Sul green inaugurale del Festival di Sanremo, i beauty look hanno preceduto il suono della musica e ne hanno suggerito le intenzioni. La vigilia di questa 76° edizione ha mostrato una bellezza meno dipendente dall’effetto sorpresa e più orientata alla definizione di un’immagine precisa. Le parole chiave sembrano essere due: equilibrio e consapevolezza. In particolare, un equilibrio calibrato tra tecnica e spontaneità apparente. Incarnati luminosi ma mai artefatti, occhi protagonisti senza eccessi barocchi, capelli che comunicano con naturalezza con gli abiti e con la personalità di chi li indossa.

Arisa: femminilità intensa
Tra i look più coerenti della serata spicca quello di Arisa, che ha scelto un make-up dal contrasto ben calibrato: incarnato levigato e opaco, lavorato per uniformare senza appiattire; le labbra sono state le vere protagoniste, in una tonalità rosso mattone intensa, al fine di scaldare l’intero volto. Gli occhi sono stati valorizzati da una sfumatura calda lungo la piega palpebrale e da ciglia infoltite con misura. Ad incorniciare il tutto, una treccia bassa, liscia e compatta, con riga centrale. Tale scelta ha aggiunto un tocco di disciplina ad un’immagine altrimenti troppo morbida. Il risultato complessivo ha posto al centro della scena una femminilità potente ma controllata, in perfetta sintonia con la personalità della cantante.

Elettra Lamborghini: glamour ad alto impatto
Se Arisa ha scelto la via del rigore, Elettra Lamborghini ha sfoggiato il versante più teatrale del glamour. Il suo beauty look si è districato tra luce e volume con una pelle luminosa, quasi specchiata nei punti strategici di zigomi e arcate sopraccigliari, e un trucco occhi dominato da ciglia extra-long, enfatizzate da ombretti con riflessi metallici nei toni del bronzo e del rame. Le labbra hanno ripreso sfumature nude calde, lasciando agli occhi il ruolo di assoluti protagonisti. I capelli, raccolti in una coda bassa tirata e lucida, hanno definito una silhouette pulita, mettendo in risalto la struttura del volto.

Dargen D’Amico: dettagli non convenzionali
Il percorso estetico di Dargen D’Amico si è mosso su coordinate differenti, ma altrettanto studiate. La sua presenza sull’Eni Carpet a Sanremo ha confermato quanto il grooming maschile sia ormai terreno di espressione creativa. L’artista ha lasciato che fossero gli accessori a definire il carattere complessivo del look, in particolare gli immancabili occhiali da sole. In questo caso, la forza è risieduta nella coerenza dell’immagine. Torna la parola chiave di questo festival: equilibrio tra understatement e riconoscibilità immediata.

Ditonellapiaga: grafismi e sensualità rétro
Lo sguardo più grafico della serata è stato quello di Ditonellapiaga, che ha scelto un eyeliner affilato per estendere l’occhio verso l’esterno. La linea, netta e scura, è stata bilanciata da una base luminosa e da un blush rosato applicato alto sugli zigomi, per scolpire e liftare i lineamenti. Le labbra, color rosso pieno e satinato, hanno aggiunto un rimando all’estetica delle dive anni Sessanta. I capelli, portati sciolti con onde morbide e definite, hanno completato una presentazione di sé alquanto seducente.

Levante: luminosità e armonia tonale
Il beauty look di Levante ha privilegiato una palette coerente di toni caldi: bronzo, pesca e champagne. L’incarnato, lavorato con sottili stratificazioni, ha donato un effetto glow naturale, mentre le sopracciglia pettinate verso l’alto le hanno aperto lo sguardo. Le labbra, velate da un nude rosato, hanno aiutato ad ottenere un risultato delicato. Infine, il long bob in stile butterfly, mosso da onde ampie e ariose, ha suggerito uno stile maturo e di classe.

Patty Pravo: iconografia e teatralità
Iconica per definizione, Patty Pravo ha scelto un beauty look che dialoga con la propria storia. Smoky eyes intenso nei toni del grigio antracite e sguardo magnetico hanno definito la parte superiore del volto, mentre l’incarnato arrossito da una punta di blush in versione doll ha composto la base del suo make up. Ad aggiungere un tocco drammatico sono state le labbra, in una tonalità bordeaux profonda, coerente con la sua aura scenica. Hanno completato l’estetica teatrale i capelli biondo platino, portati con volume e piega morbida.
Tendenze trasversali: blush, glow e hairstyle
Al di là dei singoli nomi, l’Eni Carpet 2026 ha evidenziato alcune linee comuni. Il blush è tornato a regnare sovrano, applicato generosamente e sfumato verso le tempie per dare tridimensionalità. L’illuminazione del volto è stata costruita più attraverso la qualità della base che con eccessi di highlighter, privilegiando un effetto pelle viva e credibile. Sul fronte capelli, si è assistito ad un dualismo interessante: da un lato i raccolti rigorosi, dall’altro texture naturali valorizzate nella loro autenticità, come nel caso di Ermal Meta e Francesco Renga.
L’estetica, in questo contesto, anticipa e costruisce un’aspettativa. Prima ancora che le note risuonino all’Ariston, sono stati i volti a parlare. Un lessico sofisticato, plurale e all’avanguardia ha lasciato intravedere l’anima di un Festival che ha tutte le carte in regola per sorprendere in musica e attraverso l’arte dell’immagine.