Nel vocabolario del design contemporaneo, l’eleganza si misura attraverso dettagli e consistenze minimi che accompagnano la quotidianità. L’home office, un tempo relegato ad angolo puramente funzionale e oggi fulcro delle giornate di smart working, reclama quindi un’estetica sofisticata. Allontanandosi dal minimalismo asettico degli anni passati, la nuova frontiera dell’interior design da ufficio celebra il ritorno a una ricchezza tattile e visiva capace di sedurre la mente e favorire la concentrazione.  L’abitudine spinge spesso all’acquisto di accessori utilitaristici, blocchi di plastica nera destinati a mimetizzarsi con gli schermi spenti. L’approccio corretto viaggia nella direzione diametralmente opposta. I materiali da scrivania reclamano un’interazione continua, una fisicità che chiede di essere sfiorata attraverso cuoio, ottone, carta, legno.

Sottomano in pelle invecchiata: primo strato che cambia l’ambiente

Un sottomano in cuoio conciato al vegetale possiede la rara capacità di attutire il ritmo metallico della tastiera, trasformando il rumore in un suono ovattato. Con il trascorrere dei mesi, la superficie si scurisce esattamente nel punto in cui riposa il polso e quella traccia certifica la vocazione intima dell’ambiente, allo stesso modo della patina dorata che ne arricchisce l’estetica. 

legno rovere spazio caldo Life&People MagazinePineider, casa fiorentina attiva dal 1774, modella da secoli questo genere di oggetti d’eccellenza. Le pelli corpose e i bordi tinti rigorosamente a mano offrono sfumature profonde come il testa di moro e il cognac, destinate a maturare invece di deperire.  La manutenzione, poi, è minima. Un panno asciutto, una crema neutra una volta l’anno – le macchie di caffè diventano parte del disegno. La misura giusta è quella possibilmente più generosa, abbastanza per contenere laptop, taccuino e tazza senza che nulla scivoli sul legno nudo. 

Lampada da tavolo: quali sono i materiali più adatti?

La selezione accurata dei materiali da scrivania culmina nella scelta dell’illuminazione, elemento primario per plasmare l’atmosfera della stanza. Un piano in rovere oliato o in noce dalle venature marcate assorbe infatti il riverbero in modo morbido. Serve infatti una sorgente luminosa bassa, calda, regolabile, come IC Lights T disegnata da Michael Anastassiades per Flos. La sfera di vetro opalino in equilibrio precario su uno stelo di ottone brunito, con dimmer sul corpo consacra l’ottone come la migliore scelta possibile. Il materiale ha infatti un vantaggio pratico oltre che estetico, perché riflette luce con una dominante dorata che nessun LED bianco riproduce. La regola estetica sopravvive quindi per qualunque  lampada dalla temperatura calda, intensità regolabile, con il paralume che nasconda la lampadina. 

lampada in ottone flos Life&People Magazine

Materiali da scrivania d’autore: la carta spessa

Nel mondo della cartoleria, scrivere a mano su un banale foglio da stampante equivale ad annullare totalmente il piacere estetico del gesto. Smythson, istituzione londinese a Bond Street dal 1887, forgia la sua reputazione su una carta leggerissima e opaca, con le pagine azzurre diventate firma della casa. Un taccuino della casa cambia prima di tutto il gesto della mano con la penna che scivola morbidamente, l’inchiostro che non trapassa. La lista delle cose da fare che non sembra più un promemoria usa e getta. Poi c’è la carta sciolta, che nella tradizione italiana significa Fabriano con i suoi fogli dai bordi ruvidi e grammatura alta.

smythson blue paper cartoleria Life&People Magazine

Come mescolare i materiali senza trasformare la scrivania?

L’arte di armonizzare questi elementi richiede la stessa maestria necessaria per bilanciare i pesi visivi di un look stratificato. Ai componenti fondamentali, come il calore del legno e della pelle, si accostano tocchi imprevisti di marmo venato e di vetro colorato. Il tocco finale, il più complesso da orchestrare, risiede nell’inserimento del vuoto. Una scrivania piena di oggetti belli resta pur sempre una scrivania piena; la vera vittoria estetica si decreta quando, a tarda sera e a computer ormai spento, si avverte il desiderio di inventare una scusa qualsiasi pur di tornare a sedersi in quell’angolo perfetto. 

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