C’è un momento dell’anno in cui la montagna sembra parlare, con voce avvolgente, molto più che in qualsiasi altra stagione: l’autunno. La vivacità dell’estate lascia il posto ad istanti più meditativi, perfetti per sentire l’unisono dei propri passi ed il suono del proprio cuore mentre si cammina verso rifugi autunnali e si fa trekking per assaporare solo la semplice bellezza della montagna.
I boschi di latifoglie diventano una tavolozza e, più in alto, quelli di larici si tingono di oro, prima di lasciare posto a quei pascoli che sembrano addormentarsi e dove, quasi come l’annuncio di un’oasi lontana, si inizia a sentire il profumo di legna nel camino, perfetto annuncio che il rifugio è ormai vicino. Sono sempre di più i rifugi montani che restano aperti anche in autunno in Italia, alcuni dei quali sono raggiungibili con passeggiate da vivere con calma, accogliendo quello che è un vero e proprio regalo di lusso che la montagna possa farci: la serenità.
Rifugio Campomulo: l’abbraccio autunnale dell’Altopiano di Asiago
L’Altopiano di Asiago è una zona d’Italia che ha molto da dire, in quanto si possono raggiungere rifugi autunnali grazie ad un trekking tra natura e storia. L’area, infatti, è stata largamente protagonista durante le offensive del 1916 e 1917 e, ancora oggi, racconta molta della storia della Grande Guerra. Camminare verso il Rifugio Campomulo, a poco più di 1500 metri in autunno significa immergersi in una dimensione naturale totalmente avvolgente. Il sentiero è adatto a tutti, grazie alla morfologia tipica dell’Altopiano, e regala una sorta di percorso sensoriale che inizia vicino a quegli alberi che stanno lasciando cadere le proprie foglie, affinché tornino a nutrire la terra. Il profumo del bosco rende la camminata un’esperienza decisamente emozionante.
Approdando vicino alle conifere, si torna tra il verde perenne più intenso, lasciandosi accogliere da un profumo di resina che è quasi più intenso ora che in estate. Passo dopo passo, si approda poi al punto in cui il pascolo lascia intravvedere il suo profilo morbido; il rifugio è ormai vicino, pronto ad accogliere i camminatori con piatti ben preparati ed una bevanda calda e intensa che, di questa stagione, non guasta mai.
Rifugio Grauson: nel regno dorato del Gran Paradiso
Ci sono montagne la cui palette di colori predominante è quasi sempre la stessa, a prescindere dalla stagione; il Gran Paradiso, in Valle d’Aosta, è tra queste montagne. Questo gigante di granito grigio, sempre con un po’ di neve a fargli compagnia, sa mostrarsi con colori diversi; il miglior modo per rendersene conto è raggiungere uno dei suoi rifugi autunnali in quota 2500 metri sul livello del mare.
L’obiettivo è raggiungere il Rifugio Grauson, un luogo contenuto di misura ma largamente accogliente considerato la tipologia di esperienza che regala. Un rifugio in legno, tra gli alpeggi della Valle d’Aosta, un luogo che, anche in estate, è spesso avvolto dal silenzio. In autunno, la sensazione di essere nel regno di sovrano d’altri mondi è ancora più marcata. I tramonti, dal piccolo portico del rifugio, raccontano una storia che sa di mondi dorati e di luce calda. Non si potrebbe chiedere di più dalle Alpi per capire come anche il granito possa scaldare il cuore.
Per raggiungere questa perla si cammina attraverso paesaggi diversi, per approdare ad un’area dove l’erba inizia ad assumere una colorazione più calda rispetto al verde brillante dell’estate. Il rifugio è aperto, di norma, per molti giorni d’ottobre e può ospitare fino a trenta persone. L’ideale, per chiunque abbia voglia di vivere un’esperienza di trekking autunnale verso il Rifugio Grauson, è telefonare per prenotare posto al rifugio.
Malga Roncac: esperienza sensoriale autunnale sulle Dolomiti
Tra tutti i rifugi autunnali sulle Dolomiti, vale la pena di spendere qualche parola su qualcosa che non è propriamente un rifugio, ma è una malga in pieno stile Val di Fassa, sopra Moena, in una malga densa di storia e storie da raccontare, perfettamente raggiungibile a piedi anche dal centro di Moena stessa. Fare trekking verso Malga Roncac è adatto a tutti e, soprattutto si rivive un’esperienza di vero lusso: poter camminare, a piedi scalzi in modo da percepire tutto ciò che il bosco vuole dirci.

A pochi passi da Malga Roncac
c’è il percorso sensoriale Ischiez a circa 1300 metri, un’altitudine in cui la montagna canta come un coro a più voci: ancora pochi alberi a foglia caduca, ci sono già le conifere, i sassi, l’erba, il ruscello. Tutte voci attraverso cui le Dolomiti sono pronte a raccontarsi, anche e soprattutto in autunno, momento in cui la natura affronta una grande fase di cambiamento.
Il percorso sensoriale di Ischiez è qualcosa che si affronta a piedi scalzi: presenti, infatti, apposite panchine per sedersi e contenitori per lasciare le scarpe. Il vero lusso è questo: conoscere la montagna grazie a un contatto diretto della nostra pelle; il percorso è pensato affinché si possano testare diversi terreni che si trovano in questa parte della Val di Fassa, percependo tutte le sensazioni diverse che un sassolino, un tappeto di morbidi aghi o uno di foglie sono capaci di donare. Pur non annoverando il suo nome tra i rifugi autunnali delle Dolomiti, Malga Roncac accoglie allo stesso modo: una stube calda già accesa, vicino alla quale sedersi per gustare un piatto di carne o, perché no, un po’ di pane fatto in casa con un po’ di splendido Puzzone di Moena DOP.







