Paul Mescal cammina per le strade di Londra con micro-pantaloncini sportivi grigi, t-shirt sbiadita dei Blur, occhiali da sole oversize anni Ottanta e un libro stretto sotto il braccio. Niente stylist visibile, niente completo, niente ostentazione, eppure è impossibile non guardarlo. L’attore Paul Mescal chiaramente non ha inventato il fascino maschile, semplicemente lo sta reimpostando su coordinate diverse da quelle che il cinema e la cultura pop avevano normalizzato negli ultimi vent’anni. E il risultato, a giudicare dall’attenzione globale che ogni sua uscita pubblica genera, è che il mondo stava aspettando esattamente questo.

Chi è l’attore Paul Mescal? Dall’Irlanda al centro della cultura Pop

Prima di diventare il punto di riferimento estetico involontario di un’intera generazione, Paul Mescal è irlandese di Maynooth. Studia alla Dublin Institute of Technology e recita in produzioni teatrali locali. La svolta arriva nel 2020 con Normal People, la serie tratta dal romanzo di Sally Rooney, in cui interpreta Connell Waldron. La sua vulnerabilità emotiva e fisicità ordinaria, nel senso più nobile del termine, stupisce un pubblico non abituato a vederle in un protagonista romantico. La collana d’argento che porta in scena diventa oggetto di culto nel giro di settimane.

normal people sally rooney - Life&People MagazineDa allora, la traiettoria è verticale, prima con Aftersun di Charlotte Wells che gli vale la prima nomination all’Academy Award. Poi con All of Us Strangers di Andrew Haigh, che conferma la sua capacità di portare sullo schermo emozioni che il cinema tradizionale fatica persino a nominare. Il Gladiatore II di Ridley Scott, in cui interpreta Lucius, nipote di Massimo Decimo Meridio, lo consegna definitivamente al grande pubblico internazionale.L’uomo che ha fatto del disordine stropicciato la propria firma estetica si ritrova in armatura romana su uno degli schermi più grandi del mondo.

aftersun film - Life&People Magazine
La divisa del Soft Boy: un’estetica precisa e leggera

Definire lo stile dell’attore Paul Mescal come trasandato sarebbe una semplificazione. C’è una coerenza precisa nel modo in cui costruisce la propria presenza pubblica al di fuori dei red carpet e lo fa con micro-pantaloncini sportivi, rigorosamente grigi, rigorosamente corti, nel solco di un’estetica che cita una certa casualness irlandese. Gli occhiali da sole oversize in montatura sottile, quasi sempre vintage o comunque dal sapore vagamente retrò, completano un’immagine che comunica accessibilità e sensibilità in parti uguali. Concorre alla definizione della sua immagine anche l’immancabile libro sottobraccio. Paul Mescal legge, cita, consiglia, ha una vita intellettuale visibile in un panorama culturale in cui il sex symbol tradizionale esibisce se stesso. 

attore paul mescal - Life&People Magazine

L’ascesa del Soft Boy: perché i canoni estetici stanno cambiando

Il fenomeno Mescal si inserisce in una traiettoria più ampia che attraversa la cultura popolare contemporanea e che vede nell’uomo sensibile un nuovo punto di riferimento. Barry Keoghan, Josh O’Connor, Jeremy Allen White condividono con Mescal una certa qualità. Una presenza intensa senza essere aggressiva, fisica senza essere ostentata che il pubblico, soprattutto femminile, accoglie con un entusiasmo che i canoni estetici precedenti non riuscivano a generare.

paul mescal shorts - Life&People MagazineLa moda registra questo cambiamento con precisione. I micro-pantaloncini grigi di Mescal, prontamente ribattezzati Mescal shorts dalla stampa anglosassone,  hanno registrato un aumento di ricerche online del 400% nei mesi successivi alle prime apparizioni fotografate. Marchi come Adidas e New Balance, che producono esattamente il tipo di calzature che Mescal porta con disinvoltura quotidiana, hanno visto crescere l’interesse verso quei modelli specifici in modo direttamente correlabile alla sua visibilità.

mescal shorts gucci - Life&People Magazine

Il fascino dell’imperfezione: cosa insegna Paul Mescal?

C’è una lezione estetica precisa nell’immagine pubblica di Paul Mescal, applicabile ben oltre il suo guardaroba personale. La perfezione costruita, quella fatta di corpi scolpiti, abiti impeccabili, comunica sicurezza, ma genera distanza. L’imperfezione consapevole, fatta di t-shirt sbiadite e di pantaloncini magari un po’ troppo corti, di capelli spettinati, comunica invece autenticità. Genera qualcosa di molto più raro: identificazione. È la stessa logica che, alla fine, governa la bellezza contemporanea, che vuole sembrare sincera. Paul Mescal lo sa, o almeno pratica questa tendenza con una naturalezza che rende impossibile stabilire dove finisca l’istinto e dove inizi la consapevolezza. Questa ambiguità, quel non sapere se ci stia provando oppure no, lo rende senza dubbio uno personaggio più interessanti del mondo del cinema contemporaneo.

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