L’idea che la profumeria artistica sia un feudo esclusivo dell’asse franco-italiano appartiene ormai a una storiografia superata. Il profumo di ricerca ha smesso di assecondare i codici tradizionali dell’Occidente per farsi specchio di una complessità geopolitica che ridisegna i confini del gusto e dell’esperienza sensoriale. La sedicesima edizione di Esxence 2026, a Milano , ha sancito definitivamente questa transizione, accogliendo nei suoi oltre 20.000 metri quadrati espositivi un mosaico di culture mai così eterogeneo. Sotto il fil rouge concettuale di Sensing The World, la manifestazione ha registrato il superamento delle 20.000 presenze complessive , confermando il capoluogo lombardo quale epicentro economico e creativo di un comparto in perenne mutazione.
La vera rivoluzione emersa tra i corridoi non è stata solo numerica, ma geografica: l’avanzata imponente di brand asiatici, con il Giappone in prima linea affiancato da realtà emergenti provenienti dall’India, testimonia la nascita di nuove estetiche olfattive, capaci di tradurre tradizioni millenarie in formulazioni contemporanee d’avanguardia. In concomitanza con questo tsunami odoroso, gli spazi dell’Allianz MiCo hanno ospitato anche la sesta edizione di Experience Lab – International Beauty Exhibition, l’evento di riferimento per l’innovazione nel settore della bellezza. Guidata dai concept “where you become you” e “back to the roots”, la fiera ha esplorato la Beauty Nostalgia degli anni ’90, trasformando il rituale della cura di sé e la stanza da bagno in un archivio intimo di texture e memorie condivise , integrandosi alla perfezione con il percorso introspettivo della profumeria d’arte.

Il minimalismo discreto dell’Est: dal crisantemo imperiale al sakè
Se il Medio Oriente continua ad affascinare la platea internazionale con la sua opulenza densa e persistente, l’Asia propone una filosofia della sottrazione guidata da delicatezza, sussurro ed evocazione pura. Questa diversa sensibilità estetica ha trovato una sintesi perfetta in Talea, la fragranza che inaugura la collezione Conversazioni del brand Jijide. Il brand ha scelto di indagare il crisantemo, un fiore che in Italia sconta il pregiudizio implicito della commemorazione funebre, ma che in Cina rappresenta resilienza e in Giappone è l’emblema stesso della famiglia imperiale.
Sviluppato in collaborazione con gli studenti dell’Italian Perfumery Institute e formulato dal naso Tianle Feng — la cui famiglia lavora storicamente l’assoluta di crisantemo bianco —, Talea scardina ogni convenzione sociale. L’apertura è una gabbia dorata metallica in cui lo zafferano incontra le note fruttate di yuzu e kumquat ; il cuore rivela la purezza del crisantemo bianco avvolto da osmanto e mughetto , mentre il fondo si adagia sulle sfumature calde di labdano, ambra grigia e benzoino. È l’evidenza di come ingredienti un tempo rari o bistrattati — come il matcha, il crisantemo, il kombucha e lo yuzu — stiano dettando i nuovi trend di consumo globali.
Quando il suono si fa pelle: le reliquie organistiche di Filippo Sorcinelli
La ricerca di un’esperienza multisensoriale che superi il confine della sola stimolazione olfattiva ha trovato la sua massima espressione nell’opera di Filippo Sorcinelli. L’artista ha presentato l’evoluzione della collezione extrait de musique, un progetto in cui la musica d’organo si traduce in architettura olfattiva attraverso sette nuove fragranze. Se la prima serie omaggiava i registri dell’organo di Notre-Dame a Parigi, la linea indaga la capacità del suono di qualificare un luogo e alterare la percezione dello spazio e del tempo.
Il packaging stesso si fa materia biografica e concettuale: il tappo di ogni flacone è realizzato modellando a caldo veri dischi in vinile a 33 giri. Il vinile si scioglie sul vetro, conservando i solchi delle tracce musicali e trasformando la memoria uditiva in pelle olfattiva, incise sette improvvisazioni organistiche dedicate a ciascun jus , deliziando gli addetti ai lavori con un memorabile concerto d’organo tenutosi nella cornice della chiesa di Sant’Angelo a Milano.
Nuove traiettorie molecolari: l’alta tecnologia senza alcol e il ritorno del gourmand
Il panorama espositivo ha mostrato una netta polarizzazione tra due macro-tendenze: da un lato l’universo Bold & Sexual, dominato da provocazioni hardcore e parossismi olfattivi amati dalla Gen Z ; dall’altro, l’avanzata di una profumeria botanica, minimalista e iper-tecnologica. In questo secondo filone si inserisce il debutto di Petit Ange Eau de Senteur firmato dalla celebre maison Nicolaï Parfumeur-Créateur. Si tratta del primo profumo per neonati (da zero anni in su) della casa parigina, caratterizzato da una formula rivoluzionaria totalmente priva di alcol e allergeni, ideale anche per le mamme.
La tecnologia sviluppata da Nicolaï sfrutta la forza meccanica e un sistema ad alta pressione per frammentare la fragranza in microscopiche “nanoparticelle” all’interno di una base acquosa , garantendo la fluidità della nebulizzazione senza perdere la ricchezza sensoriale del jus. La piramide olfattiva si apre con la freschezza gioiosa di mandarino e lampone , scivola in un cuore di fiori bianchi e si fissa sulla pelle grazie al comfort del sandalo, del muschio bianco e della vaniglia , agendo come un vero e proprio scudo idratante grazie alla presenza di glicerina vegetale. Questa attenzione alla delicatezza si riflette anche nell’evoluzione della famiglia gourmand. Esxence 2026 ha celebrato il passaggio dai profumi iper-zuccherini e burrosi della pasticceria a un genere più sussurrato, definito Soft Gourmand, dove ingredienti di ispirazione gastronomica come il riso, il latte e la menta vengono utilizzati per conferire rotondità, intimità e un senso di protezione ancestrale alla composizione.
Lo splendore fluido dell’oro: Dahab Absolu di Kajal
A chiudere il cerchio delle grandi novità internazionali è stato il lancio di Dahab Absolu della maison Kajal Perfumes Paris, inserito nella prestigiosa Gold Collection. Il profumiere svizzero Patrick Müller (di LUZI) ha reinterpretato il bestseller Dahab — celebre per la sua struttura priva di note fiorite — trasformando l’oro in un’energia fluida e solare, intensa ma mai invadente sulla pelle. La fragranza esprime ricercatezza sin dall’esordio, grazie a un’apertura fruttata e agrumata che unisce bergamotto, pompelmo, arancia, mango, frutto della passione e mela verde. Il cuore si ammorbidisce con gelsomino, rosa, miele e foglie di ribes nero , prima di adagiarsi su un fondo vellutato e persistente di muschio di quercia, caramello, vaniglia, legno di guaiaco e legno di cashmere.
Un settore in salute, capace di attrarre un pubblico sempre più giovane (con i biglietti per i visitatori under 30 esauriti in anticipo). L’appuntamento con la diciassettesima edizione dal 24 al 27 febbraio 2027 , anno in cui la manifestazione si svolgerà strategicamente durante la settimana della moda di Milano, suggellando definitivamente il legame indissolubile tra l’olfatto d’autore e l’alta cultura contemporanea.








