Nel backstage dell’haute couture italiana si muove silenziosa una nuova passerella: quella digitale. Accanto a brand di lusso e shooting patinati, alcune modelle italiane hanno deciso di esplorare il mondo OnlyFans, trasformando pose eleganti e contenuti glamour in asset redditizi. Nessuna svolta hard, nessun contenuto esplicito: solo eleganza, corpo e strategia. È la moda che incontra il fintech e le indossatrici scelgono di monetizzare direttamente la propria immagine, senza intermediari e, soprattutto, senza filtri. I guadagni? A sei zeri, in alcuni casi. Un fenomeno che divide, incuriosisce e ridisegna la figura della modella contemporanea: non più solo musa silenziosa, ma anche imprenditrice digitale.
Alex Mucci: ingegnere fenomeno sei cifre
Alex Mucci, conosciuta anche come “Alexis”, vanta una laurea in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino prima di divenire volto noto sui social, con quasi dieci milioni di follower. Sul suo profilo OnlyFans, che prevede un abbonamento mensile tra 35 e 40 €, offre contenuti soft e glamour. Ha dichiarato guadagni tra 30.000 e 120.000 euro al mese, con la gestione autonoma di migliaia di chat quotidiane. In un’intervista ha definito la propria scelta come attività professionale, senza fronzoli etici:
«È ridicolo dover giustificare la propria scelta politica o artistica. Ci guadagno e basta».
La sua immagine si sposa con un marketing ben preciso: attenzione ingegneristica e appeal visivo, mix letale di precisione e seduzione consapevole.

Martina Vismara: glamour digitale, 20.000 euro al mese
Martina Vismara, originaria di Legnano e ventiduenne, oltre sette milioni di follower su Instagram, ha reso noti i bonifici da circa 20.000 euro al mese ricevuti grazie al suo profilo OnlyFans. Ha chiarito di non “vendere dignità”, ma di offrire contenuti fotografici professionali: lingerie di lusso, bikini da resort, set eleganti. Ha sottolineato che il suo lavoro non differisce poi molto da altre professioni, richiedendo organizzazione, strategia e gestione accurata del pubblico. Nel panorama italiano, rappresenta una combinazione di immagine mainstream e imprenditorialità digitale, capace di coniugare estetica e redditività in un mercato in continua espansione.

Francesca Brambilla: dalla televisione alla piattaforma privata
Volto noto della televisione italiana, Francesca Brambilla (ex “Bonas” di Avanti un Altro) ha sorpreso il pubblico annunciando la sua presenza su OnlyFans. La modella, seguitissima sui social, ha scelto una strategia comunicativa soft e selettiva, puntando su contenuti esclusivi dal taglio glamour. Nessuna dichiarazione pubblica sui guadagni, ma secondo stime online gli introiti si collocherebbero tra i 10.000 e i 30.000 euro mensili, in base al numero di abbonati e alle interazioni private. In una recente intervista, ha difeso la sua scelta parlando di libertà espressiva e controllo totale della propria immagine: una forma di empowerment in chiave digitale.

Eleonora Bertoli: estetica luxury e business plan
Eleonora Bertoli, modella e influencer con oltre un milione di follower, è un’altra figura che ha fatto di OnlyFans un’estensione del proprio brand visivo. I contenuti offerti sulla piattaforma mantengono un tono coerente con la sua immagine pubblica: raffinati, sensuali, mai spinti. Secondo quanto riportato da fonti del settore, i guadagni mensili supererebbero i 15.000 euro. La modella avrebbe affidato parte della gestione del suo profilo ad un team di professionisti, per garantire costanza e qualità nei contenuti, non ha mai nascosto l’aspetto commerciale della scelta: monetizzare direttamente il proprio capitale estetico, evitando intermediari e valorizzando ogni scatto. Una strategia che molti definirebbero “alta moda del digitale”.

