Nuove rivelazioni inedite entrano nel merito dei processi di selezione degli aspiranti che si approcciavano alla redazione di Life&People Magazine. Quando la satira televisiva si sostituisce alla cronaca e all’informazione vera ed il montaggio – tagliato e cucito – prevale sulle carte e documenti; i fatti e le prove a differenza delle opinioni decontestualizzate, non sono soggetti ad interpretazione. Come nasce una collaborazione con la nostra testata? Perchè ad oggi collaborano seri e validi professionisti senza alcun problema?  Smontiamo definitivamente la “fake news” dei pagamenti irregolari.

Selezione aspiranti: se non possiedi requisiti, non è reato di maltrattamento

Per mesi, il “metodo Sanchi”  ha tenuto banco ed è stato dipinto come arbitrario; eppure, gli annunci di selezione della società editoriale Biemmecomm “e non del Direttore”– seguiti da colloquio telefonico o zoom call – parlano una lingua chiara, tecnica, comprensibile e priva di ambiguità. La testata non cercava semplici appassionati, aspiranti, stagisti, ma giornalisti senior con comprovata esperienza e competenze SEO certificate in ambito moda, fashion news, lifestyle e beauty . L’annuncio specifica chiaramente che l’articolo prova NON è RETRIBUITO:

“Non saranno prese in considerazione — pertanto cestinate — candidature non pertinenti che non rispecchiano i requisiti ed il CV non presenti le soft skills richieste.”

Il processo è lineare: invio CV, colloquio, verifica delle competenze e conoscenze della materia, capacità di caricamento su CMS WordPress, analisi dello stile di scrittura, tono di voce, proprietà del linguaggio editoriale. Casi come Roberta M. o ancora più buffa Cristina L. dimostrano l’esperienza ed il rigore della redazione in fase di selezione. La prima, nonostante un profilo di livello, è stata valutata dalla caporedattrice per un articolo prova risultato non idoneo: mancava “tono e vena giornalistica” necessaria e i tecnicismi legati alla SEO completamente sconosciuti. Questo rigetto di candidatura è atto editoriale legittimo: confondere la severità professionale con un attacco personale è il primo errore mediatico.

Inchiesta Sanchi Alice - Life&People Magazine

Il “caso” Cristina L: una delle simpatiche emissarie del sistema?

Un capitolo a parte merita la vicenda Cristina L. Analizzando il suo percorso e passato professionale, emerge un dettaglio non trascurabile di cui siamo a conoscenza: e qui nasce un altro dubbio legittimo sulla genuinità di certe candidature, ma anche sul sistema di fare scoop e audience in maniera non corretta. Era una reale volontà di collaborazione o un tentativo di infiltrazione per precostituire prove ad hoc, considerando l’articolo inviato palesemente plagiato?

Inchiesta Sanchi insulti - Life&People MagazineNonostante le competenze dichiarate dalla nostra emissaria, – che non ha avuto scampo ed è stata subito beccata unitamente a tante altre –  il test di scrittura non fu superato, perlopiù quando una attenta e competente AnnaRita R. unita all’occhio lungo del Direttore “sgamavano” una proposta articolo di Mina plagiato dal celebre scrittore Indro Montanelli. In una redazione che punta all’eccellenza, il pedigree aziendale non sostituisce la prova sul campo anzi, gli articoli prova servono proprio a verificare competenze e conoscenze visti i tanti curriculum che raccontano titoli, specializzazioni e lauree fasulli. La sua esclusione non fu un dispetto, ne provocazione, ma la conferma che Life&People non fa sconti nemmeno a chi proviene dai colossi del broadcasting.

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Paradosso privacy: il sistema dei “programmi satira”

È singolare osservare come Mediaset invochi privacy in questo delicato momento quando si tratta degli interessi aziendali, dei suoi artisti e conduttori ed alcuni dei loro programmi non esitino a calpestarla diffondendo audio decontestualizzati, raccontando informazioni delicate e vicissitudini sula vita privata, familiare – dedicheremo spazio nel prossimo articolo sulla querela per diffamazione sporta anche nei confronti dell’albanese Romualdo S. vicino di casa della madre che rilasciò dichiarazioni false e diffamatorie davanti alla telecamera – di un giornalista, e,  addirittura provvedimenti disciplinari comminati – anche il Ministero Dell’Interno e’ stato indicato alle Procure a riferire chi siano le talpe o la talpa che hanno rilasciato false informazioni-.

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Cosa fa la disinformazione comica dei programmi di satira?

Crea mostri per alimentare audience, scoop – e fidelizzare un certo target di pubblico – invece di limitarsi con continenza ai fatti di interesse pubblico, – e questi non lo sono – senza riproporre quattro cinque puntate fotocopia riempendo ed inserendo tutto e più purché si parli e si sparli senza cognizione. Perché nessuna di queste aspiranti collaboratrici non ha mai querelato Enrico Sanchi per reati penali eventualmente commessi  entro i tre mesi dai fatti? Risposta semplice: perché la critica professionale non è un reato; pertanto non rimane che affidarsi allo show televisivo per ottenere due minuti di celebrità da postare sui social. Contrariamente, un Direttore deciso e determinato ad ottenere giustizia ha intrapreso le vie legali contro chi ha diffuso notizie false, diffamazione aggravata a mezzo stampa e social per ristabilire dignità e verità.

