Più corte, più leggere e con una gestione dell’energia che rivoluziona il modo di guidare. La stagione 2026 del campionato di Formula Uno riserva grosse novità: le auto saranno diverse, testate in gran segreto a Barcellona lo scorso gennaio, sotto l’occhio indiscreto delle telecamere nelle due sessioni di test in Bahrain, i team e piloti hanno iniziato a capire cosa significhi guidare una monoposto più leggera, più corta e con una gestione dell’energia molto più efficente rispetto al passato.
L’obiettivo della rivoluzione tecnica voluta dalla Fia
è doppio: rendere le auto più agili e meno dipendenti dall’aerodinamica in scia, e allo stesso tempo spingere le “power unit” ibride (introdotte nel 2014 in Formula 1) verso un equilibrio più marcato tra motore termico e componente elettrica, alimentando il tutto con carburanti sostenibili al 100%. La differenza immediata rispetto alle monoposto in pista fino al 2025 è geometrica.
Le nuove auto, infatti, sono più “compatte”: la larghezza massima scende da 2 a 1,9 metri, la lunghezza da 5,6 a 5 metri, e il passo massimo è accorciato, per ridurre le masse in movimento e rendere l’auto più reattiva nei cambi di direzione. Anche il peso minimo cala di 30 kg, arrivando a 768 kg pilota incluso (ma senza carburante): un risultato non banale, perché le batterie devono essere più prestazionali e sono, dunque, più ingombranti e pesanti, gli pneumatici più stretti offrono vantaggi dal lato resistenza aerodinamica e maneggevolezza.
Cambia la filosofia del carico
ridotto al minimo il cosiddetto effetto suolo (ossia la capacità del fondo dell’auto di accelerare l’aria che passa sotto la macchina, creando una depressione che la tiene incollata all’asfalto), ma con regole pensate per limitare l’aria “sporca” in uscita dal retrotreno e rendere dunque l’auto più guidabile. Sotto il cofano resta il V6 1.6 turbo ibrido, ma la power unit 2026 stravolge i suoi equilibri interni: la componente elettrica è più grande, fino a diventare comparabile, per contributo complessivo, a quella termica.
Questo significa avere necessità di acquisire più potenza dall’ERS (Energy Recovery System), quindi più energia da recuperare e, soprattutto, più gestione in tempo reale: non basta avere cavalli, bisogna “spendere” bene la propria batteria giro dopo giro. Sparisce inoltre la MGU-H (Motor Generator Unit – Heat), la parte più complessa e costosa della tipologia di ibrido precedente, legata al recupero di energia dal turbo; resta invece la MGU-K, capace di recuperare energia cinetica (la K sta per Kinetic) dalle frenate.
Il carburante diventa 100% sostenibile
Non è un dettaglio, perché impone specifiche chimiche, logistiche e di raffreddamento diverse, e influenza anche la strategia energetica complessiva dell’auto. In pista, il risultato atteso è quello di un’auto che sia più “viva” sotto il piede destro, quello dell’acceleratore, con fasi in cui spingere con l’elettrico e fasi in cui attendere la ricarica. Parola chiave: “Active Aero”: addio DRS come lo si conosceva (un’unica ala posteriore apribile in zone prestabilite della pista) e benvenuta aerodinamica attiva su ali anteriore e posteriore, con due assetti principali: in modalità “Curva” l’auto usa più carico per massimizzare l’aderenza mentre in modalità “Rettilineo” riduce l’incidenza per tagliare il drag e consumare meno energia.
Il secondo termine da ricordare è “Recharge”
fasi in cui la batteria si ricarica, non solo in frenata, ma anche con il cosiddetto “lift and coast” (rilascio anticipato dell’acceleratore) o con l’accelerazione parziale in tratti specifici, trasformando la guida in continuo bilanciamento tra velocità e autonomia elettrica.
Boost per sorpassi
Sul volante dei piloti inoltre due nuovi “bottoni” strategici: “Boost Mode” è la modalità che permette di scaricare la massima potenza disponibile in base alla carica della batteria, utile sia per attaccare sia per difendersi; “Overtake Mode” è invece la modalità sorpasso, attivabile quando si è a meno di un secondo da chi precede. Sarà una Formula 1 con meno trucchi aerodinamici e più gestione intelligente di energia capace di attrarre il pubblico più giovane.








