C’è un’alchimia segreta che lega la terra al cielo, e che in certi luoghi si manifesta con una potenza quasi mistica. A metà strada tra la Laguna di Venezia, con i suoi riflessi d’oro e la sua storia millenaria, e la grandezza imponente delle Dolomiti, Patrimonio UNESCO che sfida il tempo, si estende una distesa di colline come onde verdi, scolpite dalla mano paziente dell’uomo. È qui che ha luogo l’epopea del Valdobbiadene, una storia, un racconto fatto di vitigni e di passione.

Storia vino Valdobbiadene DOCG - Life&People Magazine

Valdobbiadene DOCG: non una semplice cronaca di agricoltura

La Valdobbiadene è l’affresco di una civiltà rurale che ha saputo elevare il lavoro della terra a pura poesia. Le sue origini si perdono in un passato lontano, in cui i vigneti erano già una presenza costante, accuditi con una devozione quasi religiosa.  È una storia fatta di fatica, ma anche di aneddoti che scaldano il cuore. Si narra, ad esempio, che la leggendaria varietà Glera, anima di queste bollicine, fosse già conosciuta in epoca romana, un nettare d’oro che viaggiava dalle terre venete fino alle mense più blasonate. Un tempo, si credeva che il vino di queste terre avesse il potere di guarire, un elisir di gioia e di longevità. Questa terra, con le sue pendenze vertiginose e le sue viti piantate a mano, è un vero e proprio paesaggio culturale che dimostra come l’armonia tra uomo e natura non sia un’utopia, ma realtà da assaporare.

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Un itinerario dell’anima: dai silenzi delle chiese alle vette del Cartizze

L’esperienza a Col Vetoraz non inizia con un calice in mano, ma con un cammino che nutre l’anima. È un’esperienza che va oltre la semplice degustazione, un’immersione in un territorio che racchiude tesori di storia e arte. Un itinerario ideale potrebbe iniziare con il suggestivo Sentiero delle Chiesette, un percorso che unisce la bellezza della natura alla spiritualità del luogo. Qui si scopre l’Eremo di Sant’Alberto Carmelitano, che da oltre cinque secoli veglia sui vigneti, o la chiesetta di San Gregorio, con la sua acustica perfetta per le grandi celebrazioni, un luogo dove il silenzio si fa preghiera.

Dopo aver nutrito la mente e lo spirito, si arriva a Col Vetoraz, un’oasi incastonata a 400 metri d’altezza, proprio nel cuore delle celebri colline del Cartizze. È qui che il viaggio sensoriale prende la sua forma più pura. La Sala Accoglienza, con il suo staff giovane e preparato, è un porto sicuro per ogni curioso. Ma la vera magia si compie quando ci si affaccia sulla terrazza panoramica: la distesa dei vigneti digradanti verso la valle è uno spettacolo che toglie il fiato, un dipinto vivente che cambia con le stagioni. Qui, l’esperienza non è solo assaporare un vino, ma sentirsi parte di un quadro, di un sogno che si può bere.

Storia vino Valdobbiadene DOCG Col Vetraz - Life&People Magazine

Un’esperienza su misura: l’arte della degustazione e dell’abbinamento

Per il vero appassionato, Col Vetoraz ha pensato a dei Percorsi Degustativi formativi guidati, un’occasione per approfondire non solo il gusto, ma anche la storia e i metodi di produzione di questi nettari divini. Si può scegliere tra degustazioni “sartoriali” che esplorano da 5 a 9 referenze, un viaggio nell’anima di ogni singola bollicina, alla ricerca di quella che più risuona con il proprio gusto personale.

storia vino valdobbiadene DOCG - Life&People MagazineMa il vero climax si raggiunge con gli abbinamenti. Qui, il vino non è solo una bevanda, ma il compagno di un viaggio culinario. Si parte da una base di tradizione, con la sopressa veneta che incontra le bollicine, un incontro di gusto e genuinità. Si prosegue con una selezione di formaggi e confetture, dove il Valdobbiadene Extra Brut Cuvée 5 si sposa con il “Luna di Miele”, un formaggio di capra che evoca l’essenza dei fiori di campo. Un’esperienza che raggiunge il suo apice in una proposta di rara eleganza: l’abbinamento del Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze e del Valdobbiadene DOCG Extra Brut Cuvée 5 con il caviale della rinomata azienda Giaveri. Un contrasto sublime tra la sapidità e la cremosità del caviale e la finezza aromatica del vino, un vero e proprio “duello” armonico che esalta i sensi.

Le Meridiane: dove il tempo si ferma per un calice

Il viaggio a Valdobbiadene non si conclude con l’ultimo sorso, è un’esperienza che continua a riverberarsi nell’animo. L’occasione è perfetta per andare alla scoperta delle antiche Meridiane, censite in oltre 30 esemplari, che decorano case e chiese. Questi antichi strumenti, vere e proprie opere d’arte di matematica e astronomia, ci ricordano che il tempo, pur scorrendo inesorabile, può anche fermarsi in un istante di contemplazione. La più celebre, quella realizzata dall’abate Giovanni Follador sul campanile del duomo, reca il motto “Il tempo e la vita non si fermano”. Un monito che, in queste terre, assume un significato profondo, quasi un invito a vivere ogni istante, a cogliere ogni opportunità di gioia, a fermarsi per un attimo, in contemplazione di un calice che racchiude in sé secoli di storia e passione.

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