Un  racconto che si muove tra mistero e rivelazione, leggerezza e forza. Capi che definiscono una nuova identità femminile attraverso silhouette fluide e contrasti, la collezione Elisabetta Franchi Primavera Estate 2026 è un manifesto che fonde storia, leggenda e moda in un unico e potente racconto visivo. La stilista sceglie Palazzo Acerbi – una perla del ‘600 nota come “Casa del Diavolo”- come location affascinata dall’aura di mistero che aleggia nel palazzo in stile barocco.

Il palcoscenico dei contrasti: la collezione Elisabetta Franchi Primavera Estate 2026

Leggenda narra che il Marchese Ludovico Acerbi organizzasse feste sfarzose durante la peste del 1630 e rendesse immune chiunque gli stesse accanto, alimentando la diceria che Satana vivesse nel palazzo. Proprio per questo motivo la location diviene parte integrante del racconto: la collezione si muove tra luce e ombra, esplorando la dualità della natura umana, la femminilità delicata incontra qui il suo lato più seducente in un gioco di contrasti con neon rosa in passerella.

Elisabetta Franchi Primavera Estate 2026 - Life&People Magazine

Silhouette fluide: inno al movimento

La collezione si afferma come inno all’emancipazione risaltando una donna che non chiede, ma domina la scena. La silhouette è rigorosamente coerente, definita da capi che liberano il corpo, accarezzandolo senza mai costringerlo. È proprio questa fluidità che controbilancia con maestria la mascolinità dei capispalla sartoriali, dove i blazer si impongono con spalle esasperate in netto contrasto con la leggerezza dei pantaloni capri dei tailleur. Il trench oversize è simbolo definitivo di questa dualità: una sintesi perfetta tra l’esigenza di funzionalità e il potere inequivocabile della seduzione.

Elisabetta Franchi Primavera Estate 2026 - Life&People Magazine

Il movimento è la vera ossessione della collezione, evidenziato dalle frange che divengono protagoniste. Realizzate in tripolino, pelle e organza leggerissima, scendono libere o si intrecciano audacemente nei tagli dei capi. L’organza stessa si apre in volumi eterei, impalpabili come piume; una ricerca del movimento rafforzata poi dai drappeggi in jersey e dagli inserti in tulle, che creano sofisticati giochi di trasparenze. Le lavorazioni esaltano la materia, per questo spiccano reti di perline cucite a mano, o l’effetto pelle di struzzo sul satin e il denim sdrucito e lacerato, tutti elementi che amplificano l’idea di leggerezza e di continua evoluzione della collezione.

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Palette e identità femminile

La palette cromatica è un gioco di contrasti deliberato: i toni classici della maison, come il nero, il burro e il nude, si alternano ad un femminile rosa boudoir e a sfumature calde e terrose come cacao e argilla. Gli accessori usati per amplificare il messaggio di carattere; grandi bijoux in oro giallo e bracciali in metallo si aggiungono con decisione ai look, completandone una rinnovata sicurezza. Le borse invece riequilibrano questo rigore, presentate su silhouette fluide che spaziano dalla versione mini alla maxi.

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Il messaggio che emerge dalla passerella di Elisabetta Franchi è forte e chiaro, sintetizzato dalle parole che la designer usa per descrivere il suo ideale di donna: femminilità, seduzione, determinazione, forza, evoluzione; una donna magnetica e sicura di sé, domina la scena.

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