Un anno è il vinaccia, il successivo sarà il marrone cioccolato, ogni tanto il verde acido ricompare tra gli scaffali dei negozi, mentre il rosa domina intere collezioni, a tratti riportando con sé tonalità altrimenti dimenticate. Anche se i colori alla moda cambiano di continuo, non è fuori del caso che molti già incontrati in precedenza tornino alla ribalta. Di rado, la moda inventa un colore nuovo e, nella maggior parte dei casi lo ricolloca, e lo reinterpreta in base al nuovo contesto sociale in cui viene presentato. Eppure, ci sono alcune tonalità che tornano ciclicamente in passerella mentre altre, terminata la stagione, sembrano scomparire: perché?
Le tendenze cromatiche seguono cicli, ma non un calendario preciso
Non esiste una ruota prestabilita che definisce le tendenze colori moda e non esiste neanche una regola per cui il viola deve tornare di moda ogni dieci anni o il marrone ogni quindici. Esistono, casomai, fenomeni ricorrenti ed hanno a che fare con il ciclo di vita del colore durante una stagione: una tonalità diventa popolare, si diffonde in modo capillare fino a raggiungere la fase di saturazione, per poi perdere la propria capacità di distinguersi.
Ed è in quel momento che un colore non è più interessante, quando diventa normale e, a quel punto, i designer iniziano a cercare alternative, talvolta recuperando pantoni rimasti ai margini nelle stagioni precedenti. Quando torna alla ribalta, il colore, non lo fa mai come nel passato, ma sotto una nuova veste: nel frattempo, possono cambiare i materiali, le silhouette, gli abbinamenti e la collocazione del colore stesso. Non è fuori del caso, infatti che una tonalità ormai associata ad estetica vintage diventi contemporanea se usata su forme nuove e diverse dal passato.
Nostalgia e memoria: perché riconosciamo i colori del passato?
Il ritorno dei colori vintage per sua natura, è tendenzialmente associato alla nostalgia: la moda recupera periodicamente riferimenti agli anni Settanta, Ottanta, Novanta e Duemila, e ne riporta in circolazione tagli, accessori e, spesso, intere combinazioni cromatiche.
Sono esempio concreto di colori tradizionalmente associati agli anni Settanta i marroni e gli arancioni terrosi, mentre colori più accesi e con forti contrasti ricordano in modo forte l’estetica anni Ottanta. Il ritorno dei colori non sempre ha lo scopo di riprodurre un’epoca passata in modo fedele, anzi, spesso si prende un singolo elemento riconoscibile che è sufficiente ad evocare un intero immaginario. Come effetto collaterale, inoltre, il tema della nostalgia può attirare anche intere generazioni che non hanno mai vissuto quella specifica epoca e, tramite archivi digitali, fotografie, cinema e social, un’estetica già passata può diventare familiare per chi quel passato non lo ha mai vissuto.
I colori raccontano anche il momento culturale
Anche se la letteratura parla di psicologia dei colori nella moda, di fatto non esiste una corrispondenza universale tra una tonalità e un’emozione specifica, anzi, certi significati legati al colore dipendono da contesto, cultura e dal vissuto personale. Al tempo stesso, i colori possono diventare il mezzo con cui un’epoca sceglie di rappresentare le proprie aspirazioni; ad una palette sobria si associano idee di essenzialità, discrezione e minimal, mentre tonalità molto più accese possono collegarsi all’idea di espressione individuale più accentuata ed a una visibilità voluta.
Il significato attribuito a una tonalità può cambiare insieme al contesto, anche se non è detto che sia sempre così: non è automatico che in periodi di crisi economica si realizzino più abiti scuri e colori più vivaci in tempi buoni. Le relazioni tra colori e contesto sociale esistono ma sono meno lineari di quanto si può pensare.
Chi decide quali saranno i prossimi colori di tendenza?
Dietro la nascita dei colori di tendenza esiste un intero sistema industriale composto da osservatori dei consumi, agenzie di previsione, designer, produttori tessili e marchi, che raccolgono dati e analizzano segnali culturali e commerciali utili per definire le palette delle stagioni successive.
Pantone e WGSN contribuiscono a definire le nuove direzioni cromatiche, ma questo è solo il punto di partenza. Un colore diventa scelta inevitabile quando viene adottato da più addetti ai lavori, compare in collezioni differenti, viene intercettato dai media, fino a raggiunge il mercato. I social, poi, con la loro tempestività hanno letteralmente accelerato questo processo, poiché riescono a trasformare un colore in riferimento chiaro in poche settimane; l’industria osserva i gusti emergenti, quindi, e con le proprie scelte contribuisce ad orientarli.
Il colore ritorna, ma il suo significato cambia
I colori alla moda vivono una sorta di ciclicità, poiché la stessa tonalità compare in epoche differenti, facendosi carico di significati e racconti completamente differenti. Il rosa può essere romantico, provocatorio o richiamare l’universo di Barbie, ma il modo in cui lo comunica dipende molto dalle forme, dai riferimenti culturali e dalla storia costruita intorno. Il ritorno di un colore, quindi, non è mai ripetizione: la moda recupera qualcosa di familiare, restituisce desiderabilità, lo inserisce in un linguaggio nuovo, Non sono mai i colori a passare di moda, ma il modo in cui ci troviamo a guardarli e a indossarli.








