«Amo le cose che invecchiano bene, le cose che non datano, che resistono alla prova del tempo e che diventano esempi viventi del meglio in assoluto»: con queste parole Giorgio Armani descriveva la sua filosofia estetica. Quest’immagine, che catturava perfettamente l’essenza della sua arte, racchiudeva in sé anche una disciplina rigorosa che lo contraddistingueva. Al suo interno, un cuore creativo e passionale.
Titano del design, Giorgio Armani ha ridefinito il power dressing, promuovendo un’eleganza senza tempo. Negli anni ha proposto diverse sfilate memorabili ed ha vestito le star più iconiche del nostro tempo. Ma oltre ai red carpet, è in passerella che il vero genio di Armani è riuscito a mostrasi in tutta la sua eccezionalità luminosa. Dal 1965, quando disegnava per la collezione uomo Hitman di Nino Cerruti, il primo a credere in lui, la sua carriera è un percorso di successi strabilianti, per onorare la sua gigantesca carriera, ripercorriamo le passerelle che hanno segnato la storia della moda.
Anni ’80 e ’90: le rivoluzioni memorabili della silhouette e delle sfilate
Armani inizia la propria carriera come designer sfilando alla Sala Bianca di Palazzo Pitti nel 1974. Fonda la Giorgio Armani Spa nel 1975, lanciando la prima linea maschile e, nel 1976, quella femminile. La sfilate di Armani iniziano con un atto di rottura. Con la collezione Autunno-inverno 1981/82, Armani si distinse per la sua scelta di offrire una silhouette innovativa. In un’epoca caratterizzata da spalle larghe e colori audaci, infatti decostruì il tradizionale blazer squadrato tramite l’introduzione di una vita stretta e revers più ampi creò un profilo deciso ma innegabilmente femminile, fu una sincera dichiarazione di stile che voleva addolcire il tailleur.

Anni dopo, nella sfilata Primavera-estate 1995, il designer dimostrò un talento innato nel trarre ispirazione dalle estetiche del mondo, fondendole con raffinatezza nei suoi modelli. Rese omaggio all’estetica orientale con silhouette fluide, ricche tonalità gioiello e intricati ricami di ispirazione asiatica, una sfilata che fu capolavoro di fusione culturale.
L’era Armani Privé: l’approdo all’alta moda
Nel 2005 Giorgio Armani lanciò a Parigi la sua linea di Alta Moda, Armani Privé, esprimendo una nuova dimensione del suo stile. Lontana dal prêt-à-porter, ma affine per rigore formale ed eleganza rarefatta, la sua couture è riuscita a conquistare velocemente i red carpet internazionali, vestendo dive e star del cinema con abiti che sembrano scolpiti nella luce. In continuità con l’estetica orientale, la collezione Armani Privé Autunno-inverno 2011/12 celebrò l’amore per il Giappone, con una rivisitazione dei kimono tra bellissimi motivi e cinture obi.
Il designer, pioniere del genderless, aveva del resto sempre sfidato i concetti tradizionali di mascolinità e femminilità, e con la sfilata Armani Privé Primavera-estate 2015 esplorò ulteriormente l’androginia, presentando giacche dalle spalle pronunciate abbinate a gonne fluide e pantaloni dal drappeggio femminile.
La collezione Armani Privé Autunno/Inverno 2021/2022 fu in grado di offrire una nuova prospettiva su quello che per lui era il glamour post-pandemico: abiti lussuosi abbinati ad un approccio beauty piacevolmente rilassato. La sfilata fu una celebrazione della bellezza che privilegiò comfort e vestibilità.
Di recente, a fine giugno 2024, Armani presenta la collezione Armani Privé Autunno-inverno 2024/25 dichiarando che a 90 anni avesse fatto la collezione più bella. La sfilata fu un omaggio alla serenità attraverso il potere delle perle che, con la loro lucentezza evocarono un’eleganza pacata, un’eleganza Armani.

I messaggi potenti e le nuove generazioni
Armani ha portato in passerella innumerevoli momenti di genialità. Con gli abiti presentati nell’Autunno-inverno 2016/17, lo stilista seppe sorprendere con un tocco di energia giovanile, presentando bomber accostati a pantaloni sartoriali e stampe grafiche che aggiungevano originalità. Con la sfilata Emporio Armani Primavera-estate 2019, svoltasi all’aeroporto di Linate, celebrò il viaggio e la libertà: modelli che sfilavano con le loro tavole da surf in abbigliamento sportivo impreziosito da accenti neon.
Infine, con la sfilata Autunno-inverno 2022/23, senza musica e nonostante la presenza di una grande star in front row, lo stilista lanciò un messaggio potente di solidarietà al popolo ucraino. Vestendo l’estetica della sua connotazione più effimera, la sfilata fu dimostrazione di come la moda possa rivestirsi di un nuovo contenuto, che dovrebbe essere all’ordine del giorno in un mondo in cui l’empatia non è ordinaria amministrazione.
L’eredità di Giorgio Armani
La firma stilistica di Armani ha ridefinito la moda e, al comtempo, ha infuso linfa vitale al design italiano, creando abiti che ritraggono una filosofia di movimento libero e fluido. L’ intrinseca qualità della Maison, ed un tocco di charme italiano, hanno celebrato l’impegno di uno stilista che è riuscito ad essere un maestro di eleganza autentica, sfidando le mode passeggere ed imponendo un linguaggio riconoscibile e sempre attuale.