Laura Lux: glamour soft, 30.000 dollari mensili
Laura Lux (nota come Darthlux) ha dichiarato guadagni pari a 30.000 dollari al mese, pur raccomandando cautela ai nuovi creator. In un’intervista ha spiegato:
«È durissimo lavoro… il mercato è sovraccarico, ma avevo già un seguito».
Il suo approccio è professionale: post quotidiani, chat one-to-one, orario d’ufficio e contenuti glamour, selezionati e mai espliciti. Un esempio di come la fidelizzazione e la qualità visiva possano creare profitto, senza scadere in contenuti hard. Una strategia efficace sostenuta da visibilità già consolidata su piattaforme classiche.
Le agenzie del glamour digitale
Le migliori modelle su OnlyFans si affidano ad agenzie specializzate che gestiscono ogni aspetto operativo della loro presenza online. In Italia, strutture come MYM Agency, OnlyFansRocket, PlugSocial e diverse boutique agency nate tra Milano e Roma offrono pacchetti completi: produzione fotografica, programmazione dei contenuti, gestione delle chat private e strategie di marketing. In cambio, trattengono una percentuale dei ricavi mensili, che può variare tra il 20% e il 40% a seconda dei servizi offerti. Per le modelle che non vogliono occuparsi della parte tecnica o promozionale è un compromesso funzionale. Alcune, come Eleonora Bertoli, scelgono collaborazioni selettive, mantenendo comunque il controllo dell’immagine e del tone of voice, in un mercato in cui l’immagine vale oro, la delega diventa un investimento. Dal fotografo freelance all’account manager, dalla stylist personale alla pianificazione editoriale: la passerella si trasforma in ufficio operativo.

Dove il digitale è haute couture: il caso americano
Mentre in Italia il fenomeno OnlyFans è ancora guardato con diffidenza dalle grandi maison, negli Stati Uniti è diventato parte integrante della strategia di branding per molte modelle e celebrity. Blac Chyna, Jem Wolfie e Tyga hanno trasformato la piattaforma in un’estensione del loro impero mediatico. Blac Chyna, in particolare, ha superato i 20 milioni di dollari di guadagno in un anno. L’approccio americano è meno pudico e più orientato alla performance imprenditoriale: si punta tutto sulla narrazione del self-made millionaire. La differenza sta nel contesto culturale: mentre in Italia OnlyFans viene ancora percepito come un azzardo per l’immagine, negli Stati Uniti è strumento di monetizzazione come un contratto con Netflix o un brand di make-up. Alcune agenzie di moda USA iniziano persino a guardare con favore chi porta engagement organico e conversioni reali. L’estetica digitale, là, è già haute couture.
Top model italiane? Nessuna svolta
Negli ultimi anni, modelle di spicco come Vittoria Ceretti o Eva Riccobono, grazie a copertine internazionali e campagne per brand lusso, non hanno aperto profili OnlyFans. Rimane una netta separazione tra alta moda tradizionale (che preserva l’immagine istituzionale) e la scelta digitale di monetizzare attraverso contenuti privati. Per ora la piattaforma resta appannaggio di modelle già forti sui social, disposte a sperimentare senza rinunciare al proprio posizionamento glamour.

Uno su mille ce la fa: i dati reali
Secondo un’indagine pubblicata nel 2024, solo l’1% dei creator su OnlyFans raccoglie oltre il 33% dei guadagni totali della piattaforma. La maggioranza (soprattutto coloro senza un seguito consolidato sui social) incassa cifre modeste, intorno ai 150 euro mensili. Le migliori modelle su OnlyFans di cui si parla fanno parte di quella élite ristretta in grado di generare profitti consistenti grazie a visibilità, cura dell’immagine e una community affezionata. Non si tratta di fortuna, ma di un lavoro di posizionamento, strategia e contenuti altamente selezionati: è l’imprenditoria estetica del XXI secolo.
Dietro l’obiettivo: agenzie, team e gestione del personaggio
Dopo l’avvento di Onlyfans, la figura della modella è cambiata: non si tratta più solo di apparire, ma di gestire. Molte delle professioniste citate si avvalgono di team che curano comunicazione, produzione dei contenuti, customer care. I messaggi privati? Spesso rispondono account manager o assistenti digitali. I contenuti? Vengono pianificati con software di scheduling, come in una redazione editoriale. L’estetica glamour è frutto di pianificazione, scelte editoriali e, spesso, di piccoli investimenti. Un dietro le quinte che ha poco a che fare con l’improvvisazione e molto con il marketing strutturato. Le sfilate si rincorrono tra Milano e Parigi, ma è sul saldo del conto che oggi si misura il vero successo di una modella: non più solo bellezza, ma business, bonifici e branding impeccabile.