La zucca è un ingrediente di uso molto comune nella cucina italiana: da nord a sud del nostro paese, possiamo trovare ricette di ogni genere. Zuppe, risotti, tortelli di diverse forme e grandezze, contorni o ripieni per arrosti e polpettoni: ce n’è per tutti i gusti e tutte le voglie di mettersi ai fornelli. Composta per circa il 90% di acqua, la zucca sazia ma apporta poche calorie al corpo umano, pur scaldando stomaco e anima con la sua bontà e con un gusto che è così peculiare da non saperlo descrivere in maniera precisa.
Un po’ dolce, un po’ umami, la zucca è davvero versatile e, a testimonianza di ciò possiamo trovare molti modi per cucinare la zucca nelle cucine di tutto il mondo. Così come è arrivata in Europa alla fine del XV Secolo, la zucca esportata in Africa e in Asia, conquista non solo i terreni coltivabili ma guadagna anche un posto in prima fila nelle ricette tradizionali di paesi che, più diversi di così, non potrebbero essere.
Portare a tavola un po’ di mondo: la zucca negli Stati Uniti, la Pumpkin Pie e l’atmosfera del Thanksgiving
Il primo momento dell’anno a cui si pensa immaginando la zucca è Halloween, seguito a ruota da quel Giorno del Ringraziamento – o Thanksgiving – del quale si parla sempre di più anche nel Vecchio Continente. Sicuramente, la seconda tradizione, legata alla storia degli Stati Uniti, è un momento autunnale perfetto per portare in tavola qualcosa che sappia di zucca.
Tra i modi per cucinare la zucca, tipici degli Stati Uniti c’è la preparazione della Pumpin Pie. La ricetta è perfetta per chi vuole utilizzare la zucca come elemento da addolcire. Questo dessert è molto facile da preparare, con l’unica discriminante di tempi un po’ lunghi per cucinare la zucca. Il sapore di quel frutto tipico della terra americana è reso unico dall’aggiunta di cannella, zucchero, noce moscata e chiodi di garofano, tutte spezie che i Padri Pellegrini portarono con loro dall’Europa e che seppero dosare per impreziosire questo strano e panciuto ingrediente locale, dal sapore un po’ dolce e un po’ salato.
La zucca in Giappone: il Kabocha Nimono, sapore che racconta la famiglia
Il Kabocha Nimono è un ottimo modo per cucinare la zucca e per portare a tavola un po’ di quel Giappone di cui si parla davvero troppo poco. Sushi, Sashimi, Nigiri e Tonkatsu sono piatti che, ormai, sentiamo nominare di frequente, anche e soprattutto nelle grandi città italiane. Poche volte, però, compare sui menù dei ristoranti giapponesi qualcosa si intimo e famigliare come il Kabocha Nimono, una pietanza racconta perfettamente quelle giornate d’autunno in cui si ama stare a casa con la famiglia, raccolti in momenti belli e speciali.
Nimono è la parola giapponese che si usa per le preparazioni lente. Se dovessi scegliere qualcosa di italiano che potesse somigliare al Nimono, potremmo pensare a un brasato o alla preparazione di uno stracotto. La Kabocha è una zucca tipica del Giappone, introdotta nel paese dai portoghesi nel XVI Secolo e divenuta, successivamente, una coltivazione endemica, soprattutto dell’isola di Hokkaido, nel nord del paese. Hokkaido ha una gastronomia tipica davvero speciale e la kabocha ne è spesso protagonista.
Questo piatto è un ottimo rappresentante per spiegare cosa sia l’umami, quel sapore dove troviamo un bilanciamento totale tra il sapido e il dolce e che, soprattutto, potrebbe essere descritto con le stesse parole che Proust ha usato per la sua madeleine. Non esiste una ricetta unica per il Kabocha Nimono: il buono di questo modo per preparare la zucca è proprio il genere di ricordo che riporta alla mente, quel qualcosa che sembra riportarci dentro l’abbraccio di una mamma, di una nonna.
La zucca in Marocco: Tajine con zucca e ceci, il ritmo di un paese
Se dovessimo chiudere gli occhi e ci chiedessero di immaginare il Marocco, la nostra mente disegnerebbe un quadro che sappia riunire colori caldi, un tocco di vento, il procedere lento e ritmato di un cammello nel deserto e tutto il profumo di spezie diverse che si mescolano tra loro. Tra i modi per cucinare la zucca, ce n’è uno che ci porta proprio in Marocco e che trasforma in gusto la sinestesia che la nostra mente ha immaginato: si tratta della Tajine con zucca e ceci, un piatto vegetariano che porta proprio le atmosfere di Casablanca e Marrakech sulle nostre tavole.
Cannella, cumino, zenzero e chiodi di garofano sono protagonisti della base, nella quale sono cotti a lungo sia i ceci che la zucca. Questo permette ai legumi e all’ortaggio dal colore arancio intenso di assorbire questo mix di spezie che, al solo sentore, è capace di portarci nella Medina di Marrakech. Il piatto prende il nome, ovviamente, dalla tipica pentola marocchina di terracotta, fondamentale affinché tutto si cuocia lentamente e nel modo giusto. Tra i modi per preparare la zucca, questo è forse il più profumato: anche la vostra casa ne beneficerà.








