“Finché dura l’autunno, non avrò abbastanza mani, tele o colori per dipingere le cose belle che vedo”. Vincent van Gogh racchiude in poche parole, scritte nel 1888 in una lettera indirizzata al fratello Theo, l’universo emotivo e visivo che si sprigiona durante questa stagione. L’autunno è solo apparentemente un periodo in sordina rispetto al brulicare della natura in primavera, allo strepito delle cicale in agosto e alla frenesia dell’inverno. L’arte, infatti, fin dai tempi della preistoria l’ha sempre celebrato, i colori autunnali sono diventati materia, come nelle incisioni rupestri di circa 17mila anni fa nella grotta di Lascaux; diventati moda, con la nascita dell’armocromia che prende ispirazione dalle teorie del colore di Johannes Itten, pittore e docente del Bauhaus e, sono diventati emozioni – contrastanti – nelle tele dei grandi maestri della pittura.
La tavolozza autunnale tra teoria del colore e moda
Pur non essendo quello il suo scopo originale, la ricerca sui colori di Johannes Itten è oggi un punto fermo nella moda e nella cosmesi. Nel suo testo Kunst der Farbe del 1961, l’artista spiega come istintivamente i colori del viso, dei capelli e degli occhi dei suoi studenti influenzassero le associazioni cromatiche nei loro dipinti. Di qui, la classificazione delle persone nelle quattro stagioni. All’autunno, Itten ha associato i toni caldi, come l’arancione, il marrone o il verde oliva. Ai tempi di Rembrandt, ovviamente, non era ancora nata la teoria di Itten. Eppure, il suo Autoritratto a 63 anni esposto alla National Gallery di Londra riprende proprio i colori della tavolozza autunnale. Tra questi, anche i pigmenti ocra, simili a quelli ritrovati nelle pitture rupestri di Lascaux, quasi come fossero un ponte tra l’autunno e la terra.
I pigmenti della terra nelle opere d’arte
La tavolozza autunnale è composta in gran parte dai pigmenti della terra fatti da argille, ossidi di ferro e ossidi di manganese. Da decine di migliaia di anni l’uomo ha utilizzato l’ocra gialla e rossa, la terra di Siena e le terre d’ombra per comunicare attraverso l’arte. È anche per questo che l’autunno rimanda alla materia, al tatto e alla fisicità. Elementi che si ritrovano marcatamente nelle opere dell’artista spagnolo Antoni Tàpies. La sua tecnica artistica prevedeva l’uso di polvere di marmo, gesso macinato, sabbia e terra per esprimere la funzione simbolica, se non addirittura alchemica, della materia. Parlando di alchimia, il pensiero va immediatamente alle Alchimiste di Anselm Kiefer, donne del passato pressoché dimenticate, ma che sono state fondamentali per la nascita del pensiero scientifico. Tutte le opere site-specific, esposte fino a una decina di giorni fa a Palazzo Reale di Milano, sono estremamente materiche grazie alla sapiente combinazione di paglia, cenere e piombo.
La tavolozza autunnale nei paesaggi pittorici
L’autunno ha ispirato non pochi artisti, molti dei quali lo hanno rappresentato attraverso i paesaggi. In questo caso i colori della tavolozza diventano il racconto di una vendemmia, di una passeggiata in una natura sferzata dal vento o di un lento declino verso l’inverno. Il ritorno della mandria di Pieter Bruegel il Vecchio, ad esempio, rappresenta in maniera iconica il passaggio verso l’inverno grazie ai bruni e gli ocra della veduta, agli alberi spogli e alle nubi che incombono. È un’esplosione di abbondanza, invece, l’autunno di Arcimboldo, incarnato in un volto composto da frutta e ortaggi di stagione sapientemente accostati. Ma l’autunno non è solo paesaggio, perché molti artisti ne hanno voluto indagare le percezioni.
Colori autunnali: le emozioni espresse con l’arte
Nel dipinto Effetto d’autunno ad Argenteuil del 1873 di Claude Monet, autunno significa serenità. L’esplosione arancione delle foglie sul lato sinistro della tela dialoga con il verde profondo degli alberi sul lato destro. È un calmo equilibrio rafforzato dall’azzurro del fiume che li divide. I riflessi della luce sull’acqua, inoltre, diffondono una sensazione di piacevole leggerezza. Vincent van Gogh utilizza la stessa tavolozza autunnale, ma ciò che esprime nel dipinto Viale di pioppi in autunno del 1884 è diametralmente opposto. La donna vestita di scuro rivolta verso lo spettatore e sovrastata da alti pioppi suscita altre emozioni: malinconia e solitudine. Per Kandinsky l’autunno è brillante, quasi giocoso. Decise pennellate di colore intenso si alternano creando contrasti cromatici nella sua opera Autunno in Baviera del 1908. Tutto è ritmo, energia e colore proprio perché l’autunno non è più una stagione, appunto, ma un’emozione da vivere.
Maestri in mostra: appuntamenti da non perdere
Fino al 10 gennaio 2027, il Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospita la mostra «Da Monet a Van Gogh a Kandinsky», con un percorso che racconta la trasformazione della pittura europea a cavallo tra Ottocento e Novecento. Il Palazzo Te di Mantova propone «Inventare la natura: Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio», dove al centro c’è la ricerca artistica e scientifica per indagare la natura. A Palazzo Reale di Milano, infine, è allestita fino al 31 gennaio la prima grande esposizione in Italia dedicata a «I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa», una famiglia che ha influenzato profondamente gli artisti europei e favorito la nascita della pittura moderna.








