Per lungo tempo, essere un nepo baby — termine che definisce ironicamente i “figli di” che intraprendono carriere artistiche grazie ai privilegi familiari — è stato un’etichetta tanto ingombrante quanto inevitabile, ma oggi, qualcosa sta cambiando. Le nuove generazioni di eredi dello spettacolo, moda e musica non si accontentano più di vivere all’ombra dei cognomi celebri. Puntano piuttosto sull’autenticità, sull’identità personale e su un percorso che, sebbene nutrito da un’eredità illustre, sceglie di svincolarsi dalla narrazione assistita, è l’epoca dei nepo baby autodeterminati, e i nomi in ascesa sono la prova di una metamorfosi culturale e stilistica profonda.

Iris Law: edonismo e ribellione

Figlia di Jude Law e Sadie Frost, Iris Law è l’emblema di una femminilità nuova: disinibita, tagliente, perfettamente contemporanea. La sua transizione estetica — dal volto d’angelo delle prime campagne Miu Miu al buzz cut che ha segnato un punto di svolta — è più di una scelta di styling. È un gesto politico, un rifiuto del conformismo. Oggi Iris è un’icona Gen Z, amatissima da brand come Versace e Dior, ma anche una voce creativa libera, che rifiuta i percorsi obbligati. La sua estetica è un mix di sensualità e vulnerabilità, che la allontana dalle modelle tradizionali e la avvicina a una narrazione visiva sincera.

Riley Keough: l’eredità si riscrive

Nipote di Elvis Presley e figlia di Lisa Marie, Riley Keough avrebbe potuto cedere all’immagine romantica dell’erede rock. Invece ha scelto il cinema d’autore. La sua interpretazione in “Zola” e la partecipazione a “Daisy Jones & The Six” ne confermano la forza espressiva, ma è la sua direzione in “War Pony”, premiato a Cannes, a rivelarne la profondità. Riley non sfrutta la propria genealogia: la trasforma, la destruttura. È portavoce di un minimalismo narrativo e visivo, lontano dalle luci abbaglianti dell’entertainment hollywoodiano. La sua parabola è un monito: il talento non si eredita, si afferma.

Riley Keough - Life&People Magazine

Lily-Rose Depp e l’identità oltre Chanel

Figlia di Vanessa Paradis e Johnny Depp, Lily-Rose Depp ha visto la propria carriera decollare tra passerelle e copertine. Ambasciatrice Chanel per volere diretto di Karl Lagerfeld, ha incarnato a lungo l’archetipo della musa francese. Ma oggi Lily-Rose rivendica uno spazio più audace. Nella serie “The Idol” ha scelto di raccontare una femminilità disturbante, erotica, vulnerabile. Ha ricevuto critiche, certo, ma ha anche dimostrato di voler uscire da un’immagine patinata. I suoi look — tra vinile, trasparenze e dettagli bondage — raccontano il bisogno di riscattare il corpo e la voce, anche quando il mondo sembra volerle addomesticare.

Lily-Rose Depp in abito Chanel autunno inverno 1994:1995 al Festival di Cannes 2023 - Life&People Magazine

Moda e DNA: una nuova narrazione

Il sistema moda è stato uno dei primi a consacrare i nepo baby come archetipi estetici. Ma se in passato erano volti da campagna — più per il cognome che per carisma — oggi sono veri protagonisti del cambiamento. Ella Richards, nipote di Keith Richards, è testimonial di Celine e musa delle passerelle più radical chic. Ma non è la sua eredità rock a definirla: è la sua postura, la sua eleganza senza sforzo, il suo modo di abitare i capi. Allo stesso modo, Leni Klum, figlia di Heidi, sfida le aspettative con scatti non sempre convenzionali, dimostrando che anche la bellezza può essere politica.

Musica e ribellione: non chiamateli eredi

Anche nel panorama musicale, i figli d’arte non cercano più scorciatoie. Willow Smith, figlia di Will e Jada Pinkett Smith, ha abbandonato il pop infantile per abbracciare sonorità alternative e introspezione lirica. Il suo ultimo album esplora il disagio generazionale e l’identità queer con una maturità sorprendente. Lo stesso vale per King Princess, figlia del produttore Oliver Straus, che si è imposta come una delle voci più lucide della musica queer contemporanea.

Social e immaginario: nuovi codici visivi

Un altro elemento che distingue i nepo baby di oggi è la cura per la propria identità visiva. Se i social network erano prima solo passerelle digitali, oggi diventano archivi estetici curati maniacalmente. Profilo dopo profilo, questi giovani creativi costruiscono moodboard in movimento, dove coesistono vintage Y2K, riferimenti colti e rimandi all’underground. La celebrità non è più la destinazione, ma un linguaggio: un codice da decostruire, personalizzare, reinventare. Ed è proprio in questo gioco di rimandi tra autobiografia e aspirazione che si crea la distanza con le generazioni precedenti.

nepo baby Iris Law - Life&People Magazine

Chi è il vero nepo baby oggi?

Alla luce di questa trasformazione, la definizione stessa di nepo baby sembra diventare obsoleta. Non basta più un cognome noto: serve una visione, un linguaggio, una consapevolezza. I veri eredi del futuro sono quelli che scelgono di rischiare, di rompere gli schemi, di riscrivere il proprio ruolo, in un sistema che chiede autenticità, la discendenza smette di essere un biglietto da visita e diventa, semmai, un punto di partenza. Il privilegio? Un’opportunità, non una garanzia. La nuova ondata di nepo baby ha deciso di riscrivere le regole del gioco. Con coraggio, talento e spirito critico, questi giovani artisti e creativi stanno dimostrando che il vero potere non è ereditare, ma creare. Il loro percorso è una dichiarazione d’intenti: si può nascere sotto i riflettori e scegliere comunque la strada più lunga, più autentica, più rivoluzionaria.

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