L’errore prospettico più comune quando si valuta l’impatto di un’infrastruttura sportiva nel paesaggio contemporaneo è considerarla un’isola, un microcosmo autarchico recintato dal proprio brief funzionale. L’approccio dell’architetto Flavian Basile scardina alla radice questa consuetudine, affrontando il disegno del territorio non come imposizione geometrica, ma come lento processo di emersione delle potenzialità latenti del suolo. Con il masterplan della Tenuta Tierra Samnium Golf Club a Benevento, firmato dal suo studio OFFTEC, la terra del Sannio non è più sfondo passivo di una narrazione agricola per trasformarsi nell’archetipo di una rigenerazione periurbana che fonde architettura, ecologia e mobilità sociale. L’investimento da 30 milioni di euro, attualmente in fase di iter autorizzativo, non delinea una riserva esclusiva per l’élite del green, ma un polo vitale concepito per innestarsi nel tessuto profondo di una comunità intera, dimostrando che il lusso contemporaneo coincide con la capacità di includere.

Geometrie discrete e rispetto della pendenza naturale

Il Sannio è un territorio governato da silenzi lunghi e rilievi stratificati, dove il capoluogo Benevento custodisce memorie millenarie — dall’Arco di Traiano al Ponte Leproso — sospese in una complessa transizione verso la modernità. Inserirsi a soli tre chilometri dal centro cittadino in un’area rurale rimasta ai margini per decenni richiede una sensibilità tettonica non comune. L’architettura proposta da OFFTEC rifiuta la monumentalità esibita, optando per volumi lineari, profili ribassati e ampie superfici vetrate capaci di rendere i confini tra interno ed esterno puramente nominali. La scelta dei materiali risponde a una precisa filologia locale rivisitata: la pietra autoctona e il legno dialogano con l’intonaco effetto cemento grigio chiaro, garantendo elevate prestazioni di efficienza energetica senza spezzare il cordone ombelicale con la tradizione costruttiva del luogo.

Architetto Flavian Basile Tenuta Tierra Samnium Golf Club - Life&People Magazine

Visual Design: H3RE

Il masterplan si organizza attorno a quattro macro-aree funzionali, dove il campo da golf a 18 buche si adatta in modo organico all’andamento altimetrico esistente. Evitando alterazioni drastiche del profilo del suolo e impiegando esclusivamente specie vegetali autoctone per azzerare il deficit idrico e l’uso di fertilizzanti chimici, il percorso punta direttamente alla certificazione GEO (Golf Environment Organization), il massimo standard globale in materia di sostenibilità per il settore.

La Club House, la Domus e il riuso della memoria

Il cuore tettonico del complesso è rappresentato dalla Club House: un volume su due livelli caratterizzato da una facciata in vetro continuo e una copertura metallica aggettante che protegge gli spazi pubblici del piano terra, mentre i servizi tecnici e logistici vengono confinati nei piani interrati. L’elemento generatore dell’intero layout è un filare di ulivi preesistenti, conservato e valorizzato come asse visivo e spaziale di separazione dal corpo secondario destinato all’infermeria. Poco distante, la foresteria per gli atleti prende vita attraverso il recupero conservativo di un antico edificio rurale, azzerando il consumo di suolo e offrendo un esempio concreto di come l’architettura d’avanguardia possa abitare la memoria senza museificarla.

Architetto Flavian Basile Tenuta Tierra Samnium Golf Club - Life&People Magazine

Spostandosi verso la porzione nord-orientale, l’area resort si sviluppa assecondando la pendenza naturale del terreno. Qui, la spa e il ristorante fanno da preludio a tre diverse tipologie di camere, alcune delle quali parzialmente ipogee, dotate di giardini privati e coperture verdi che ne minimizzano l’impatto visivo dall’alto. L’intera rete di connessione interna è affidata esclusivamente a percorsi pedonali e all’utilizzo di ottanta veicoli elettrici.

Architetto Flavian Basile Tenuta Tierra Samnium Golf Club - Life&People Magazine

Nella zona meridionale, la vera deviazione dai cliché tipologici del golf club è rappresentata da Tierra Domus, uno spazio integrato per eventi che promette di ospitare oltre centocinquanta appuntamenti all’anno tra concerti, convegni e manifestazioni culturali. Un edificio che si adagia sulla topografia collinare, offrendo due ampie sale affacciate sui campi, una lounge intima e una cantina vini sotterranea, trasformando lo sport in un pretesto di aggregazione polifonica.

L’algoritmo territoriale: numeri e visioni di scala

I dati previsionali del progetto chiariscono come la bellezza e il rigore tecnico possano tradursi in precisi indicatori di performance economica e ambientale per il territorio. L’intero impianto finanziario si regge su un investimento complessivo stimato in circa 30 milioni di euro, una cifra destinata a innescare un forte volano occupazionale quantificato in 300 posti di lavoro complessivi tra l’indotto diretto e indiretto. Questa spinta si rifletterà sul tessuto urbano cittadino con un incremento atteso del flusso turistico compreso tra il 25% e il 30%, generando al contempo un plusvalore immobiliare per le aree limitrofe valutato intorno al 20%. Sul fronte della sostenibilità e della transizione ecologica, l’impatto ambientale viene mitigato dalla piantumazione di 30 ettari di nuova vegetazione in grado di garantire un sequestro annuo di 480 tonnellate di CO2, supportato dall’indipendenza energetica di 610 kW di potenza da fonti rinnovabili installate direttamente all’interno della tenuta.

La sintesi dei tre piani: design, industria e istituzione

La complessità strutturale di Tenuta Tierra Samnium riflette la triplice veste professionale del suo ideatore. Già inserito tra i cento manager più influenti d’Italia secondo Forbes Italia, Basile presiede oggi tre diverse anime della filiera costruttiva: la visione creativa dello studio di progettazione OFFTEC, la forza industriale e manageriale del consorzio MEDIL Scpa e l’impegno istituzionale come presidente di ANCE Benevento. Questa convergenza di competenze ha permesso al masterplan di superare la dimensione del puro esercizio stilistico per farsi manifesto economico.

Architetto Flavian Basile Tenuta Tierra Samnium Golf Club - Life&People Magazine

La scommessa di Tierra Samnium dimostra che la periferia geografica può mutare in un centro di eccellenza internazionale se supportata da investimenti strategici e visioni a lungo termine. Una traiettoria culturale che nella carriera dell’architetto ha già toccato mercati globali, dall’accordo di cooperazione con il colosso cinese CCDI fino alla storica firma del primo migration agreement bilaterale Italia-India nel comparto delle costruzioni. Il cantiere di Benevento attende la conclusione del suo iter, ma il segno sulla mappa è tracciato: l’architettura ha già definito lo spazio, al paesaggio non resta che accoglierlo.

Condividi sui social