Firenze ha trasformato gli spazi industriali della Stazione Leopolda in un santuario sotterraneo dove l’aria diventa materia densa, carica di storie, molecole ed emozioni primordiali. È qui che hanno preso vita le novità Pitti Fragranze: dall’11 al 13 settembre, la ventiquattresima edizione della manifestazione ha accolto oltre 260 marchi internazionali attorno a una parola guida che risuona come un imperativo etico prima ancora che estetico: CURA. Un’idea visiva potente, sintetizzata dal tratto di Alessandro Gori che ha posto al centro l’iris, fiore nobile dal rizoma racchiuso e paziente, capace di rivelare la sua forza con il passare del tempo. Curare il profumo significa proteggere la lentezza della sua creazione, rispettare la purezza della materia prima e riscoprire la dimensione intima dell’incontro tra il succo invisibile e la pelle di chi lo sceglie.

Visioni d’autore, architetture e passaggi di testimone
Tra le navate della fiera il concetto di cura si declina in forme inattese. Il debutto di Niccolò Pasqualetti nel territorio dei profumi d’autore rappresenta uno dei momenti di più forte contaminazione tra moda e architettura olfattiva. Il designer, già protagonista a Pitti Uomo, ha orchestrato un’installazione visiva in grado di riflettere la sua ricerca sulle forme fluide e sulle materie organiche. Parallela ha scorso la vivacità dell’area Code Korea@Fragranze, nata in sinergia con la Korea Creative Content Agency per mostrare il punto di fusione tra il rigore della ricerca cosmetica asiatica e la sensibilità visiva del design contemporaneo.
Sul fronte dell’eccellenza fiorentina, la manifestazione assiste anche a un significativo passaggio generazionale all’interno della Maison Lorenzo Villoresi. La casa fiorentina presenta Vol d’Abaris, un’Eau de Parfum che segna l’esordio creativo di Alessandro Villoresi in stretta collaborazione con il padre Lorenzo. Dopo un percorso di formazione a Grasse incentrato sulle materie prime, il giovane naso trae ispirazione dal mito di Abaris, il prescelto di Apollo che vola su una freccia d’oro portando bellezza e poesia. La fragranza eleva un estratto purissimo di vaniglia avvolgendolo con toni cipriati, fiori rari e musk, creando una scia dorata che rinnova l’indipendenza artistica e l’artigianalità della maison.
L’apertura dei lavori ha firmato un manifesto emozionale del materiale grezzo curato da Mane, mentre Meo Fusciuni ha lanciato “L’Istituto dell’Odore”, una riflessione post-industriale sulla necessità di rieducare le nostre percezioni quotidiane. Grande attesa accompagna il ritorno di Daniela Andrier, nominata Master of Fragrance, che ha svelato in anteprima assoluta la sua maison personale attraverso sei composizioni di straordinaria nitidezza. Il viaggio tra i saperi artigianali ha celebrato inoltre i quarant’anni di carriera di Laura Bosetti Tonatto, mentre i giganti della composizione come Givaudan hanno approfondito il valore del profumo come tessuto connettivo e collante sociale.

Il tempo sospeso di WA:IT e il debutto fiorentino di Accordi Olfattivi
La ricerca dell’equilibrio interiore guida WA:IT nel lancio del suo sesto capitolo, battezzato MA. La fondatrice Raffaella Grisa concepisce la composizione non come un aroma volto a riempire lo spazio, ma come un’architettura trasparente capace di aprirlo. MA incarna il concetto giapponese di pausa tra i pensieri. Il profumo si svela attraverso la lucidità iniziale di bergamotto, lavanda e menta, evolve in un cuore contemplativo di legno di hinoki, gelsomino sambac e cipresso, per poi chiudersi in un abbraccio caldo di sandalo, benzoino, tabacco e muschi bianchi. Questo integratore olfattivo™ porta con sé la certificazione di un’impronta produttiva Carbon Negative, confermando l’impegno sostenibile del marchio.
Accordi Olfattivi Firenze segna uno dei debutti più interessanti del salone. Il brand indipendente, creato dal naso Ilaria Rosmarino, traduce l’anima della Toscana attraverso boccette rifinite da candide etichette in pelle e decoranti d’oro con l’iris intrecciato alla chiave di violino. La trilogia esordisce con Alba di Boboli, un Extrait de Parfum al venticinque per cento che miscela tea oolong, angelica e sale marino a note floreali di caprifoglio rese sapide da un tocco umami, prima di adagiarsi su un accordo chypre e assoluta di lana. Vento di Fiesole evoca la brezza delle colline fiorentine intrecciando aldeidi, papavero, cipresso e un fondo intenso di tabacco toscano. Infine, Luce de’ Lungarni riproduce i riflessi del tramonto sull’Arno facendo dialogare il limone e il lentisco con un cuore denso di lavanda e immortelle, sostenuto da legni cremosi e tonka.

