L’allestimento della passerella palpita insieme al passaggio delle modelle, superando la pura funzione decorativa per trasformarsi in una coordinata spaziale. La collezione proposta da Etro per la Primavera Estate 2027 solca un prato estivo, dominato da un cielo terso e accarezzato da una brezza primaverile. La sfilata si intitola Halo, e l’alone è esattamente il fenomeno ottico da cui si ispira, quella luce che avvolge le cose e le trasforma senza alterarne l’essenza. La scelta tematica di un significato simbolicamente denso accompagna poi il debutto della prima collezione femminile priva di direzione creativa ufficiale, a seguito dell’uscita di Marco De Vincenzo nel marzo 2026. L’intera visione è affidata all’ufficio stile interno, ricalcando l’operazione già condotta per l’uomo a giugno.
Etro primavera estate 2027: la palette segue le ore
L’architettura della collezione Etro Primavera Estate 2027 alla Milano Fashion Week segue una scansione cronologica: i primi bagliori del mattino portano in scena sfumature di cipria e sabbia; l’evoluzione della giornata accende la palette, esplodendo in gialli e arancioni che segnano il momento di massima intensità visiva della sfilata. L’imbrunire si preannuncia con l’ingresso di blu profondi e verdi bosco, mentre il gran finale scivola verso i toni vellutati e notturni del burgundy, del marrone – e del nero.
Dentro questo movimento, i codici visivi della maison subiscono una metamorfosi coerente. Le stampe sembrano quasi scolorite dal sole e l’iconico motivo paisley, simbolo della Maison, si smaterializza: è impresso su chiffon, bruciato a devoré, tradotto in fitte trame di pizzo e uncinetto, in ricami che ne seguono il disegno.

Abiti vaporosi: trasparenze e colori chiari
Le uscite diurne celebrano la leggerezza con abiti lunghi in chiffon paisley che scivolano a contatto con la pelle. Si accompagnano a ampie camicie e gonne dotate di un respiro arioso e bohèmien.
Intanto piccole ruche increspano i tessuti e sono intervallati da cascate di frange perlinate appoggiate sulle gonne. Un miniabito all’uncinetto color sabbia, stretto da una cintura appoggiata morbidamente sui fianchi, cattura l’attenzione accanto a una rete gioiello sovrapposta a un costume intero.
Arrivano poi l’oro e l’albicocca a dominare le ore centrali del giorno, con una canotta di paillettes che si appoggia su una gonna dalla cromia degradé e un top a fascia incontra shorts e cardigan sfrangiati; una tuta in lamé chiude la sequenza.

Il tailoring rigoroso della sera
L’arrivo della sera impone un netto cambio di registro in cui la sartorialità dimentica le trasparenze della prima parte da favore di linearità e pulizia dei capi. Nella sezione spicca un completo marrone, caratterizzato da pantaloni fluidi, accostato a un top nato dall’annodatura di un foulard. Insieme al tailleur in check lurex sembra quasi anticipare le atmosfere autunnali; il cortocircuito estetico più riuscito risiede però nella gestione dei capispalla.
Anorak in nylon lucido, declinati in giallo, arancio e verde salvia, vengono sovrapposti ad abiti preziosi in chiffon e paillettes. Accanto ci sono blouson di suede e giacche di denim con patch paisley applicati: è il gesto che tiene la collezione lontana dal costume e la riporta a un’idea di guardaroba reale.

Accessori senza gerarchia: gladiator, ballerine e tacchi a cono
L’universo delle calzature accoglie tre mondi distinti, privi di alcuna gerarchia predefinita. I sandali gladiator in cuoio risalgono la gamba fino a sfiorare il ginocchio, contrastando con la totale discrezione di ballerine rasoterra. I tacchi a cono si distinguono per la particolarità dei sottili listini, orlati da minuscole foglie. A completare l’immagine intervengono lunghi orecchini pendenti, rigide collane dorate e borse dalle dimensioni ridotte, pensate per essere portate a mano, trattenute da una corta tracolla.
Materia da «sfumare, stratificare, sfocare e ripensare», e questo spirito bohémien si conferma uno stato d’animo più che un travestimento: aereo, in movimento, borghese nel senso più concreto del termine, cioè vendibile. I look procedono sicuri, eludendo ogni forzatura, in attesa di scoprire da quale orizzonte sorgerà il prossimo sole.







