La geografia dell’ospitalità in Laguna rivela la vera anima della kermesse: una rete d’indirizzi dove l’arte di abitare incontra la magia della settima arte. La scoperta dei luoghi iconici del Festival del Cinema di Venezia risponde all’esigenza di vivere la città attraverso una prospettiva privilegiata, dove i motoscafi d’epoca solcano l’acqua scura della sera per far da ponte tra la mondanità sfavillante del Lido e la riservatezza appartata dei canali interni.
Durante l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, diretta da Alberto Barbera, il cinema spalanca ufficialmente le danze con la première di Ink di Danny Boyle e si avvia al gran finale con Dio ride di Giovanni Veronesi, sotto la conduzione di Greta Scarano e Nicolas Maupas. Ma proprio mentre le grandi proiezioni infiammano le sale, gli addetti ai lavori e i viaggiatori colti cercano un’altra dimensione: una mappa del lusso fatta di suite stoiche, giardini nascosti e approdi privati.
I water taxi e la liturgia della passerella sull’acqua
In questo scenario, il water taxi non è semplice mezzo di trasporto per trasformarsi nel primo palcoscenico del festival. Interamente realizzati in legno di mogano con interni in pelle, questi motoscafi d’epoca custodiscono un’etichetta non scritta: lo scatto fotografico sulla battagliola mentre ci si avvicina al molo, con il vento della Laguna e la luce del tramonto, rappresenta il vero debutto di ogni star a Venezia. Tra aneddoti leggendari e tradizioni che si ripetono, fu proprio a bordo di queste imbarcazioni che attori come Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Sophia Loren e Elizabeth Taylor regalarono le pose più spontanee, lontani dai riflettori rigidi del red carpet. L’arrivo via acqua conserva sempre un sapore sospeso tra il rito d’altri tempi e l’ostentazione misurata del glamour contemporaneo.
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Le suite storiche dell’Hotel Excelsior: miti e set cinematografici
Il viaggio della grande hôtellerie porta direttamente al tempio dell’evento. Il pontile in legno e la facciata neo-moresca dell’Hotel Excelsior accolgono da decenni le personalità più influenti del pianeta. Le sue suite storiche e la celebre Sala degli Stucchi custodiscono un patrimonio d’aneddoti inestimabile: qui Sergio Leone ambientò la leggendaria cena tra Robert De Niro ed Elizabeth McGovern in C’era una volta in America, e sempre tra queste mura si narra che Greta Garbo amasse ritirarsi nella più totale riservatezza durante le primissime edizioni degli anni Treinta. Dalla terrazza della suite presidenziale fino alle storiche cabanas posizionate sulla spiaggia, l’Excelsior si riconferma l’epicentro suntuoso in cui la storia del cinema continua a stratificarsi.
I rifugi segreti della laguna: l’incanto di Madama Venice
Accanto alla scena pubblica del Lido, esiste tuttavia una galassia di rifugi segreti sparsi tra le isole e i sestieri più autentici, pensati per garantirti una totale decompressione. L’isola della Giudecca propone l’isolamento aristocratico di storiche dimore affacciate sul canale, Dorsoduro offre il fascino discreto di palazzetti d’epoca con giardini interni, mentre nel sestiere di Cannaregio brilla una straordinaria novità d’autore: Madama Venice. Custodita all’interno di Palazzo Antelmi, antica residenza nobiliare affacciata sul canale, questa struttura d’élite incarna un’idea di ospitalità intima e colta, nata dalla visione di Mara De Guidi.
Dopo quasi tre anni di attento restauro volto a preservare l’anima del palazzo introducendo al contempo innovative soluzioni di protezione dalle maree, la dimora propone sole nove suite immerse nella quiete di un grande giardino privato inserito nel prestigioso circuito paesaggistico Wigwam. Arrivare attraverso la Porta d’Acqua privata significa varcare la soglia di un mondo protetto, dove legno, ottone, velluti e broccati dialogano con una contemporaneità misurata. Premiato nella guida Johansens Condé Nast per la miglior prima colazione europea, Madama Venice si rivela l’approdo perfetto per ritrovare la quiete dopo le accese serate del Lido, permettendo di godere della città attraverso un servizio concierge d’autore.
L’Italia set naturale fuori dallo schermo
Questa ricerca di luoghi capaci di evocare narrazioni potenti dimostra il legame inscindibile tra il territorio e la suggestione visiva. Un vicolo, una scogliera o un cortile d’epoca smettono di essere semplice sfondo nel momento in cui la macchina da presa li trasforma in un’emozione condivisa. L’Italia intera vive di questo fascino, fungendo da set a cielo aperto per produzioni mondiali. Per chi desidera vivere l’incanto del grande schermo fuori dalla sala, il portale Freedome permette di esplorare queste atmosfere attraverso esperienze outdoor uniche sul territorio nazionale. È possibile ripercorrere la Sicilia autentica de Il Padrino a bordo di una Vespa da Giardini Naxos verso i borghi di Savoca e Forza d’Agrò, oppure solcare le acque di Procida in barca per ritrovare la poesia de Il Postino.
I più intrepidi possono pagaiare in kayak lungo la costa di Maratea sulle orme delle scene d’azione di James Bond in No Time to Die, o esplorare in quad i rilievi della Val d’Orcia dove è stato ricostruito il celebre nido d’infanzia de Il Gladiatore. La magia cinematografica abbraccia anche la Sardegna, con i tour in gommone tra Cala Luna e Cala Goloritzè che riportano alle atmosfere selvagge di Travolti da un insolito destino, e il Lago di Como, dove la navigazione verso Villa del Balbianello rievoca l’iconico matrimonio galattico di Star Wars. Perfino le vette d’Abruzzo a Rocca Calascio offrono passeggiate suggestive con gli asini tra le rovine che fecero da sfondo a Ladyhawke, a dimostrazione di come la bellezza dei luoghi sappia sempre trasformare il viaggiatore nel vero protagonista del racconto.








