C’è un’esperienza che, più di ogni altra, sa raccontare l’anima vera della tradizione dell’Alto Adige: mangiare e bere nei masi. Non è solo un pasto, ma un vero e proprio rito, un’immersione profonda in un mondo dove il tempo sembra essersi fermato, e dove ogni sapore porta con sé storia, tradizione e passione di chi lavora la terra. Dimenticate le guide turistiche patinate: il cuore pulsante di questa regione batte nelle cucine contadine dei masi, tra profumi di erbe di montagna e il calore di un’ospitalità autentica.
Le radici profonde: storia, origini ed evoluzione dei masi
Ma cosa sono esattamente i masi, e qual’è la loro storia e origini?
Immaginate le Alpi, le valli verdissime, le cime che accarezzano il cielo. Qui, da secoli, sorgono queste antiche fattorie, piccole fortezze di vita contadina, nate per essere autosufficienti in un territorio aspro. I masi erano il cuore pulsante di piccole comunità agricole e di allevamento, dove ogni membro della famiglia aveva il suo ruolo e la terra dettava il ritmo della vita. Con il trascorrere del tempo e l’avvento di un turismo più consapevole, molti di questi rustici tesori sono stati sapientemente restaurati. Le stalle hanno lasciato spazio a confortevoli alloggi, le vecchie cucine si sono trasformate in accoglienti stube dove il focolare crepita invitante.
Ma l’anima è rimasta intatta: la maggior parte dei proprietari ha continuato l’attività agricola e di allevamento, garantendo che i prodotti, dalla terra, arrivassero direttamente in tavola. È questa continuità, questo legame indissolubile con la terra, che rende l’esperienza del maso così unica: non solo un alloggio, ma un’indimenticabile immersione in un pezzo di storia vivente.
Masi Gallo Rosso: sport, natura e sapore autentico
I masi Gallo Rosso
sono un vero inno alla vita all’aria aperta e ai piaceri della buona tavola. Immersi tra le maestose vette delle Dolomiti e i dolci pendii verdi dell’Alto Adige, offrono molto più di un semplice alloggio: sono un biglietto d’ingresso ad un’esperienza di vita autentica. Per gli amanti della natura, gli escursionisti appassionati e i ciclisti instancabili, una vacanza qui è la scelta ideale per scoprire il territorio in maniera intima e profonda, e, dopo una giornata di avventure, la cucina contadina è una vera coccola per il palato: ingredienti freschi e locali, spesso prodotti direttamente nel maso, deliziano gli ospiti con piatti della tradizione altoatesina. Ogni maso, poi, ha il suo tocco speciale: alcuni offrono colazioni con prodotti biologici, altri regalano esperienze come la mungitura all’alba, la raccolta delle erbe selvatiche o corsi di cucina tipica.
Maso Corradini: cinquant’anni di passione e accoglienza
Nel cuore della Valle di Fiemme, Maso Corradini è una storia d’amore lunga cinquant’anni, un racconto di passione e dedizione che ha inizio nel lontano 1973 con nonna Maria che oggi continua, più viva che mai, grazie a Nicolò e Monica e ai figli Anna, Stefania e Francesco. Qui, ogni ospite non è un semplice turista, ma un membro di questa grande famiglia, coccolato e viziato con la cordialità e la gentilezza di Monica, attenta ad ogni particolare per rendere la vacanza unica e indimenticabile.
Il Maso, con le sue sei stanze, ognuna un piccolo gioiello arredato con legno naturale della Valle di Fiemme, è un rifugio di pace dove allontanarsi dallo stress quotidiano e riconnettersi con sé stessi. Ma l’esperienza va oltre il comfort delle camere: si può entrare in stretto contatto con gli animali, vivere momenti spensierati raccogliendo uova fresche, nutrendo gli agli animali o assistendo alla mungitura.
E la cucina?
Raffinata, tradizionale, deliziosa: semplicemente la loro cucina. Ogni piatto è preparato con materie prime di altissima qualità, molte delle quali prodotte in casa, garantendo un successo che si assapora in ogni boccone. Con le sue “cinque margherite”, il massimo riconoscimento di qualità per gli agriturismi, e la certificazione Ecolabel per il suo profondo impegno nella sostenibilità, questo maso non è solo luogo dove soggiornare, ma un’autentica esperienza di vita e di valori, gestita con orgoglio e passione da una famiglia che fa dell’ospitalità una vera arte.

