La <strong>collezione primavera-estate 2027 di Saint Laurent, presentata alla Parigi Fashion Week, si tinge d’oro. Anthony Vaccarello racchiude così i dieci anni alla guida della maison nell’oro, il colore che meglio restituisce lo splendore e la magnificenza della sua era Saint Laurent. In un’atmosfera in cui il black tie è diventato il dress code necessario e di tutto rispetto per celebrare il decennale del designer, ad accogliere gli ospiti una venue scenografica allestita sotto la scintillante Torre Eiffel, come da tradizione della maison.
La scelta è ricaduta sulla fedelissima riproduzione del Salon Impérial dell’Hôtel InterContinental, storica sala da ballo parigina, all’interno della quale Monsieur Yves Saint Laurent faceva sfilare le sue indimenticabili collezioni di alta moda a partire dal 1976. Tre imponenti e maestosi lampadari dorati e sospesi nel cielo hanno rievocato la grandiosità e il fasto dei saloni della couture, davanti a un parterre dityle=”text-decoration: underline;”> ospiti illustri come Kate Moss, Carla Bruni e Zoë Kravitz.

Come la maison ha riscritto il suo vocabolario?
Lo show ha svelato il suo concept incentrato su una vera e propria golden age, sulle note della composizione italiana Io Vengo di Piero, fondendo il repertorio d’archivio inimitabile di Yves Saint Laurent con il linguaggio contemporaneo di Anthony Vaccarello. Una sequenza fluida e costante di 59 capi di cui ben 49 interamente dorati. Le iconiche sahariane acquistano quasi un’aura solenne; i trench lucidi con cintura catturano immediatamente l’attenzione. Bluse ampie e avvolgenti, gonne a portafoglio e a matita e cappotti dalle spalle marcate tracciano la silhouette femminile. La sfilata ha esplorato una serie di outfit dorati, alternando completi con gonna midi e blusa, giacche over dorate arricchite da ruches e grintosi motivi maculati su fondo oro.

Curioso è un total gold proposto da Vaccariello composto da un blazer dritto e lungo in broccato jacquard con base rigida e strutturata, polsini in eco-pelliccia color visone scuro, molto folti e voluminosi. A completare, un pantalone dello stesso tessuto della giacca, con taglio dritto, a sigaretta e vita media. La ricerca è proseguita con abiti dorati impreziositi da delicati motivi floreali e vestiti con vivaci riporti rossi come fossero incastonati.

Il lato più audace di Saint Laurent: gli accessori
La scelta ricaduta negli accessori ha accentuato quel brivido seducente insito nell’estetica della maison. Ai piedi delle modelle hanno fatto la loro comparsa i sandali YSL dorati e vertiginosi con tacchi avvolti da serpenti e sottili catene dorate alla caviglia.
I lobi sono incorniciati da orecchini dorati giganti, proposti sia in lavorazioni monumentali in filigrana sia impreziositi da vistose pietre rosse.
A completare lo styling sono i caratteristici foulard bandana proposti in rosso, verde e arancione con uno stemma dorato a croce.
I tessuti scelti, quali lamé, jacquard, lattice e organza, creano appositamente un effetto scultoreo e tridimensionale. Questa accurata selezione sartoriale ha consentito di esplorare la superficie e la luce in ogni sua sfaccettatura, creando una palette dominata dall’oro nelle sue molteplici sfumature: dal pallido al brunito, dal bizantino al rinascimentale, fino alle varianti opache, lucide e specchiate. A questa palette cromatica solare si accostano il nero e vibranti pennellate di rosso, senape, beige e marrone.
Il nero, firma senza tempo di Saint Laurent
Verso la conclusione del défilé, la luminosità del dorato lascia spazio agli outfit neri, colore pilastro della maison e firma espressiva del designer. La passerella ha accolto eleganti vestiti neri con strascico, un completo nero in velluto incorniciato da vistosi bottoni dorati e un fiocco in vita ed eterei abiti neri in tulle con profondi spacchi laterali.



L’ultimo saluto di Vaccarello?
A concludere questa passerella mozzafiato, la voce di Charlotte Gainsbourg con You are so much Yves Saint Laurent, rievocando lo storico farewell del 2002 in cui Catherine Deneuve e Laetitia Casta cantarono insieme per Monsieur Yves. Mentre la musa del direttore creativo, Anja Rubik, solcava la passerella, Anthony Vaccarello ha raggiunto il pubblico per il saluto finale e ha consegnato a suo figlio Luca le chiavi della maison. Corona così i suoi dieci anni d’oro destinati a rimanere scolpiti nella storia della moda. Sarà questo l’addio del designer alla maison?








