Nella storia del design italiano, Gaetano Pesce appare un’irregolarità luminosa: la sua è una voce che non accetta la perfezione come destino, ma rivendica l’errore umano come verità estetica, politica e affettiva. Chiedersi  chi è Gaetano Pesce significa interrogarsi sul confine tra oggetto e manifesto, scoprendo nella sua filosofia un’estetica anti-seriale ed un’opera che diviene strumento attivo di critica consapevole. Il suo design non accetta quindi come valore fondante la levigatezza, ne incrina invece i bordi e mostra ciò che la produzione industriale tenta di cancellare.

Gaetano Pesce: biografia di un architetto e designer ribelle

Nato a La Spezia nel 1939, le sue origini si intrecciano con la cultura veneziana, città in cui si forma come architetto ed osservatore profondo del rapporto tra memoria e materia. Studia allo IUAV, con Carlo Scarpa come insegnante: invece di ereditarne la compostezza, ne assorbe la libertà poetica. Pesce si oppone presto all’idea che il design debba essere uguale e seriale. Il suo Organic Building a Osaka, costruito nel 1989, è manifesto vivente della sua filosofia; già negli anni Settanta infatti abbraccia la corrente dell’anti-design, un movimento che rompe gli schemi della produzione seriale e rivendica il diritto dell’oggetto di essere irriducibile.

architettura osaka vegetale - Life&People MagazineDopo il successo iniziale delle Up Series negli anni ’60, la storia di Gaetano Pesce subisce una svolta cruciale e, negli anni ’80, stabilisce la sua residenza principale a New York, pur mantenendo legami con Venezia e Parigi. Fino alla sua morte, avvenuta nel 2024, continua a produrre, ad esporre ed a insegnare, mantenendo viva la sua ricerca sull’irripetibilità e sul significato politico ed emozionale dell’oggetto quotidiano.

Il manifesto dell’errore umano e della memoria

Il fulcro della sua filosofia è celebrazione dell’imperfezione. Mentre il design va verso la perfezione industriale, Pesce eleva l’errore umano a cifra stilistica, sostenendo che ogni pezzo debba essere unico, un originale numerato. Il principio della fluidità nella materia prosegue poi nella creazione stessa degli oggetti, come evidente nella sua serie più celebre. La Up Series (1969), è manifesto perfetto di questa poetica. La poltrona, originariamente chiamata Up5, un corpo femminile ampio e accogliente, viene venduta insieme a un pouf rotondo, l’Up6, legato alla poltrona da una catena. L’oggetto simboleggia la condizione della donna imprigionata, trasmettendo un messaggio politico e una memoria sociale attraverso il design, un gesto che vuole innalzare il design a forma d’arte concettuale.

storia Gaetano Pesce design - Life&People MagazineLa sua iconografia è vasta e, oltre alla serie UP, sono emblematici il divano Tramonto a New York, prodotto da Cassina, il contenitore Anna Frank ed il portacenere Mano di Dio. Il progetto da lui ritenuto meno compreso, Sit Down, era una poltrona-divano stampata, un tentativo precoce di produzione in serie dove ogni pezzo era un originale pensato dall’architetto.

La storia dei materiali: resina e colori industriali.

Se il design del Novecento costruisce la sua nobiltà su materiali di pregio, Pesce sceglie l’opposto: lavora infatti con ciò che la cultura del design considera irrilevante, quindi polimeri, plastiche, resina poliuretanica. La resina è il suo medium d’elezione perché permette di governare la materia nel suo momento più vulnerabile e più vivo, quello della trasformazione. Colata, stratificata, iniettata, lasciata colare o solidificare imperfettamente, la resina non si ripete mai ed ogni oggetto può essere irripetibile e gestuale. Spesso i colori delle opere sono infatti saturi e violenti, esemplificandone un’intrinseca estetica anti-minimalista. In questo senso, la trasformazione di un materiale industriale in linguaggio unito ad una linea di disegno fluida è ciò che definisce Gaetano Pesce nell’arte contemporanea.

opere design pesce - Life&People Magazine

La poetica dell’incoerenza e la ricerca del non riconoscibile

Essere comodi non è un’opzione; l’idea stessa di stabilità lo annoia: la sua è una mente che si muove per contraddizioni e chi prova a definirlo trova solo frammenti, perché il designer rivendica il diritto all’incoerenza come forma suprema di libertà creativa. Questo slancio inquieto genera la sua fase più recente, dove l’obiettivo è dissolvere uno stile riconoscibile. Pesce vuole che chiunque attraversi una sua mostra creda di aver visto l’opera di molti autori diversi, in un paradosso intenzionale ed una dichiarazione contro l’idea stessa di firma.

gaetano pesce biografia - Life&People MagazineNell’era dell’algoritmo e dell’estetica perfettamente replicabile, l’opera di Gaetano Pesce appare come contrappeso necessario. Nel suo linguaggio estetico l’errore è la regola che permette l’esistenza personale del soggetto; i collezionisti che scelgono le sue opere infatti cercano una scheggia di tempo catturato nella resina delle sue creazioni. Scegliendo una sua creazione, si accoglie la vitalità dell’irregolare nello spazio, contro un silenzio levigato e diffuso nel panorama contemporaneo: un gesto estetico e profondamente morale.

 

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