Maso Le 4 Stagioni: gusto a chilometro zero con vista lago
Nella splendida Valle del Sarca, immerso in un’olivaia che regala una vista mozzafiato sul Lago di Garda, c’è il Maso Le 4 Stagioni. La famiglia Menegatti accoglie per un viaggio nel mondo agricolo, condividendo una filosofia di vita contadina autentica. L’atmosfera è calda e familiare e il ristorante una vera celebrazione della filosofia gastronomica a chilometro zero. Qui, le ricette tipiche locali incontrano cotture innovative, esaltando le materie prime freschissime del loro orto, seguendo la rigorosa stagionalità. Daniela e Riccardo, – la coppia alla guida -, curano con passione l’azienda frutticola-olivicola-viticola, estesa su oltre dieci ettari.
Ciò che rende questo maso eccellenza è anche il laboratorio di trasformazione all’avanguardia, dove macchinari di ultima generazione, come il “Roboqbo”, permettono di produrre succhi di mela, confetture e frutta essiccata mantenendo intatte le proprietà degli ingredienti. È un luogo dove il sapore è autentico perché la materia prima è sublime, e la passione si traduce in piatti eccezionali.
Messnerhof e Burgerhof Messner: dove la montagna si beve e si mangia
A Tre Chiese,
un sommerfrische amato dagli abitanti della Valle Isarco, a 1220 metri di altitudine, la vista spazia dalle Dolomiti del Sassolungo alla Plose. Qui, la quiete è rotta solo dal dolce rumore delle mucche al pascolo. Lukas Gafriller, il giovane cuoco-contadino, custodisce le chiavi delle tre chiesette e l’anima del maso. Seduti sulla terrazza, si gustano i classici altoatesini come gulasch e canederli, ma la vera star è la sua trota, pescata su ordinazione in un laghetto con acqua di sorgente. Un piatto semplice, ma che racchiude tutta la freschezza della montagna, un’intuizione di Lukas che, pur avendo studiato Etnologia, ha scelto di coltivare la sua passione per la terra: tutto è biologico, in linea con la filosofia della rete Gallo Rosso, di cui il Messnerhof fa parte.
Poco più in là, sopra Bressanone, al Burgerhof Messner, Johannes Messner e sua moglie Katrin Hammann portano avanti una tradizione vitivinicola pionieristica. Qui si scoprono i vini PIWI, “viti resistenti ai funghi”, frutto di un incrocio naturale che riduce l’uso di trattamenti. Johannes, che ha viaggiato il mondo, è tornato per la libertà di auto-produrre tutto ciò che porta in tavola. Si possono visitare la chiesetta del Settecento, i nuovi appartamenti e la sala degustazione, per poi assaggiare i suoi piatti, come un delizioso riebler con mele e composta di prugne. Il Burgerhof Messner, visitabile su prenotazione, è un’eccellenza che celebra la sostenibilità e i sapori autentici, e a settembre si anima con il Törggelen, la festa del vino nuovo.
Plattnerhof: la dolcezza delle mele e un nuovo inizio
A Naz Sciaves, lungo il Sentiero delle Mele
, Barbara Zingerle e Gunther Messner hanno dato nuova vita al Plattnerhof. Barbara, dopo anni in ufficio, ha scelto la natura, e qui, tra galline, caprette e il San Bernardo Sammy, si respira aria di rinascita. Gunther, falegname, ha ricostruito l’antico maso con il legno dei boschi circostanti, creando quattro accoglienti appartamenti e un ristorante. Le protagoniste assolute sono le mele che coltivano, trasformate in piatti originali come il delizioso Plattnerburger, una focaccia cotta nel forno a legna ripiena di mele arrostite e carne locale. Un Apfelspritz rinfrescante, fatto con succo di mela e Prosecco, è il tocco finale per brindare a questa scelta di vita autentica, dove il cibo è espressione del territorio e della passione.








