Nella quinta stagione di Stranger Things, la musica è una corrente di emozioni che scorre parallela all’azione e che spesso rivela ciò che i personaggi non riescono a dire. A fare da filo rosso, come sempre, ci sono le canzoni più iconiche degli Anni ‘80, un repertorio che la serie continua ad utilizzare con cura maniacale. Nelle mani dei fratelli Duffer, ideatori e registi degli episodi, le colonne sonore diventano la congiunzione tra la normalità quotidiana della città di Hawkins e l’oscurità del Sottosopra; un modo per ricordare agli spettatori che, dietro mostri e portali, restano i sentimenti più semplici: paura, speranza, amicizia, perdita. Attraverso le note del passato, spesso più che attraverso i dialoghi, la stagione finale della serie tv che ha visto esplodere il talento di Millie Bobby Brown costruisce il suo ritmo emotivo.

canzoni iconiche anni 80 - Life&People Magazine

“Rockin’ Robin” di Michael Jackson

Ad aprire il ventaglio musicale è la hit “Rockin’ Robin”, brano sorprendentemente leggero per una stagione così cupa. La sua presenza dissonante rispetto alla tensione che incombe funge da metafora: il respiro prima dell’immersione. La voce fresca di un giovanissimo Michael Jackson ricorda agli spettatori un’America più innocente, fatta di biciclette e sogni estivi; un contrasto che rende ancora più dolorosa la perdita di tranquillità che i protagonisti affrontano.

“Pretty in Pink” – The Psychedelic Furs

Con questa canzone, Stranger Things torna alla sua radice più autentica: gli anni ’80 come periodo di desideri confusi e identità in costruzione. Il brano, con il suo caratteristico timbro new wave, compare in momenti che richiamano l’adolescenza dei protagonisti e accompagna quelle rare scene di normalità. La sua melodia leggermente malinconica racconta alla perfezione quella fase della vita in cui si cerca di capire il proprio posto, mentre intorno tutto cambia troppo in fretta.

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“I Think We’re Alone Now” di Tiffany

Nella quinta stagione, “I Think We’re Alone Now” assume una funzione quasi protettiva. È una canzone che parla della sensazione di essere isolati anche quando si è circondati da persone, un tema che colpisce diversi personaggi in momenti cruciali. La voce dolce di Tiffany diventa la colonna sonora di fragilità e paure taciute. Questa ballad, che unisce malinconia e tenerezza, è ideale per raccontare la solitudine dolceamara dell’adolescenza.

“Fernando” degli ABBA

Questa canzone risuona in una scena cruciale che spezza la calma apparente della famiglia Wheeler, amplificando il contrasto tra la melodia calda e la tensione crescente. Il brano diventa una lente attraverso cui osservare i personaggi, costretti a confrontarsi con la verità e a misurare il peso delle proprie scelte. È il momento di affrontare ciò che hanno perso, con la consapevolezza che questa musica non accompagnerà i loro passi per sempre.

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“Upside Down” di Diana Ross

L’inserimento di “Upside Down” è una delle scelte musicali più intelligenti. La traccia, elegante e vibrante, porta con sé un’ironia implicita: mentre Diana Ross canta di un mondo che ruota al contrario, gli abitanti di Hawkins si trovano letteralmente intrappolati tra due dimensioni. L’energia funk del brano, apparentemente spensierata, diventa allora il controcanto perfetto per una trama che continua a ribaltare ogni certezza.

“Oh Yeah” di Yello

Con il suo sound ipnotico, questa melodia infonde inquietudine fin dal primo ascolto. “Oh Yeah” funziona nei momenti di attesa, quando l’azione sembra sul punto di esplodere. Il brano possiede un’estetica scura, molto diversa dalla leggerezza pop degli altri pezzi. La sua presenza accentua la sensazione di trovarsi sull’orlo di un precipizio, figurativamente parlando.

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“Sh-Boom” – The Chords

Quando compare “Sh-Boom”, Stranger Things compie un salto temporale all’indietro, evocando un’America ancora più lontana. Il doo-wop caldo e ricco di armonie vocali crea un contrasto voluto con il clima di angoscia che domina la stagione. È una parentesi affettuosa, un piccolo pezzo di mondo perduto che suggerisce il ricordo nostalgico di tempi più semplici, prima che il Sottosopra lasciasse la sua impronta definitiva.

“Running Up That Hill” di Kate Bush

A regnare sovrana tra le canzoni Anni ‘80 più iconiche della serie tv c’è lei, “Running Up That Hill”. Pur essendo esploso nella stagione precedente, il brano continua ad essere un simbolo anche nella quinta. La voce di Kate Bush ritorna come un’eco che riemerge nei momenti più intimi legati a Max e al trauma che porta con sé. La canzone parla di dolore, di un “patto” immaginario per sfuggire alla sofferenza. È una colonna sonora che unisce disperazione e speranza. Con lei, la musica diventa un personaggio vivo, capace di salvare e unire. Il brano ha superato tutte le altre canzoni della serie televisiva in termini di impatto emotivo e popolarità, diventando un fenomeno globale. Ad oggi, si aggiudica il ruolo di vero e proprio inno di Stranger Things, simbolo di resistenza e coraggio, che rimarrà legato per sempre all’universo della serie.

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Contro il buio non bastano le armi o la speranza: serve qualcosa che ricordi a tutti perché valga la pena lottare, come valori solidi, ideali condivisi e relazioni da proteggere. Così, ancora una volta, la musica assume questo ruolo, inglobando quei valori e indicando la strada da seguire.

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