Matthieu Blazy sceglie di sigillare lo show primavera/estate 2027 di Chanel alla Parigi Fashion Week, sulle note inconfondibili della celebre hit Gimme More di Britney Spears. La scelta musicale non è casuale, è invece magnetica e profondamente simbolica.
Blazy ha scelto di accogliere gli ospiti presso la monumentale cornice del Grand Palais, trasformato dall’allestimento di Bureau Betak in una voliera a cielo aperto. L’atmosfera che si respira è magica: davanti a un pubblico illuminato da una luna piena, la passerella in resina dorata dall’effetto liquido e uno stormo di rondini accompagnano le modelle. La traccia di Britney Spears pare essere più che un semplice sottofondo, trasmette infatti l’energia della primavera, trasformando la sfilata in un racconto corale, stratificato e poliedrico.

Matthieu Blazy rilegge la storia di Mademoiselle per celebrare la convivenza di tante donne in ogni donna
Per comprendere davvero la scelta stilistica di Blazy in questo terzo capitolo intitolato La Conversation, parte terza, bisogna addentrarsi nel dialogo intimo che lo stilista continua a portare avanti con la fondatrice Gabrielle Chanel. La collezione non celebra un’icona statica, ma analizza il concetto di libertà attraverso le molteplici vite e metamorfosi di Mademoiselle.
Il punto di partenza concettuale è racchiuso in una celebre riflessione tratta da Mémoires de Coco di Louise de Vilmorin: «La bambina che fui è con me, oggi. Ho realizzato i suoi progetti. Ho soddisfatto i suoi gusti. È da lei che deriva la mia esigenza ed è lei che ho saputo accontentare. Nessun essere mi è più vicino. Mi deve tutto e le devo ciò che ho potuto dare alla mia epoca.» Blazy, partendo da questo debito reciproco tra la bambina e la donna, sviluppa il tema delle molteplici identità che convivono in una sola persona. Il simbolo guida dell’intera sfilata diventa l’uccello che spicca il volo, un omaggio alla celebre riflessione di Paul Valéry e Italo Calvino di essere «leggeri come un uccello», dove la leggerezza non è superficialità, ma esige precisione, maestria e determinazione sartoriale.

Come si reinventa un’icona? Dal jersey d’archivio allo smocked tweed di Matthieu Blazy
A tradurre visivamente questo viaggio temporale è l’outfit di apertura dello show. A varcare per prima la passerella dorata è la modella Dyanira Hurbuscher, che sfila indossando un’essenziale ed elegantissima sottoveste in jersey, stringendo tra le mani la vera borsa 2.55 personale appartenuta a Gabrielle Chanel nel 1955, concessa eccezionalmente dagli archivi del Patrimonio della maison. Questo primo look presenta il debutto della biancheria intima in jersey con cui Coco ha liberato il corpo femminile, regalandogli movimento, flessibilità e disinvoltura.

Proseguendo nello show, Blazy ripercorre la storia del brand “chanelizzando” la sartoria maschile, tagliata a vivo per creare gilet rigorosi da abbinare a pantaloni fluidi o gonne a tubino. L’evoluzione della maison trova la sua massima espressione nella reinventata icona del tailleur. Compare in passerella la versione classica in tweed grigio graffiato con sottili catenelle dorate che pendono dall’orlo, per poi evolversi nello smocked tweed, un’inedita lavorazione elasticizzata che rende la giacca morbida, estensibile e confortevole come una maglia.

Il nuovo manifesto di libertà di Chanel
La sezione dedicata agli accessori rappresenta il perfetto punto d’incontro tra la memoria storica della maison e la visione contemporanea del suo direttore creativo. La borsa 2.55 del 1955 usata personalmente da Coco Chanel diventa protagonista, palesandosi come un ponte concreto tra passato e presente. Accanto alla reliquia storica, fanno il loro ingresso le nuove icone della stagione, come la nuova flap bag in pelle caratterizzata da un’inconsueta chiusura ispirata alla catena di un orologio e la poetica minaudière a forma di gabbietta per uccelli con le sbarre aperte, da cui gli uccelli sono finalmente evasi. Per le calzature, la sfilata decreta la definitiva vittoria delle flat shoes, scarpe basse e raffinate che abbandonano i tacchi alti per offrire una camminata leggera e disinvolta.

In un’epoca segnata da spinte conservatrici, la sfilata di Chanel si trasforma in un messaggio attuale ed essenziale di emancipazione, un invito alle donne ad appropriarsi delle chiavi per uscire nel mondo e a vivere liberamente tutte le identità che risiedono dentro di sé.








