Nei primi anni duemila, per presentarsi ai casting occorrevano book, composit e un’agenzia come tramite tra modella e committente, oggi qualcosa è cambiato. Il book non è sparito e nemmeno le agenzie, ma ad affiancarle ci sono piattaforme come Instagram e TikTok, casting digitali e un nuovo approccio alla gestione dell’immagine. Con la trasformazione digitale il mestiere della modella si è ampliato rispetto al passato. Il portamento, la consapevolezza del proprio corpo e la capacità d’interpretare un abito davanti all’obiettivo sono ancora skills fondamentali, ma non più le uniche. Negli ultimi anni, il modo in cui una modella viene scoperta è drasticamente cambiato,così come le modalità di racconto e riproduzione della sua immagine.
Vent’anni fa era diverso il ruolo della modella: oggi bisogna costruire un’identità
Facciamo un salto negli anni Duemila, quando la parte sostanziale del lavoro della modella attraversava una filiera ben definita; a decidere gli accessi ai set e alle passerelle, oltre a stabilire quali immagini pubblicare, contribuiva una schiera di professionisti tra agenzie di moda, casting director, magazine, brand e fotografi.
La modella aveva il compito d’interpretare i capi che indossava, inserendosi nella passerella o nel set fotografico. In certi casi, cambiare identità davanti all’obiettivo, incarnare la visione del fotografo e diventare, ogni volta, la donna immaginata da una maison. Questo meccanismo non è scomparso, ma oggi il volto scelto per rappresentare il brand ha già una propria immagine, un profilo social, un pubblico e una community: in breve, ha un personal brand. Se per molte generazioni di top model, la riconoscibilità personale era il risultato della carriera, oggi è uno degli elementi che ne contribuisce la costruzione.
Dal casting in agenzia allo scouting su Instagram e TikTok
La moda ha mostrato per anni lo scenario che tutti immaginiamo quando pensiamo alla nascita di una super model: ragazze scoperte per strada da uno scout capace di riconoscere qualcosa che altri non erano in grado di vedere. A tale percorso si affiancavano candidature alle agenzie, open call e casting. Oggi, la porta d’ingresso si è moltiplicata: i casting per modelle continuano ad esistere, così come lo scouting tradizionale, ma la ricerca può iniziare anche dallo schermo di un telefono. Milioni di profili social sono diventati territori di scoperta, mentre video e foto possono essere inviati senza necessariamente trovarsi dove viene fatta la selezione.
Le agenzie continuano ad esistere nei grandi mercati internazionali, a gestire carriere, rapporti con clienti e accesso al sistema, ma è venuta meno l’idea di un’unica porta da attraversare. Una ragazza può essere notata online, approdare in agenzia e trovarsi in poco tempo nello stesso casting di chi ha seguito l’iter standard: digitale e fisico si sono sovrapposti.
Non basta più essere fotografate: le modelle devono saper comunicare
Se nel 2006 una modella poteva diventare famosissima senza che il pubblico sapesse nulla del suo modo di pensare, oggi, modelle e social media hanno cominciato a costruire un rapporto diretto con la loro audience. Tramite Instagram si mostrano viaggi, fitting, backstage e routine.
Questo stesso cambiamento ha prodotto un ulteriore valore commerciale, poiché il profilo social della professionista restituisce uno spaccato del pubblico che è in grado di raggiungere direttamente. Resta una precisazione da fare: modella e influencer sono due profili che non necessariamente coincidono. Muoversi davanti alla camera, posare e sfilare richiedono competenze specifiche, così come creare contenuti efficaci ne richiede altre ma le due professionalità possono talvolta coincidere nella stessa figura.
Volto intercambiabile e personalità riconoscibile
L’ideale estetico si è modificato e le nuove modelle non devono necessariamente aderire a ideali di bellezza impossibili: ciò che un tempo poteva essere considerato difetto, oggi può diventare l’elemento che fa pendere l’ago della bilancia verso la scelta di un volto. Il cambiamento non è avvenuto in modo repentino: negli ultimi anni, i brand hanno progressivamente dato visibilità a età, provenienze, identità e caratteristiche fisiche che per molto tempo erano rimaste ai margini del sistema.
La moda ha allargato l’immaginario, ma non ha eliminato i vecchi standard: la differenza rispetto a vent’anni fa sta nel fatto che è possibile discutere pubblicamente certe scelte e chiedere al sistema conto della rappresentazione che produce.
Più autonomia: un lavoro che non finisce quando termina il set
La carriera della modella ha ereditato nuovi strumenti e nuove aspettative. Avere accesso diretto al pubblico ha i suoi vantaggi, poiché restituisce alle modelle parte del controllo sulla propria immagine; ogni professionista può raccontare progetti in modo autonomo, avviare collaborazioni con i brand che sceglie e trasformare la visibilità in ulteriori attività. Il rovescio della medaglia? Il carico lavoro, la presenza digitale deve essere aggiornata, la community coltivata e l’identità online gestita e il confine fra tempo professionale e personale può diventare meno netto quando proprio la quotidianità è parte di ciò che rende una persona interessante per il pubblico.
Contratti, compensi e diritti: dietro le quinte qualcosa sta cambiando
Per anni, la parte glamour dell’industria fashion ha contribuito a nascondere una realtà lavorativa meno scintillante, tra compensi opachi e ritardi nei pagamenti, spese anticipate, rapporti squilibrati con le agenzie, molestie e difficoltà nel conoscere i termini di utilizzo della propria immagine. Oggi, i diritti delle modelle stanno iniziando a ricevere risposte legislative chiare in alcuni mercati: da giugno 2025 il Fashion Workers Act dello Stato di New York impone maggiore trasparenza sui compensi, obblighi sulla sicurezza, controlli sulle molestie e responsabilità definite per le aziende di management: dietro l’immagine viene riconosciuta in modo inequivocabile una figura lavoratrice.
La modella del futuro non presta soltanto il volto
Se mettessimo davvero una modella del passato accanto d una di oggi, alcune cose sarebbero perfettamente riconoscibili ad entrambe, ma molte altre sono cambiate. Il futuro del lavoro nella moda chiede alle modelle di essere immediatamente riconoscibili, saper incarnare la figura immaginata da qualcuno, senza perdere la propria identità, essere professioniste sul set e comunicatrici al di fuori, e, in questo senso, i social media e i nuovi canali di scouting hanno aumentato il numero dei mestieri che una modella oggi può essere chiamata a fare.







