A circa 20 km a nord di Parma, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi arreso al primato della bellezza: una geometria di bambù che racchiude, come un antico scrigno, il genio visionario di chi ha fatto dell’eleganza una missione di vita. Al Labirinto della Masone di Fontanellato il silenzio della natura si appresta a dialogare nuovamente con le voci della cultura contemporanea grazie alla rassegna Ora D’Arte 2026, un ciclo di quattro appuntamenti che, fino al 20 marzo, trasformerà il museo in un raffinato salotto intellettuale. Non sono semplici conferenze, ma vere e proprie epifanie estetiche, nate per preparare il terreno alla grande mostra primaverile dedicata a Erté, il maestro che ha tradotto il sogno dell’Art Déco in un linguaggio universale.

Ora D'Arte 2026 Labirinto della Masone - Life&People Magazine

Il Labirinto: l’utopia di bambù, cercatore di bellezza

Per comprendere il valore della rassegna Ora D’Arte, è necessario immergersi nella genesi del luogo che la ospita. Il Labirinto della Masone non è solo il più grande labirinto di bambù al mondo; è il testamento spirituale di Franco Maria Ricci (1937-2020), editore, designer e bibliofilo che ha dedicato l’intera esistenza alla “perfezione della forma”. Ricci, celebre per la sua rivista FMR (definita da Federico Fellini “la perla nera dell’editoria mondiale”), sognava di costruire un monumento alla conoscenza che fosse al contempo un omaggio al suo amico Jorge Luis Borges e una dimora per la sua straordinaria collezione d’arte. Il complesso, inaugurato nel 2015, ospita oltre cinquecento opere che spaziano dal Neoclassicismo al Novecento, riflettendo quel gusto eclettico e colto che ha sempre contraddistinto la produzione editoriale di Ricci. In questo contesto, l’arte non è una reliquia polverosa, ma una materia viva, capace di generare nuovi percorsi di pensiero.

Ora D'Arte 2026 Romani de Tirtoff - Life&People Magazine

Ora D’Arte 2026: viaggio nei decenni della modernità

La nuova edizione della rassegna sceglie di esplorare un periodo di fermento irripetibile: gli anni Venti e Trenta. Sono decenni “luminosi e contraddittori”, in cui le avanguardie smettono di essere solo esperimenti di nicchia per diventare costume, moda e musica. Curata da Elisa Rizzardi in collaborazione con la Fondazione Franco Maria Ricci, Ora D’Arte 2026 si configura come un percorso propedeutico alla mostra Erté. Lo stile è tutto, che aprirà i battenti il 28 marzo. Ogni venerdì, alle ore 18:00, il Museo si trasforma in un ambiente intimo, arredato con il design contemporaneo di Pedrali, per accogliere studiosi e appassionati. La conversazione diventa lo strumento per decriptare il fascino di Romain de Tirtoff (Erté), figura poliedrica che ha saputo fondere l’illustrazione di moda con la scenografia teatrale, diventando il simbolo stesso dell’Art Déco parigina e internazionale.

Il calendario: dalla rivoluzione del costume ai ritmi sincopati del jazz

Il programma si articola in quattro tappe tematiche che abbracciano l’intera gamma delle espressioni umane dell’epoca:

  • 20 Febbraio | Moda ed emancipazione: Sofia Gnoli inaugura il ciclo raccontando come, dopo la Grande Guerra, la donna sia entrata nella modernità attraverso abiti che erano manifesti di libertà. L’incontro sarà arricchito da una presentazione della cantina Freccianera, il cui legame storico con Ricci risale agli anni ’70.
  • 6 Marzo | Teatro e Danza: Luca Scarlini conduce il pubblico tra le luci dei Music Hall e le coreografie rivoluzionarie dei Ballets Russes. È qui che dimora l’anima di Erté, capace di trasformare il corpo umano in una scenografia vivente.
  • 13 Marzo | L’Invenzione dell’Art Déco: Valerio Terraroli, curatore della futura mostra, approfondisce la figura di Erté. Dalle tavole per Harper’s Bazaar alle scenografie hollywoodiane, emerge il ritratto di un artista che ha unito creatività e industria culturale.
  • 20 Marzo | La Diffusione del Jazz: Francesco Martinelli chiude la rassegna con un percorso sonoro e visivo. Il jazz, sbarcato in Europa dagli Stati Uniti, diventa il ritmo della modernità, capace di influenzare poeti e filosofi prima che i totalitarismi cercassero di spegnerne la vitalità.

Ora D'Arte 2026 Romain de Tirtoff - Life&People Magazine

Un’esperienza multisensoriale tra arte e aperitivo

Partecipare a Ora D’Arte significa abbracciare l’idea di cultura cara a Franco Maria Ricci: un piacere che coinvolge tutti i sensi. Al termine di ogni incontro, il momento della condivisione prosegue con un aperitivo curato dal Ristorante Bistrot “Il Labirinto by 12 Monaci”, accompagnato dalle bollicine Freccianera Franciacorta. È un invito a rallentare, a sedersi tra i bambù e a riscoprire la meraviglia della conoscenza. Un’ora d’arte per sfuggire alla banalità e abitare, anche solo per un istante, quell’universo di bellezza assoluta che Ricci ha saputo edificare nella pianura parmense.

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