suo fianco, la giovane Mathilde Arcel illumina la notte con un minidress firmato Hervé Léger, mosso da frange e drappeggi, offrendo un contrappunto dinamico all’austerità vista nei look della serata finale – ed anche delle serate precedenti.