La divinizzazione del sé e la consapevolezza di Narcissistic Iris
In perfetta armonia con il simbolo dell’iris che guida questa edizione, si inserisce l’identità olfattiva di Narcissistic Iris, un’opera che esplora la divinizzazione del sé e la linea sottile tra l’unicità e l’illusione. Al centro della composizione spicca il contrasto non floreale tra la fredda e maestosa purità dell’iris italiano e la sfaccettatura verde e animalica del narciso francese. Intorno a questa illusione si sviluppa un rituale sacro scandito da quattro nuvole resinose di stirace, olibano, elemi e labdano, accese dalle spezie del cardamomo e rinfrescate da scie balsamiche di eucalipto. Le fondamenta si radicano in un tempio monumentale di oud, cypriol e legno di cedro. Creata con un profondo impegno verso la sostenibilità e l’uso di note naturali certificate, la fragranza nasce con un preciso intento sociale: diffondere consapevolezza sul Disturbo Narcisistico di Personalità.

Le nuove frontiere selezionate da Olfattorio Bar à Parfums
Il percorso di ricerca trova una cassa di risonanza fondamentale nella selezione curata da Olfattorio Bar à Parfums, storicamente dedita a portare in Italia l’eccellenza della profumeria d’autore. Il tema della fiera si sposa con la visione del distributore, che considera ogni fragranza la sintesi di un incontro irripetibile tra la materia, la visione del creatore e l’epidermide del collezionista.
La punta di diamante di questo percorso si identifica in Initio Parfums Privés con il debutto di Oud for Grace. Inserito nella Black Gold Project, il profumo libera l’oud dalle sue strutture tradizionali più pesanti per reinterpretarlo come una forza spirituale luminosa, incentrata sull’equilibrio emotivo e sulla trasformazione interiore.
L’esplorazione dei marchi internazionali distribuiti mostra sfaccettature profondamente eterogenee: ānti celebra la forza mitica femminile con Kleopatra. Obvious persegue la purezza dell’essenziale attraverso Une Amande. Fragrance du Bois spinge la ricerca verso frutti proibiti e legni preziosi con Forbidden Plum. Atelier Materi consacra la sua Rose Palezia alla materia floreale pura. Ella K prosegue il suo taccuino di viaggio olfattivo con le memorie d’oriente di Myrrh K. Philly & Phill introduce la White Collection, una riflessione sulla trasparenza e sulla luce. L’itinerario si completa infine tra la forza vulcanica di Obsidian Gold di Fabbrica della Musa, lo stile concettuale di Studio Particulier firmato What We Do Is Secret, le atmosfere costiere di Bon Bon d’Azur di Véronique Gabai e l’energia viscerale di Heat firmata Akro. Un mosaico di visioni che conferma Firenze come la capitale indiscutibile delle nuove geografie olfattive.

L’epos di Etat Libre D’orange e le sfaccettature d’autore
Tra i progetti più spiazzanti presentati in questa edizione spicca Uruk Chronicles della maison parigina Etat Libre D’Orange. La fragranza costruisce un ponte olfattivo con la primordiale Mesopotamia, celebrando l’epopea del re Gilgamesh. La piramide olfattiva si apre con una combinazione quasi edonistica dove la dolcezza succosa della fragola incontra la brillantezza del mandarino e l’innovazione della molecola Ebelia™. Il cuore svela una tensione nobile tra lo zafferano dorato, il fiore d’iris e la freschezza croccante di Pomarose™. Il fondo si radica nella terra e nel mito grazie alla potenza oscura del cypriol, del legno di cedro e delle sfaccettature tostate della fava tonka.
Nicolaï Parfumeur-Créateur porta a Firenze due capitoli diametralmente opposti. Da un lato, la fondatrice e Master Perfumer Patricia de Nicolaï svela Patchouli Spirit, un’interpretazione ambrata, liquorosa e solare del celebre ingrediente, che esalta il lato caldo del patchouli combinandolo con essenza di angelica, incenso, ambra e vaniglia cremosa. Dall’altro, la maison conferma la sua esplorazione dell’universo dell’infanzia e della delicatezza con Petit Ange, un’Eau de Senteur concepita come una carezza impalpabile e adatto anche ai neonati perché totalmente sicuro, alcool free e anallergico.
L’Atelier 100Bon sorprende con Musc & Héliotrope, opera firmata dal naso Serge de Oliveira. La fragranza rievoca la freschezza rigenerante delle lenzuola di lino stese al sole tra la Provenza e il Mediterraneo. La testa balsamica di menta, bergamotto e arancia scivola verso un cuore soffice di fiore di cotone, violetta e lavanda, per poi adagiarsi su un fondo di muschio bianco, vaniglia e un tocco di patchouli.