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La favola del compenso “8-10 euro” ad articolo tramite pagamenti PayPal

La mistificazione dell’informazione più grottesca riguarda i compensi a giornalisti e collaboratori: si è parlato di pagamenti irrisori tramite PayPal da parte del Direttore. La realtà è scritta nei bilanci e negli estratti conto: le società editoriali (prima Biemmecomm, ora Q Media) pagano ogni mese esclusivamente tramite regolari bonifici bancari a seguito di presentazione fattura o notula come appurato anche dalla Guardia di Finanza che abbiamo avuto l’onore di ricevere grazie alle pressioni mediatiche ed esposti. Le fatture caricate a sistema SDI (come quelle di Alice per consulenze SEO e assistente del Direttore ) ed i contratti formali di collaborazione firmati e depositati in amministrazione provano l’esistenza di un sistema trasparente, legale e amministrativamente tracciato.

Inchiesta Sanchi bonifici - Life&People MagazineIl Direttore non è entrato mai nella disamina della parte economica – comunicando eventualmente che la stessa la segue e concorda e contratualizza l’amministrazione – il suo ruolo è di controllo, scrittura ed editoriale. Chi parla di “promesse di pagamento digitale con PayPal” cosi come tesserini rilasciati a finti giornalisti deve produrre prove scritte e dimostrare la ricezione delle somme via PayPal, poiché la testata dispone solo di flussi bancari ufficiali che smentiscono categoricamente ogni pagamento non convenzionale attraverso circuiti informali.

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Fantomatiche assistenti del Direttore: Alice è esistita davvero ora c’è Clara

Altra narrazione distorta alimentata riguarda le figure delle assistenti del Direttore, dipinte quasi come entità fittizie create per “filtrare” o “ingannare”. La realtà documentale, ancora una volta, smentisce la satira: Alice P. non è un fantasma, ma una professionista reale le cui prestazioni come assistente e SEO specialist sono certificate da fatture regolarmente emesse e pagate da contratto di collaborazione depositato. Oggi quel ruolo è ricoperto da Clara F. La trasparenza di Life&People non si inchina a nickname o illazioni televisive, ma per codici SDI e i flussi bancari: Alice è esistita, ha lavorato ed è stata pagata tracciabilmente, così come avviene per ogni membro della redazione che rispetta i canoni di seniority e competenza richiesti.

Anna Martina L striscia la notizia Life&People MagazineIl malinteso e la disinformazione televisiva che avevano spinto l’Avvocato Piera C. a procedere con formale diffida verso la testata ed il suo Direttore sono stati chiariti tramite mail formale e telefonata di scuse intercorse con uno degli Avv. Life&People Mirko D.: Alice T. era una studente stagista e non doveva essere pagata, nessuno ha mai utilizzato il suo nome in modo improprio ed arbitrario, né la stessa ha mai svolto ruoli di segreteria e assistente editoriale non essendone all’altezza. Il riferimento al suo nome era semplicemente un “bug tecnico” – risolto dal SEO specialist della testata – rimasto nel biglietto da visita digitale incluso nelle mail aziendali; un refuso informatico privo di qualsiasi valenza operativa o contrattuale. Confondere l’operatività di una assistente di direzione con una “messa in scena” è solo l’ennesimo tentativo di trasformare una gestione aziendale solida in cronaca avanspettacolo.

 La verità non ha montaggio, sarcasmo o canzonatura 

Striscia la Notizia e quatto articoli irrilevanti hanno solo costruito una narrazione sfasata e condita, – sul “sentito dire”- , che mira a pungere e deridere cercando consensi, specialmente quelli di una rete malata. Impresa ancor più ardua quando si tentò di consegnare il tapiro al Direttore che a muso duro affrontò il buffo inviato – nonostante violasse unitamente ai due operatori della troupe la strada e area di proprietà privata – facendo volare la statuetta in retromarcia dal cofano di una delle sue auto – anche qui non vi è montaggio integrale in tv ma il fantastico taglia e cuci-.

Inchiesta Sanchi Diego T- Life&People Magazine

Life&People risponde da sempre con ironia, sorrisi, contratti tra le parti (che vietano espressamente l’uso di IA, chatgpt e plagio, pena la risoluzione ) e con valutazioni tecniche. La trasparenza di Enrico Sanchi ed i suoi fidati collaboratori risiede proprio nella tenacia, nella costanza, nel metterci l’immagine, nel dialogo e nell’incontro con le persone vere e professionali; altri perfetti sconosciuti preferiscono il bunker anche quando fissi un appuntamento in ufficio o in zoom call. La verità, emergerà quanto prima e, sarà ristabilita – grazie ad atti, prove, chat integrali, audio, sms, mail, documenti – dai fascicoli depositati in diverse Procure e nei testimoni indicati che vorremmo ascoltare in Tribunale davanti ad un Giudice, non nei tagli di un servizio televisivo o leggerli in articoli di insignificanti tiktoker.

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