Dopo undici giorni di proiezioni, dibattiti ed un’ondata di emozioni, cala il sipario sull’82esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. A condurre la serata finale, l’attrice Emanuela Fanelli che annuncia i vincitori, e, un Leone d’Oro che ha sorpreso. A trionfare è il regista americano Jim Jarmusch, con il film “Father Mother Sister Brother”. Vittoria inaspettata per il regista, che celebra una profonda risignificazione tematica nel mondo cinematografico contemporaneo. Il vincitore del Leone d’oro rappresenta, con la sua opera, diverse gradazioni delle fragilità umane, e così accade anche per gli altri premi che hanno segnato il Festival del Cinema di Venezia. Quest’anno si è premiato il cinema che non teme di affrontare le mutazioni sociali, i conflitti più intimi ed i sentimenti più profondi.
Leone d’Oro 82: vince un film di silenzi e fragilità
La storia di Jim Jarmusch, pilastro del cinema indipendente americano, si arricchisce di un nuovo capitolo con la vittoria del massimo riconoscimento veneziano. Father Mother Sister Brother è un film audace e poetico, costruito su un trittico di storie che esplorano gli scricchiolanti, e spesso fragili, legami tra genitori e figli adulti e tra fratelli. Tre i capitoli, ambientati nel presente, e ciascuno in un paese diverso: New Jersey, Dublino e Parigi.
Attraverso ritratti intimi e osservati senza giudizio, il film intreccia la commedia con sottili momenti di malinconia, comunicando con un silenzio che è spesso più assordante delle parole. La giuria presieduta da Alexander Payne ha premiato una visione che, come ha sottolineato Jarmusch nel suo discorso di ringraziamento, celebra la diversità del linguaggio cinematografico. Il vincitore del Leone d’Oro, con un film che non era il favorito della vigilia del Festival, ha dimostrato il coraggio di una giuria capace di premiare un’opera radicale e non convenzionale, un’arte che non deve per forza parlare di politica per essere politica.
I premi italiani e il cinema come atto politico
Il Festival di Venezia è stato anche una grande vetrina per il cinema italiano. La Coppa Volpi come Miglior Interprete Maschile è andata ad un emozionato Toni Servillo per la sua intensa performance nel film La Grazia di Paolo Sorrentino. Servillo ha ritirato il premio enunciando un discorso toccante. Ha unito la felicità per il riconoscimento ad un forte appello per la fine dei conflitti e in particolare del conflitto israelo-palestinese; un gesto che ha trasformato il suo premio in simbolo di denuncia.
Grande soddisfazione anche per Gianfranco Rosi, che si è aggiudicato il Premio Speciale della Giuria per il suo documentario in bianco e nero “Sotto le nuvole”, un’opera che racconta Napoli in modo inedito, tra realismo e poesia. Tra le sorprese, Benedetta Porcaroli premiata come Miglior Attrice nella sezione Orizzonti con “Il rapimento di Arabella”. Nel suo discorso, che ha voluto dedicare il premio agli amici della Flottilia, ha dimostrato come il cinema possa, e debba, essere una piattaforma per l’umanità e l’impegno sociale.
Gli altri premi e le voci dal mondo
La cerimonia di chiusura ha premiato altre eccellenze del cinema internazionale. Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria è stato assegnato a The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania. Visibilmente emozionata, la regista ha dedicato il premio alla Mezzaluna palestinese e a tutti coloro che rischiano la vita per salvare vite a Gaza, affermando che il cinema può conservare le voci di chi non trova risposta.
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile è andata a Xin Zhilei per il suo ruolo nel film cinese Ri gua zhong tian. L’attrice ha espresso la sua gioia ed il suo orgoglio per aver rappresentato il cinema cinese sul palco di Venezia. Tra gli altri premi, il Premio speciale per la regia è stato assegnato a Benny Safdie per The Smashing Machine, con pratogonista Dwayne Johnson, mentre il Premio per la migliore sceneggiatura è andato a Valérie Donzelli e Gilles Marchand per À pied d’œuvre.
In un momento di profonda crisi e di messa in discussione dei valori, l’82esima edizione del Festival di Venezia ha dimostrato, ancora una volta, come il cinema possa superare il suo ruolo di semplice intrattenimento. Tramite trame che si intrecciano alle nostre emozioni più profonde, il cinema di Venezia esprime la propria forza narrativa sempre contemporanea. Il vincitore del leone d’oro Venezia Jim Jarmusch, i discorsi dei premiati, ed una spiccata attenzione ai temi sociali, hanno reso poi l’evento un palcoscenico per l’arte, la libertà creativa e l’empatia. I premi sono stati riconoscimenti per un lavoro cinematografico, ma soprattutto un’affermazione del ruolo del cinema come atto di resistenza, memoria e speranza.