Si è inaugurata lo scorso 26 ottobre e si concluderà il 4 maggio 2025 l’iniziativa dal titolo “Ungaretti poeta e soldato. Il Carso e l’anima del mondo. Poesia pittura storia” allestita dal trevigiano curatore e storico dell’arte Marco Goldin. Si tratta di un evento articolato in tre sezioni: due mostre e uno spettacolo teatrale itinerante che si terrà in sei città: Gorizia, Tolmezzo, Treviso, Monfalcone, Udine per terminare a Pordenone.
La prima mostra è accolta nei locali del Museo di Santa Chiara
la seconda in quelli della Galleria Comunale d’Arte Contemporanea a Monfalcone. L’iniziativa nasce dall’ispirazione fornita dalla raccolta di poesie ungarettiane “Porto sepolto” e rientra nelle iniziative organizzate in occasione delle celebrazioni di Gorizia “Capitale Europea della Cultura 2025” insieme con Nova Gorica. Per dare vita a questo evento, dodici artisti hanno accolto l’invito di Goldin a ricordare e celebrare la figura di Giuseppe Ungaretti, la sua vita, le sue poesie, gli avvenimenti storici da lui vissuti e quella terra italiana attraversata dal Carso che vide la morte di tanti soldati italiani.
Questi i nomi degli artisti e delle loro opere in esposizione a Gorizia:
Laura Barbarini con la tela “Dal Monte San Michele”, Graziella Da Gioz “Verso la notte (dal Monte San Michele)” che si caratterizza per una particolare attenzione ai paesaggi offrendo una profonda sensazione di pace e di silenzio come desiderio intimo dell’anima sconvolta dai dolori della guerra; Franco Dugo con “Fuoco sul San Michele”, Giovanni Frangi con il quadro “Come un acrobata sull’acqua”, Andrea Martinelli con “L’Angelo del Sacro Monte”, Matteo Massagrande con“Balaustrata di brezza per appoggiare stasera la mia malinconia”, Francesco Michielin con “La notte bella”, Cesare Mirabella con “Doline carsiche”, Alessandro Papetti con “Giuseppe Ungaretti”, Franco Polizzi con l’opera “Nelle guglie del Carso”, Francesco Stefanini con Trincee di Cima 4. In agguato in queste budella di macerie dove la trincea diventa un groviglio di cunicoli nascosti e oscusi; e per concludere con Alessandro Verdi ed il suo “Notturno sul Carso con ritratto di Ungaretti sullo sfondo”
Agli artisti è stato affidato il compito di interpretare lo spirito e i sentimenti di Ungaretti attraverso diverse forme e linguaggi cromatici ed espressivi che raccontano così le battaglie sul Carso o sull’Isonzo alle quali Ungaretti prese parte ma anche i momenti di riposo nelle retrovie quando, rifugiati nelle trincee, si aveva modo e tempo di scrivere a casa.
La seconda sezione espositiva è collocata invece a Monfalcone
e propone alcune decine di opere che offrono il modo di documentare ciò che avvenne in quegli anni nel panorama artistico veneto. Goldin ha infatti, invitato in esposizione, gli artisti del “Movimento Ca’ Pesaro” oltre ad un gruppo di ospiti provenienti da altre correnti del tempo come Boccioni, Casorati o Martini. Questa scelta è stata dettata dall’intenzione di approfondire le caratteristiche dei rapporti che intercorrevano fra gli esponenti della allora avanguardia italiana con gli artisti che lavoravano nella zona del Carso colpita dalla guerra; un desiderio quindi di verificare quali effetti siano stati prodotti sull’arte dell’avanguardia a seguito della vicinanza con le zone di guerra del Carso. In mostra a Monfalcone presenti anche alcuni autori come Parin, Sambo, Guido e Piero Marussig e Pellis in rappresentanza degli artisti regionali impegnati in questa zona.