Nella cornice della Triennale di Milano prende vita la sfilata di Ferragamo collezione Autunno Inverno 2026 2027. Un inno alla fluidità dei tessuti ed alla decostruzione, parola chiave della collezione. Maximilian Davis, direttore creativo della Maison – dal 2022 -, tesse un dialogo profondo tra il patrimonio storico del marchio e la sua visione di sensualità.Nato a Manchester ma con radici trinidadiane e giamaicane, il designer porta in passerella un’eredità che è inannzitutto affettiva e legata profondamente alla sartorialità; un’attenzione ed un’arte appresa sin dall’infanzia. La sua è una moda che respira disinvoltura, un’estetica che celebra il corpo senza confini di genere. Il lavoro sui tessuti ricorda la forza di collezioni storiche che hanno ridefinito lo stile, richiamando rivoluzioni milaniste anni Novanta ed arricchendosi al contempo di una sensualità calda e personale, che traduce un’aria di altri tempi in linguaggio contemporaneo.
Rigore del bianco e nero nella collezione
Il guardaroba Ferragamo Autunno Inverno 2026 2027 si apre sotto il segno di un dualismo cromatico assoluto, dove il bianco e il nero dettano un ritmo serrato. La decostruzione fluida dei modelli emerge fin dai primi dei sessantuno look presentati, manifestandosi attraverso tagli netti che si contrappongono allo scivolamento morbido del tessuto sulla pelle.


Maximilian Davis intraprende un’audace opera di rilettura, eleggendo la rigida divisa della Marina a tela bianca della sua sperimentazione estetica. Il designer smonta letteralmente giacche, imponenti cappotti e parka protettivi per ricomporli in una visione totalmente inedita. Attraverso un complesso e ingegnoso sistema di abbottonature, prendono vita abiti fluidi destinati al guardaroba femminile e maschile, lontani da qualsiasi sterile nostalgia.
Rilettura del codice e sperimentazione sartoriale dei bottoni
Le uniformi da marinaio, pur conservando intatto il proprio status originario, subiscono uno stravolgimento affascinante in cui le forme si decostruiscono, i bottoni slittano lungo nuove traiettorie anatomiche e i lacci si aprono a rivelare geometrie inaspettate.

I cappotti in questa passerella scura mantengono la loro tipica rigidità strutturale, accogliendo allo stesso tempo forme inattese. Sono i tailleur a subire una rilettura audace, aprendosi ad un concetto diffuso di allusione seduttiva. Sono proprio questi dettagli candidi su tessuti corvini a creare ulteriori illusioni ottiche, evidente anche nelle décolleté affilate, spesso proposte in una veste bicolore. A bilanciare la figura intervengono borse rettangolari che mantengono una struttura architettonica rigorosa, illuminate da accessori dai bagliori metallici.

Suggestioni d’Oriente e incursione materica del colore
Man mano che la collezione Ferragamo Autunno Inverno 2026 2027 entra nel vivo, le cromie si fanno più profonde, quasi con una carica misteriosa: le trasparenze si tingono di viola, introducendo una sottile ispirazione orientale che permea l’intera sezione centrale della passerella.
Lacci sottili e cuciture intrecciate in seta avvolgono i corpi con delicatezza, esaltando quella ricerca materica curata che Davis rende sua firma indiscutibile.
L’incrocio di stili tra armadio maschile e femminile si fa evidente, confermando proprio quell’impegno che caratterizza un’inclusività sempre più fluida. A spezzare questa densità cromatica interviene poi un abito bianco, scultoreo e, soprattutto, liscio. È un respiro di luce che prepara il terreno per l’incursione del colore.

Le tonalità successive scelgono di restare sommesse, intimamente invernali, ma non per questo meno potenti. Punte di freddo si materializzano attraverso sfumature di blu intenso e caldi tocchi di terracotta, di giallo ed azzurro, creando equilibrio cromatico.

Un piumino maschile verde petrolio cattura l’attenzione con la sua finitura lucida ad effetto vinile, seguito da un piumino arancione destrutturato che sfida le convenzioni dell’outerwear tradizionale. Questo approccio trasforma il capo funzionale in un oggetto di design avanguardistico, un’evoluzione del volume estremo che vuole sperimentare pur rimanendo morbido.

Bagliori liquidi e seduzione velata
La transizione serale è introdotta da traslucenze dorate e nere che scivolano sinuose mentre assecondano il movimento. I look si allungano, divenendo velati e trasparenti in un gioco di sovrapposizioni che esalta la figura delle modelle. Culmina in abiti dove l’oro liquido del tessuto si scontra con l’eleganza intrinseca della collezione, definendo un nuovo ideale di fascino.



Dettagli inattesi, come morbidi elastici alle caviglie, aggiungono un tocco di contemporaneità all’abito da sera, sdrammatizzando l’opulenza dei tessuti preziosi. La collezione si chiude lasciando una scia magnetica e velata. Maximilian Davis conferma il suo talento eccezionale nel manipolare la forma e la materia, trasformando l’imponente eredità fiorentina in un linguaggio vibrante, dove il rigore del taglio incontra infallibilmente la sensualità della decostruzione.
