Le luci del Teatro Ariston si abbassano per l’ultima volta, l’eco delle canzoni si fonde con il fruscio dei tessuti, la settantaseiesima edizione chiude il sipario celebrando la definitiva consacrazione della moda come co-protagonista assoluta della kermesse. Un luogo dove le sculture tessili di Balenciaga convivono con il fascino d’archivio di Giorgio Armani. I look della serata finale della 76esima edizione del Festival di Sanremo immergono lo spettatore in un mare di contrasti affascinanti, dove il rigore monastico del total black – che fa comunque da padrone – si scontra con l’opulenza di strascichi drammatici. I protagonisti sul palco abbandonano ogni incertezza, indossando abiti che fondono l’heritage storico con la sfrontatezza dei designer emergenti. Ancora una volta, tra interpretazioni classiche e provocatorie, il Festival ribadisce la sua vocazione di specchio dell‘eleganza contemporanea.

Look serata finale 76esima edizione Festival di Sanremo 2026
L’ingresso di Giorgia Cardinaletti segue il minimalismo chic, la giornalista che sceglie la maestria di Ermanno Scervino. Opta quindi per abiti couture in tulle ricamato con motivi azulejos ed una cascata di cristalli, completato da sabot in pizzo rebrodè; un’immagine eterea che lascia in seguito spazio ad una seconda creazione in creponne di seta nera, arricchita da volant e trasparenze studiate.

L’eleganza senza tempo diviene punto di forza assoluto di Laura Pausini, co-conduttrice, che oscilla tra certezze stilistiche e sperimentazioni audaci. Il suo bustier dress firmato Balenciaga, proviene dalla collezione Primavera-Estate 2026, si impone come capolavoro di scultura tessile, sebbene le variazioni d’abito successive stemperino leggermente l’impatto visivo iniziale. I gioielli sono creazioni Bvlgari, che illuminano gli outfit con eleganza.


Le regine indiscusse della serata: Levante, Arisa e Ditonellapiaga
L’apice dello stile lo raggiungono due artiste capaci di mantenere coerenza narrativa invidiabile. Levante sublima il suo percorso estetico all’insegna di una raffinatezza essenziale, calcando la scena con un tubino vintage firmato Giorgio Armani. Un capo che rievoca il fascino intellettuale e rigoroso delle iconiche passerelle di fine anni Novanta, illuminato da guanti velati brillantinati, calzature Gianvito Rossi e preziosi gioielli Damiani.
La sobrietà diviene l’arma che cattura l’attenzione. Arisa, quarta classificata, consolida questa rinascita d’immagine potente e magnetica. Fasciata in una creazione custom di Des Phemmes, abbina una canotta maschile a costine a un’imponente gonna in duchesse di seta nera. Il dettaglio che ruba la scena è il maxi fiocco posteriore, pronto a srotolarsi in uno strascico drammatico. Un contrasto sublime tra l’estetica daily del top e l’opulenza aristocratica della gonna.

Ditonellapiaga, medaglia di bronzo, trova una sua personale e vincente quadratura estetica, che sublima la sua evoluzione estetica. Dopo outfit divisivi, affida l’outfit della serata finale a Dsquared2, sfoggiando un abito strapless arricchito da maxi fiocco in velluto e gioielli Miluna; equilibrio tra volumi strutturati e delicatezza pienamente raggiunto.

Narrazioni in nero e colpi di scena cromatici
Il nero si conferma porto sicuro per le grandi occasioni, declinato in innumerevoli interpretazioni materiche. Serena Brancale commuove e affascina indossando un abito appartenuto alla madre scomparsa, trasformando il tessuto in puro tributo affettivo, una decisione densa di significato che trascende la pura apparenza.

Nel panorama maschile, il total black definisce i contorni di artisti come Fedez e Marco Masini, quinti classificati e vincitori del premio per il miglior testo, e Fulminacci in Ami Paris, che prediligono una sartorialità asciutta e contemporanea. Anche Francesco Renga conclude la sua ultima esibizione in tonalità profonde, in un completo blu notte firmato Canali dai tocchi luminosi.


Carlo Conti alterna invece il nero ed il bianco, ad esemplificare un’estetica classica tipica del Festival grazie agli abiti di STEFANO RICCI. A rompere gli schemi interviene Sayf, secondo sul podio, che illumina l’Ariston con un completo Moschino bianco capace di sovvertire la palette dominante.


Icone senza tempo e ospiti VIP
Il palco sanremese si illumina di un’allure eterna quando la scena viene catturata da vere e proprie leggende. Patty Pravo impartisce una lezione di divismo puro, avvolta in una creazione di Simone Folco e tempestata di scintillanti gioielli Bvlgari. La sua presenza scenica riafferma il potere di un’estetica profondamente teatrale e radicata nella storia del costume.
Quota di classe garantita anche dagli ospiti d’onore della serata: Andrea Bocelli e la moglie Veronica incantano la platea con un’immagine coordinata di assoluto prestigio, in cui la sartoria maschile impeccabile dialoga alla perfezione con la grazia sofisticata dell’abito da sera femminile.
Sul fronte opposto, Elettra Lamborghini osa con una scultura indossabile firmata Rahul Mishra, un’opera d’arte tridimensionale che sfiora l’overload visivo, ribadendo la sua vocazione alla spettacolarità pura.

Il vincitore Sal Da Vinci: nuovo capitolo glamour
Mentre l’eco degli applausi si dissolve, il trionfo musicale di Sal Da Vinci chiude il cerchio di questa magnifica edizione; la vittoria del cantautore – impreziosita dai bagliori di Gioielli del Sole, blazer bianco Emanuel Ungaro, maxi fiocco al collo e anelli di diamanti – suggella un evento sospeso tra bel canto ed avanguardia visiva.. Il protagonista di questo Festival è lui, grazie al brano in gara ed al balletto virale che lo accompagna, conquista pubblico e vince.

Con lo sguardo già rivolto al futuro e l’annuncio di Stefano De Martino alla guida del Festival del prossimo anno, la moda archivia temporaneamente i suoi preziosi bozzetti. Cala il sipario sull’Ariston si spengono i riflettori, si cristallizza un’estetica che diventa identità.
