Per la maggior parte delle persone, la mezzanotte è quel momento della giornata che passa inosservato; per le assistenti di volo, invece, può rappresentare l’inizio di tutto. Di solito, accade che a quell’ora viene pubblicato il roster, il calendario dei voli che stabilisce il ritmo del mese successivo. In pochi istanti, lo schermo del telefono si riempie di sigle aeroportuali e orari di decollo, da quel momento la vita cambia, mentre prendono forma in una nuova geografia personale giorni di riposo, sveglie all’alba, notti sopra l’oceano e soste in città lontane.

assistente di volo - Life&People MagazineLa percezione comune di questo lavoro è spesso legata ad un’immagine elegante, cinematografica, fatta di uniformi impeccabili e fotografie scattate davanti a skyline spettacolari, eppure, dietro l’apparenza patinata esiste una dimensione molto più complessa, fatta di adattamento, ritmi irregolari e di piccoli segreti della vita dell’equipaggio, insieme ad una quantità sorprendente di storie umane raccolte a diecimila metri di altezza.

Il tempo non segue le regole

Chi lavora a bordo di un aereo impara presto che il concetto tradizionale di settimana lavorativa non ha senso; i turni possono iniziare prima dell’alba, terminare nel cuore della notte o attraversare più fusi orari in poche ore, una giornata può iniziare con sveglia alle tre del mattino per raggiungere l’aeroporto; un’altra può concludersi dopo mezzanotte, quando i passeggeri sono già tornati a casa e l’equipaggio si dirige verso un hotel sconosciuto. Questa imprevedibilità richiede una forma particolare di disciplina personale, molti assistenti di volo sviluppano una capacità quasi istintiva di adattarsi a ritmi sempre diversi, imparando a dormire quando è possibile, a mangiare in orari insoliti ed a pianificare la propria vita privata tra un turno e l’altro.

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Valigia sempre pronta

Per le hostess, la valigia è presenza costante, sempre semiaperta in un angolo della stanza, pronta per il prossimo volo; abiti ed oggetti personali al suo interno, ma anche piccoli strumenti per gestire una vita itinerante: adattatori universali, taccuini pieni di appunti, snack per lunghe giornate e libri da leggere iniziati in un continente e finiti in un altro. Ogni assistente di volo sviluppa un proprio sistema per organizzare lo spazio ridotto di un trolley, una sorta di arte pratica che riflette la natura nomade della professione.

Vivere costantemente altrove

Un altro aspetto poco raccontato di questa carriera riguarda il concetto di casa. Molti assistenti di volo lavorano in città diverse da quella in cui sono cresciuti; la base operativa di una compagnia può trovarsi a centinaia o migliaia di chilometri dal luogo d’origine; così, trasferirsi diventa parte integrante del lavoro. In principio, questo cambiamento può sembrare destabilizzante, ma proprio in queste nuove circostanze nasce, spesso, una comunità molto particolare: quella degli equipaggi che condividono lo stesso stile di vita. In pochi mesi, colleghi provenienti da paesi diversi diventano una sorta di famiglia temporanea, unita da un’esperienza comune che pochi altri possono comprendere.

Diecimila metri sopra la vita degli altri

Un aereo è uno spazio unico, per alcune ore, centinaia di persone condividono lo stesso ambiente sospeso sopra le nuvole. Uno strano contesto, storie personali e alcuni piccoli segreti emergono con spontaneità sorprendente; c’è chi vola per la prima volta e osserva ogni dettaglio con meraviglia; chi torna a casa dopo un lungo periodo lontano e guarda il cielo dal finestrino con senso di sollievo; altri viaggiano per lavoro, abituati alla routine degli aeroporti e dei controlli di sicurezza.

segreti assistenti di volo - Life&People MagazineGli assistenti di volo fungono da osservatori discreti di questa varietà di esperienze. Spesso bastano pochi scambi di parole per intuire l’umore di un passeggero: la tensione di chi ha paura di volare, l’entusiasmo di chi sta partendo per una vacanza o la malinconia di chi lascia qualcosa alle spalle; talvolta vi sono momenti inaspettati come un brindisi improvvisato per festeggiare un anniversario, o un bambino che scoppia a ridere vedendo le nuvole da vicino per la prima volta.

Un lavoro invisibile

Dietro il sorriso professionale che accoglie i passeggeri esiste una preparazione molto più ampia di quanto s’immagini. L’equipaggio di cabina è responsabile della sicurezza a bordo e deve essere pronto ad intervenire in situazioni impreviste, questo significa conoscere a memoria procedure precise, coordinarsi rapidamente con il resto dell’equipaggio e mantenere la calma anche nei momenti di maggior tensione, nella routine quotidiana, tali aspetti restano celati agli occhi di tutti, nonostante siano aspetti imprescindibili della professione. Una dimensione lavorativa raccontata raramente che contribuisce a definire la vera natura del ruolo: accoglienza e servizio, ma anche responsabilità e prontezza operativa.

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Un mondo tra due dimensioni

Essere costantemente tra due dimensioni, forse, costituisce la caratteristica più affascinante della vita delle assistenti di volo; da una parte la quotidianità della terra; dall’altra il mondo sospeso, dove ogni giornata può iniziare in una città e terminare imprevedibilmente in un’altra. Tra queste due realtà si muove una comunità di professionisti e professioniste che portano con sé valigie leggere ed una quantità enorme di storie. Ogni mese, quando arriva la mezzanotte del roster tutto ricomincia con nuove rotte, nuovi equipaggi, nuovi orizzonti; l’essenza di un mestiere in volo dove si vive perennemente in movimento tra terra e nuvole.

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