Un pigiama in città: così suona come un abbinamento pigro, eppure, osservando la tendenza con attenzione, si capisce che non c’è niente di casuale nella scelta di indossarlo. C’è infatti una soglia, nelle giornate di luglio, oltre la quale qualsiasi decisione di stile diventa un peso: tutto crolla sotto il calore impellente della stagione. Il dry pigiama in lino esiste precisamente per questo momento, – come visto nella sfilata Dolce e Gabbana della scorsa Primavera Estate – è una risposta ad un problema reale.
Come indossare il dry pigiama in lino?
Il pigiama lino è confine tra il completo coordinato sofisticato e l’insieme con cui si fa colazione il sabato mattina è sottilissimo e attraversarlo nella direzione sbagliata è più facile di quanto si pensi. La differenza la fanno tre elementi che vanno applicati insieme. Il primo è la costruzione del capo: un dry pigiama degno di questo nome ha una camicia con colletto strutturato, anche minimo e pantaloni con una caduta precisa.
Il secondo è il tessuto, visto che il lino deve avere una grammatura sufficiente a mantenere la forma anche dopo ore di utilizzo. Il terzo, quello che cambia tutto, è il modo in cui si porta; le maniche arrotolate fino al gomito sono forse il gesto tecnico più importante. I capelli, meglio se raccolti, magari con uno chignon destrutturato, eliminano ogni possibile ambiguità sull’intenzione dello sguardo, gli accessori metallici importanti fanno il resto.
Gli accessori che fanno la differenza
Nel contesto, l’accessorio metallico non è infatti un semplice dettaglio decorativo, ma la firma che sposta il codice di lettura dell’intero outfit da appena svegliata ala scelta consapevole di vestirsi così. È la stessa logica che governa il gioiello indossato su un look minimalista per cui più l’abito è semplice, più il gioiello deve avere peso visivo. Bottega Veneta ha costruito negli ultimi anni un’intera poetica attorno a questo principio utilizzando bracciali intrecciati in metallo grezzo su completi di lino naturale e orecchini voluminosi su silhouette fluide. Il risultato è quella qualità di presenza sofisticata senza essere costruita che il dry pyjama richiede e che senza accessori giusti non riesce a raggiungere. Ai piedi, il sandalo in pelle minimale è l’unica risposta corretta. Una fascia sottile, la suola piatta e con un tacco basso e largo non distraggono dalla fluidità complessiva del look.

I brand che seguono la filosofia fluida
Il completo coordinato in lino ha trovato i suoi interpreti più convincenti tra i brand che lavorano da anni sul concetto di guardaroba essenziale e di qualità dei materiali. Deiji Studios, brand australiano che ha costruito la propria identità esattamente su questo tipo di capo, propone completi in lino lavato con una palette dal bianco avorio al blu carta da zucchero: le coulisse sono elasticizzate e le camicie dal colletto morbidissimo si arrotolano senza creare volume eccessivo.
Tekla, noto principalmente per la biancheria da letto di altissima qualità, ha esteso la propria ricerca sui tessuti naturali a una linea di completi da giorno che mantiene tutta la coerenza estetica della casa madre. Anche Loro Piana ha incluso nella collezione estiva un completo in lino e seta con camicia boxy e pantalone a gamba larga, che rappresenta forse la versione più raffinata del dry pigiama sul mercato.

L’uniforme estiva per eccellenza
Ciò che rende il dry pigiama in lino così interessante come scelta di stagione non è solo il comfort, sebbene la sensazione fisica di avere addosso qualcosa di leggerissimo, che non tocca il corpo, che respira, sia in sé sufficiente a giustificarlo, quanto la pace mentale che garantisce. Scegliendo un completo coordinato si elimina una variabile, la mattina si apre l’armadio, si prende la camicia, si prendono i pantaloni, in’estate avere un’uniforme, che non tradisce mai, che richiede zero decisioni, è un lusso che non ha nulla da invidiare a nessun altro capo.








